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Il Signore degli Anelli: La Conquista
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Recensione - Il Signore degli Anelli: La ConquistaXbox 360Game

Electronic Arts continua incessante a "spremere" la licenza de Il Signore degli Anelli: se i precedenti lavori basati sull'opera di Tolkien ci vedevano nei panni degli eroi più famosi, con Il Signore degli Anelli: La Conquista i Pandemic ci fanno indossare comuni armature da fanti e, strizzando l'occhio ai loro precedenti lavori (Star Wars Battlefront in primis) ci riportano a combattere per la Terra di Mezzo nel tentativo di difenderla... o conquistarla.

Il Gioco

Il Signore degli Anelli: La Conquista non nasconde la sua natura di titolo multiplayer, proponendo al giocatore una campagna che funge più come addestramento alle tecniche di combattimento e memorizzazione delle mappe che come rivisitazione della Guerra dell'Anello, tanto da far apparire il single player come un contentino per i più appassionati. I quali, va detto, dovranno essere disposti a chiudere un occhio su qualche "libera reinterpretazione" della trama mentre si troveranno a procedere tra Moria, il Fosso di Helm e la caduta di Osgiliath, giusto per citarne alcuni: non vogliamo rovinarvi la sorpresa, ma aspettatevi parti di storia molto diverse da come Tolkien o anche Jackson le hanno narrate, arrivando fino ad assurdi come un hobbit che da solo riesce ad abbatte un paio di troll. Insomma, gli sviluppatori si sono concessi licenze in ogni livello, in ogni frase, movimento e scontro: sembra di essere tornati ai primi Harry Potter, con una storia totalmente diversa tra libri e film. Un peccato, visto che anche questo ramo della produzione videoludica sembrava aver preso una buona piega.

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Di per sé il gioco è semplice: si combatte contro orde di Goblin, o, nella campagna del male, di soldati, nei panni di un guerriero, un arciere, un mago, un esploratore. Per i livelli sono stati sparsi dei "capitelli" presso i quali possiamo cambiare in ogni momento la classe di guerriero da impersonare, in base alle esigenze tattiche del momento, e lo stesso vale per il multiplayer.

Amore

Essere uno dei tanti

- L'idea di impersonare un soldato semplice rende il gioco intrigante, almeno nelle prime fasi. Ci si sente parte di qualcosa di più grande, se non fosse che il nemico preferisce comunque attaccare il giocatore con più veemenza rispetto ai nemici controllati dalla CPU. Anche i livelli possono divertire con alternanze fra semplici massacri e diversi obiettivi come il mantenimento di un territorio o la distruzione di un macchinario del nemico. A volte, in precisi frangenti, è anche possibile impersonare l'eroe del momento, sia esso Gandalf, Isildur, Gimli o un Ent.

La guerra dell'online

- Nonostante in tutte le partite svolte soffrisse di un forte lag, il concetto alla base del titolo merita una certa attenzione. Mantenendo le meccaniche del single player (ma, come accennato, in realtà è il single che propone le meccaniche del multi) ci si trova ad affrontare la fazione nemica in mappe rese famose dalla pellicola di Jackson e alquanto ben realizzate, se non altro per quanto riguarda la coerenza. Le modalità variano da una sorta di territorio al semplice deathmatch, passando per una tipologia di cattura la bandiera avente l'anello come oggetto della contesa. Purtroppo il lag è una presenza fissa, e ciò infastidisce ancor di più se si pensa che per giocare bisogna registrarsi al servizio online di EA.

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Odio

Più legnoso che altro

- Per essere un hack'n'slash, Il Signore degli Anelli: La Conquista è frustrante, con animazioni ripetitive (l'esploratore ne ha addirittura solo una per la sua mossa speciale) e un sistema di controllo che, seppure decente, è utilizzato su personaggi che si muovono con lentezza e senza la minima grazia. Si ha fisicamente l'idea di muovere una spada forse troppo pesante per il soldato che la impugna, senza contare che la pessima IA porta a situazioni di stallo dove è necessario cambiare più volte il personaggio per procedere, in quanto le diverse classi sono troppo limitate alla loro sola specializzazione: ad esempio, un arciere è totalmente inutile nel corpo a corpo, mentre l'esploratore una volta scoperto diventa facile preda non essendo nè guerriero ne arciere. Poi c'è il fattore monotonia, che insorge relativamente presto: cambia lo schieramento, il luogo ma la minestra è sempre la stessa.

Tecnicamente scarso

- Graficamente povero, nemici su schermo miseri per essere un gioco del 2009, Il Signore degli Anelli: La Conquista sembra realizzato frettolosamente o senza la benchè minima passione. IA imbarazzante con troppe deviazioni verso l'inganno, quali stregoni dallo scudo infinito e nemici in parata costante. Animazioni povere e parlato assillante, banale e colmo di clichè. Solo le musiche si salvano... ma perchè sono le stesse del film. Non ci è piaciuta neanche l'impossibilità di salvare a metà di una missione in singolo per poter riprendere in un secondo momento: bisogna ricominciare dall'inizio.

Tiriamo le somme

Il Signore degli Anelli: La Conquista è un tuffo nel passato sotto tutti i punti di vista, e non in senso nostaglico/positivo, ma per quanto riguarda meccaniche di gioco, realizzazione tecnica e anche l'imbarazzante sfruttamento della licenza. Solo gli appassionati tendenti al fanatismo di LOTR potrebbero guardare al titolo con interesse.
4.8

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L'autore

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Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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