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Extinction

Recensione - Extinction

Maximum Games e Iron Galaxy, gli stessi autori di Killer Instinct, provano la strada degli action games con Extinction, un'avventura fantasy che ci mette contro dei giganteschi orchi. Gli ingredienti per un’avventura vivace ed adrenalinica sembrano esserci, ma vediamo come si comporta il gioco alla prova del pad.

Il Gioco

Le vicende di Extinction prendono vita nel regno di Dolorum, e già questo nome pare sufficiente a far capire come la vita dei cittadini del reame possa essere tutto tranne che facile: questi vivono infatti oppressi dal giogo dei Ravenii, una crudele razza di simil-orchi dalle dimensioni ciclopiche che li hanno assoggettati costringendoli ad una vita di lavori forzati. Ma tradizione impone che, nel momento più cupo per l’umanità, un eroe sorga per contrapporsi ai malvagi e ristabilire il giusto ordine delle cose. In quella che pare sin da subito una trama piuttosto scontata e pretestuosa andiamo quindi a vestire i panni della Sentinella Avil, un guerriero dotato di una velocità sovrumana e della capacità di controllare l’energia Runica, che gli conferisce anche una forza smisurata e di conseguenza la capacità di giocarsela con i ciclopici avversari sullo stesso terreno di gioco, nonostante l’evidente svantaggio di essere grande quanto un loro alluce.

Extinction punta tutto su azione ed immediatezza, senza contaminazioni da generi di gioco differenti; il giocatore è chiamato a muoversi attraverso i diversi livelli di gioco, peraltro generati in maniera procedurale e quindi sempre diversi ad ogni partita, sfruttando una classica visuale in terza persona, cercando di mettere in salvo più civili possibili, caricando così la barra dell’Energia Runica per poi prendere d’assalto i giganti intenti a radere al suolo le loro abitazioni.

L’operazione di salvataggio degli inermi cittadini è piuttosto semplice: questi si trovano sempre radunati attorno a speciali cristalli di teletrasporto, i quali possono essere attivati dopo essere stati messi in sicurezza da Avil spazzando via le milizie Ravenii circostanti, costituite in queste fasi da orchetti di dimensioni normali, gli Sciacalli. Una volta attivati e messi in salvo i civili, non resta che spostarsi al cristallo successivo e ripetere l’operazione fino a che la barra dell'energia non sarà piena; a questo punto è il momento di affrontare avversari degni di tale nome e incrociare la lama contro i Ravenii giganti.

MX Video - Extinction

Nella maggior parte dei casi questi indossano delle armature più o meno pesanti, e sarà quindi necessario mandarle in frantumi prima di poter mettere a segno dei colpi decisivi. La pressione del tasto RT ci fa entrare nella modalità d’attacco che sfrutta l’energia magica della Runa, potente artefatto che, oltre a rallentare il tempo di gioco, ci consente di mirare ad una specifica parte anatomica del nostro avversario; rilasciato il tasto, Avil si scaglia contro il proprio obiettivo a spada sguainata e se l’attacco va a segno le armature Ravenii vanno inesorabilmente in frantumi. Così esposti i mostri sono soggetti agli attacchi più letali: mirando ai loro arti inferiori Avil è infatti in grado di mutilarli gravemente, mozzandoli di netto e riducendoli all’immobilità per un breve lasso di tempo (i Ravenii vantano infatti un’ottima capacità rigenerativa che consente di rimpiazzare in breve tempo la parte persa) e consentendogli così di arrampicarsi agevolmente lungo la loro schiena, grazie all’aiuto di un versatile rampino, e di raggiungerne e mozzarne il collo, parte che, ovviamente, non è soggetta alla rigenerazione.

Piazzato il colpo risolutivo e sconfitto il cattivone di turno, la barra dell’energia Runica si prosciuga e non resta che salvare altri civili ed uccidere nuovi gruppi di Sciacalli per ricaricarla e abbattere il gigante successivo. Il game over, oltre che per la nostra dipartita, può arrivare anche per altri fattori: le missioni infatti ci chiederanno di volta in volta di salvare un determinato numero di civili, o di prevenire l’abbattimento di un certo numero di strutture: se tali requisiti non vengono soddisfatti, la partita giunge al termine. Durante gli scontri guadagneremo punti esperienza con i quali potremo potenziare alcune caratteristiche di Avil, come nuove combo, la possibilità di saltare più in altro e poco altro; nulla di particolarmente profondo, non siamo minimamente a livelli di giochi ruolistici, e tali power-up sono francamente piuttosto marginali nell’autonomia del gioco.

Ad affiancarsi alla modalità Storia, composta di sette capitoli divisi a loro volta in più livelli, troviamo la modalità Estinzione, che prevede l’abbattimento del maggior numero possibili di Ravenii in una sorta di sfida a punteggio classificata online, e la modalità Schermaglia, di fatto uno scenario libero da affrontare singolarmente.

Amore

Più grossi sono…

- Più rumore fanno quando cadono. Indubbiamente l’aspetto più riuscito in Extinction è rappresentato dagli enormi mostri che dovremo fronteggiare. E’ piuttosto soddisfacente avere la meglio su avversari molto più grandi e fisicamente potenti di noi, distruggendone le armature, mettendoli a sedere dopo aver amputato loro una gamba ed infine decapitandoli senza pietà dopo esserci arrampicati lungo le loro schiene. Impossibile non pensare all’anime Attack on Titan in tali frangenti. Divertente, per i primi cinque-sei scontri perlomeno.

Odio

Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

- Sin dalle prime battute del gioco ho dovuto confrontarmi con una forte e fastidiosa sensazione di smarrimento, generata non certo da meccaniche di gameplay super complesse o interminabili elenchi di combo differenti (magari fosse…), ma dalla pressoché totale assenza di una struttura narrativa degna di tale nome. Chi sono questi fantomatici e giganteschi Ravenii? Da dove sono sbucati? Sono stati da sempre la razza dominante sul pianeta o vi ci sono insediati con la forza? Ed il protagonista Avil? Ok, è una Sentinella, un formidabile guerriero, ma qual è la sua storia? Insomma, una marea di punti di domanda destinati a non avere risposte, cosa che certo non aiuta ad immedesimarsi nel nostro ruolo di eroici salvatori.

Quando l’immediatezza si trasforma in superficialità

- L’accezione “action game senza tanti fronzoli” , generalmente evoca, in maniera positiva, un prodotto che mira ad impressionare il pubblico per meccaniche solide, ben definite, efficaci, senza l’introduzione di elementi di contorno più o meno utili. Extinction non fa parte di tale categoria. Il passo tra “senza fronzoli” a “scarno” è infatti piuttosto breve, ed in questo caso più che di immediatezza delle meccaniche di gioco parlerei di povertà. Le combo a nostra disposizione sono pochissime e la maggior parte di esse viene sbloccata dopo aver acquisito l’abilità “maestro del combattimento” (non fatevi ingannare dal nome di tale skill, sono comunque combo che richiedono tutto tranne che maestria per essere messe a segno). Uno solo il tasto dedicato agli attacchi, e neppure quello parlando di difesa: in Extinction non si para, si schiva un attacco o lo si subisce, punto. Certo, la cosa ha senso qualora ci si trovi ad affrontare i Ravenii giganti, un po’ meno nel caso degli Sciacalli. E se sul fronte combo e combat system la situazione è grigia, parlando di varietà di situazioni non si può certo dire di essere messi meglio: ogni stage per essere completato richiede sempre di eseguire tre obiettivi: salvare civili, uccidere qualche sciacallo per guadagnare energia runica, decapitare il Ravenii di turno. Fine.
E’ piuttosto avvilente scoprire dopo appena 20 minuti di gioco di aver visto tutto quanto questo abbia da offrire.

AAA level designer cercasi

- Cosa aggiungere ad un già non proprio incoraggiante quadro generale, se non un design dei campi di battaglia davvero pessimo? A dire il vero non so se si possa parlare neppure di “design”: i livelli si compongono semplicemente di una vasta area completamente pianeggiante dove vengono collocati in maniera procedurale edifici, vegetazione ed i cristalli di teletrasporto. Il risultato, il cui colpo d’occhio è tutt’altro che positivo, non fa che aumentare la sensazione di ripetitività che permea l’intera produzione. E se a questo aggiungiamo un comparto grafico molto sottotono beh, la frittata è fatta.

Tiriamo le somme

Difficile trovare un solo motivo per cimentarsi nello sterminio dei Ravenii: Extinction è un gioco mediocre su tutta la linea e con le sue meccaniche ridotte all’osso ed una ripetitività al limite dell’alienante non riuscirebbe ad accontentare neppure il più occasionale dei giocatori. Un titolo dalle premesse interessanti, ma assolutamente evitabile per via di una realizzazione deludente.
5.0

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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