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Red Faction: Guerrilla

Recensione - Red Faction: Guerrilla

di Davide Mapelli / MAPO78 P 14 giu 2009
Dopo due episodi per le console della scorsa generazione, Volition ci riporta su Marte stravolgendo la serie Red Faction e passando dallo shooter in prima persona ad un titolo a giocabilità aperta, grazie anche all'esperienza maturata con i due buonissimi capitoli di Saints Row. Con Red Faction: Guerrilla ricominciamo la resistenza nel nome della distruzione totale: eccovi la nostra opinione sul gioco.

Il Gioco

Marte, anno 2128; il pianeta rosso è una colonia terrestre sfruttata principalmente per i ricchi giacimenti minerari, e la Earth Defense Force (EDF) ha imposto un regime dittatoriale che controlla e opprime le colonie dei lavoratori. Noi impersoniamo Alec Mason, giunto su Marte per fare il minatore assieme al fratello, ma subito gli eventi ci portano a conoscenza della resistenza, la Red Faction, e ci catapultano nel bel mezzo di un vero e proprio conflitto per liberare le colonie dall'oppressione dei militari.

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Come in tutti i giochi di questo genere, abbiamo a disposizione un territorio abbastanza ampio che possiamo esplorare in lungo ed in largo; la mappa di gioco è divisa in vari settori che dobbiamo liberare dalla presenza dell'EDF per proseguire nelle vicende del gioco. Ognuna di queste zone è contraddistinta da due indicatori: uno indica il livello di controllo delle truppe EDF, mentre l'altro ci indica il morale dei coloni. Entrambi sono strettamente legati, e compiendo missioni con successo faremo diminuire il controllo dell'EDF ed aumentare il morale dei nostri compagni della resistenza sino alla totale liberazione della zona in esame. Come da tradizione del genere, accanto alle missioni principali, necessarie per far progredire la storia, troviamo diverse missioni secondarie che ci offorno obiettivi differenti; difendere postazioni della Red Faction, attaccare insediamenti della EDF, intercettare convogli dei nemici o particolari sfide a tempo, sono solo alcuni esempi della varietà delle situazioni in cui possiamo trovarci.

Abbiamo poi la possibilità di vagare liberamente per le zone accessibili, sia a piedi che guidando uno dei molti veicoli presenti, in cerca di costruzioni nemiche da radere al suolo grazie agli strumenti da minatore di cui siamo dotati. Ad ogni distruzione, che si tratti di un palazzo o di semplici mezzi di locomozione, veniamo ricompensati con dei rottami, preziosissimi per convertirli in nuove armi e potenziamenti presso i rifugi della Red Faction. Oltre alla campagna abbiamo poi a disposizione una riuscitissima componente online su Xbox Live ed una modalità competitiva offline a turni, denominata Squadra Demolizioni; il nome fa intuire che il nostro obiettivo sarà quello di procurare il maggior quantitativo di danni possibile entro il tempo limite e, vista l'ottima implementazione del sistema di danni nel titolo, anche in questo caso il divertimento è assicurato.

Amore

Demolition man

- Nel gioco possiamo radere al suolo ogni struttura in maniera eccezionalmente verosimile; abbattendo qualche muro portante possiamo assistere ad un vero e proprio collasso dell' intera costruzione per via del peso gravante sui pilastri rimasti e tutto, comprese le aimazioni di "frana" degli edifici, è calcolato in tempo reale. E non si tratta solo di un tecnicismo fine a sè stesso, ma del fulcro dell'intero gameplay di Red Faction: Guerrilla. La possibilità di distruggere tutto con il nostro fido martello da minatore oppure gli altri strumenti esplosivi che potremo utilizzare, ci dà accesso a soluzioni creative come il seppellire i nemici facendogli crollare l'edificio addosso oppure aprire una breccia in un muro posteriore per poi sorprenderli e crivellarli da una posizione vantaggiosa, o ancora gettarci a tutta velocità addosso ad un edificio in uno dei mezzi a disposizione travolgendo ogni cosa che incontriamo nel nostro cammino. Senza contare la presenza dei Walker, una versione grezza dei mech dotati di una potenza distruttiva pazzesca ed in grado di travolgere e distruggere letteralmente tutto. Le possibilità offerte sono praticamente infinite dal punto di vista tattico, ma è altrettanto appagante distruggere intere costruzioni solo per il gusto di farlo, per vedere quanto bene sia gestito l'intero crollo.

Multiplayer online

- A differenza della campagna, la modalità competitiva multigiocatore si presenta in maniera molto diversa, abbandonando le possibilità offerte dal concetto stesso di free roaming e trasferendo il potere distruttivo di Red Faction in arene ben delimitate e più classiche. Niente mezzi di locomozione in ambienti sterminati, ma una valanga di caos e divertimento in spazi ben definiti sino a 16 giocatori. Ciò non toglie che il gioco sia dannatamente appagante e vario, grazie alla combinazione del motore di distruzione dinamica, l'utilizzo di diversi zaini con differenti capacità, e le singolari armi presenti. Per gli zaini troviamo dal classico Jet Pack per compiere brevi tratti in aria, al Rhino, che ci permette di sfondare muri come se fossero di cartone, fino allo zaino Furtività che ci rende difficilmente individuabili consentendoci di mietere vittime indisturbati. Ovviamente non sarà mai un gameplay prettamente tattico, scordatevi appostamenti silenziosi con fucili da cecchino, ma preparatevi ad un frenetico frullato di caos e distruzione davvero ben riuscito.

Odio

Free Roaming atipico

- La caratteristica principale di questo genere è la possibilità di perlustrare l'intera area di gioco, una buona trama ed una longevità al di sopra della media; in questi ultimi punti Red Faction mostra le proprie debolezze. Una volta liberata una zona, buona parte delle missioni secondarie non ancora compiute spariscono nel nulla, riapparendo come per magia a gioco terminato. Una scelta quanto meno discutibile, anche se giustificata dal fatto che in quell'area non ci sono più forze EDF da combattere. Sarebbe comunque stato meglio avere la possibilità di compierle liberamente durante lo svolgimento dell'avventura, anche perchè, una volta portato a termine, il mordente di ogni gioco diminuisce inevitabilmente. Aggiungiamoci anche la scarsa quantità di missioni principali e la frittata è fatta, rendendo la durata della campagna eccessivamente breve. La trama stessa fa acqua da tutte le parti, proponendoci una storia davvero banale, senza colpi di scena e raccontata dalla miseria di cinque sequenze di intermezzo durante l'intera storia, davvero troppo poco.

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Monotonia marziana

- Da sempre l'intera serie è ambientata sul pianeta rosso, e possiamo affermare con certezza una cosa: Marte non è affatto un bel posto. Nonostante alcuni scorci davvero pregevoli per via del buon sistema di illuminazione e dei piacevoli giochi di luce offerti dai riflessi del Sole sul pianeta, l' intera superficie è sempre troppo simile, senza nessuna vera variazione sul tema durante tutta l'avventura. Stesso dicasi per il design dei mezzi di trasporto, alcuni dei quali si rivelano decisamente poco ispirati e frutto di scelte stilistiche opinabili. Il gioco scorre fluido, ma è ben visibile un orizzonte non certo sconfinato, funestato dall' apparizione degli oggetti in lontananza quali le monotone catene montuose che tendono ad apparire e scomparire di continuo, come se fossero disegnate man mano che ci si avvicina. Per cercare di porre in parte rimedio a questo problema, spesso gli sviluppatori hanno inserito un effetto nebbia/tempesta di sabbia atto a coprire le magagne di questo tipo. Un escamotage che pensavamo confinato nella scorsa generazione di console.

Una colonna sonora anonima

- Altra nota dolente è il comparto audio, che dà l'impressione di esser stato abbandonato a se stesso; niente musiche epiche, nessuna stazione radio a bordo dei veicoli, ma solo alcune musichette di accompagnamento non certo fastidiose ma tremendamente anonime ed, a volte, fuori luogo.

Tiriamo le somme

Certamente questo Red Faction: Guerrilla si rivela una piacevole sorpresa, un gioco più che discreto in grado di coinvolgere e divertire, soprattutto grazie all'eccezionale tecnologia di distruzione dinamica e per il frenetico comparto multigiocatore. Una trama quasi inesistente, scelte di design non certo felicissime ed una longevità al di sotto della media ne uccidono però le aspirazioni: sicuramente un buon gioco, ma avrebbe potuto essere molto di più. 8.2

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