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Phantom Trigger

Recensione - Phantom Trigger

Il team ucraino Bread Team ci propone il "neon slasher" old school Phantom Trigger, nel quale dovremo fronteggiare orde di mostri in dungeon con visuale dall'alto. Scopriamone le caratteristiche.

Il Gioco

Il protagonista di quest'avventura al neon (guardate il video in basso e capirete il perché) è Stan, un lavoratore del ceto medio con una vita qualunque, monotona. Questo finché il suo mondo non viene improvvisamente invaso da formazioni rocciose misteriose, demoni maligni ed immerso nell'oscurità: qualcosa sta stravolgendo la realtà, e sta proprio al nostro protagonista trovarne un senso. Si tratta peraltro di una trama con risvolti intriganti e metafore ben riuscite, e per quanto non voglia entrare troppo nei dettagli per evitare spoiler, posso confermare che ci sono tematiche ben più profonde di quanto ci si possa aspettare da una generica invasione di creature alla Doom.

Questo è il contesto che lancia il giocatore (o i giocatori, visto che è giocabile in cooperativa locale a fianco di un amico) in un brawler con visuale dall'alto, dove dovremo attraversare mondi pieni di trappole e nemici alla ricerca di una soluzione per questa bizzarra invasione. Il giocatore possiede di base principalmente tre abilità: un teletrasporto, capace di trasportarlo a qualche metro di distanza rapidamente, senza però la possibilità di attraversare barriere; un attacco di ghiaccio corpo a corpo per eliminare i nemici ed infine una specie di colpo magnetico che attira verso di sé i nemici. Le varie abilità ed armi sono poi potenziabili nel corso dell'avventura e si possono sbloccare altre cose, ma all'inizio, movimenti a parte, questo è quanto.

MX Video - Phantom Trigger

Tali poteri andranno sfruttati al meglio per fronteggiare orde piuttosto numerose di nemici demoniaci, tra violente combo e poteri magici. La vita non è moltissima ma i nemici sì, quindi il livello di sfida è abbastanza alto, pur essendoci diversi livelli di difficoltà tra cui scegliere. A questo si aggiungono anche numerosi oggetti distruttibili che sbarrano la strada, trappole mortali ma anche occasionali enigmi, ispirati a diversi altri classici della storia dei giochi - videogame e non. Troviamo ad esempio sequenze da memorizzare stile Simon, blocchi da sbattere da una parte all'altra della stanza con i poteri magnetici nello stile dell'ultimo Zelda, classici come tasti a pressione da tenere giù coi pesi per aprire cancelli... i puzzle non sono il fulcro del titolo, ma offrono comunque delle piacevoli variazioni sul tema.

Durante il corso dell'avventura si incontrano anche enormi boss dal design piuttosto creativo e sprazzi di trama raccontati da bizzarri personaggi come un albero magico e altri umani che, come Stan, si sono trovati a loro malgrado all'interno di un'avventura che sembra ben più grande di loro. E' possibile fare diverse scelte su come affrontare il titolo, puntando per esempio a uno stile più distruttivo o uno più pacifico, e le scelte fatte nel corso dell'avventura, completabile in circa 6-7 ore, hanno poi influenza su quale dei quattro finali a disposizione si incontra. I livelli sono comunque invariati tra un playthrough e l'altro, quindi pur essendoci segreti e obiettivi secondari, rigiocare al titolo di fatto offre poca varietà aggiuntiva. Non è infine presente la localizzazione italiana.

Amore

Stile da vendere

- Nel suo stile "retro-potenziato", Phantom Trigger risulta essere davvero affascinante, grazie a scelte cromatiche azzeccate, animazioni molto curate, ottimi effetti speciali, aree molto piacevoli da vedere un'ottima cura per i dettagli. Anche le aree di gioco, con la loro alternanza di zone "vive" e "morte", con i look che cambiano di conseguenza, risultano molto affascinanti: provate per esempio ad abbattere l'albero magico all'inizio del gioco e vedete come cambia totalmente il mondo. Molto particolare!

Cooperiamo

- Sembra quasi un cliché o un fatto scontato che giocando in cooperativa ogni gioco risulti più divertente; del resto, è sicuramente più facile chiudere gli occhi sulle mancanze e sui problemi di qualunque videogioco quando si è in compagnia. Nella fattispecie però, la co-op di Phantom Trigger risulta davvero spassosa, perché il gran numero di nemici che inseguono i giocatori si sparpagliano meglio offrendo quindi più opzioni tattiche, e anche alcuni puzzle più macchinosi diventano molto più immediati a fianco di un amico, anche se il tutto è limitato al gioco in locale.

Odio

Combattimenti generici

- Un brawler dove i combattimenti non sono particolarmente divertenti rischia di fallire in partenza, e Phantom Trigger è lì sul filo in questo aspetto. Ciò che c'è diverte abbastanza, ma alla lunga risulta davvero ripetitivo nonostante le combo e lo sviluppo delle armi, e nonostante la durata limitata inizia a diventare tutto molto monotono diverse ore prima della fine, per via del fatto che a livello di gameplay ci sono poche novità, poco mordente per chi ha già giocato tanti titoli di questo tipo.

Cadute di stile

- Visto quanto è curato lo stile artistico risultando davvero molto creativo nella realizzazione dei mondi, stupisce molto quanto alcuni altri elementi siano stati fatti un po' in fretta e furia. Fa ad esempio strano vedere dei menu estremamente banali con un font molto generico che sembra quasi un "placeholder", un elemento temporaneo messo lì durante lo sviluppo, modificato poi per il prodotto finito.

Tiriamo le somme

Phantom Trigger ha numerose scelte stilistiche intriganti, con un look 8-bit colorato e ricco di elementi molto curati. Nonostante alcuni puzzle che sembrano prendere il meglio di alcuni classici dei videogames, il gioco soffre però di un gameplay visto e rivisto negli anni tra i titoli indie e non, e nonostante i poteri interessanti del protagonista l'esperienza non risulta in definitiva particolarmente originale. Quello che c'è però funziona bene, ed anche il livello di sfida è piuttosto alto rendendo il titolo di Bread Team un piacevole passatempo per un paio di pomeriggi in attesa del prossimo "giocone".
7.0

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L'autore

autore

Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

c

Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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