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Recensione - Mass Effect: Andromeda

Conclusa ormai da cinque anni la saga del comandante Shepard, EA e BioWare sono ora pronte ad aprire un nuovo capitolo nella loro epopea sci-fi e lo fanno con Mass Effect: Andromeda, appena arrivato nei negozi: facciamo quindi la conoscenza del pioniere Ryder e dell'Iniziativa Andromeda.

Il Gioco

Più o meno nello stesso periodo in cui il comandante Shepard era alle prese con i Razziatori ed il Cerberus, le razze alleate agli umani sulla Cittadella volgevano lo sguardo al di fuori della Via Lattea per trovare nuovi mondi sui quali espandere le proprie civiltà. Nacque così l'Iniziativa Andromeda, che costruì quattro astronavi interstellari denominate "Arche", ognuna delle quali era predisposta per ospitare in sospensione criogenica 20.000 individui di una singola razza (umani, asari, turian e salarian); lo scopo di queste Arche era effettuare un viaggio di 600 anni alla volta della Galassia di Andromeda, più specificamente verso l'ammasso stellare Heleus nel quale erano stati identificati una serie di mondi abitabili, gli "Eden". Ogni Arca trasportava un Pioniere, un individuo particolarmente esperto ed abile che doveva essere rianimato per primo insieme a pochi altri per trovare un pianeta abitabile e far poi risvegliare finalmente il resto della popolazione. Al termine del loro lungo viaggio, le arche avrebbero dovuto trovare ad aspettarle la stazione spaziale Nexus, anch'essa partita alla volta del sistema Heleus con una popolazione mista di tutte le razze per fungere da centro operativo e diplomatico nell'attività di colonizzazione.

Questo accadeva 600 anni fa: ci troviamo ora nella galassia di Andromeda e l'Arca degli umani, la Hyperion, è finalmente giunta a destinazione. Il gioco inizia facendoci scegliere tramite un editor il sesso e l'aspetto del/la protagonista, per poi vederlo risvegliare in una delle capsule di stasi della nave. Si tratta di uno dei due figli del Pioniere umano, Alec Ryder, e poco dopo il risveglio iniziano i guai: la Hyperion si sta avvicinando al primo mondo da esplorare, Habitat 7, quando urta una misteriosa ed enorme ragnatela spaziale. La nave riporta moderati danni, ma la capsula di nostra sorella/fratello risulta particolarmente danneggiata facendolo finire in una sorta di coma. Non abbiamo il tempo di razionalizzare l'accaduto che la voce di nostro padre, il Pioniere, ci chiama dall'interfono della nave: sta assemblando un team per sbarcare sul pianeta e scoprire la natura della ragnatela, ed ovviamente noi ne faremo parte.

Sul pianeta scopriamo la presenza di una razza aliena ostile, i Kett, ma entriamo anche in contatto con un inatteso mistero legato all'intero ammasso stellare di Heleus, che ci darà maggior determinazione per rendere i pianeti dell'area colonizzabili dalle razze dell'iniziativa. Purtroppo, però, durante la missione le cose non vanno per il verso giusto e per motivi che non vi rivelo ci troviamo nostro malgrado investiti del titolo di Pioniere: ora il destino della colonia umana è nelle nostre mani. Ma i problemi non finiscono qui: tornati sulla Hyperion riusciamo a raggiungere il Nexus, solo per scoprire che le altre Arche sono andate disperse e che questo ha provocato dei conflitti nell'equipaggio della stazione spaziale. Ora è tutto nelle nostre mani: in qualità dell'unico Pioniere dell'Iniziativa Andromeda, dobbiamo assicurare la sopravvivenza del progetto sia trovando dei mondi abitabili che combattendo la minaccia dei Kett. E' solo l'inizio dell'avventura.

Quello che vi ho appena raccontato accade più o meno nella prima ora di gioco di Mass Effect: Andromeda, ponendo le basi per tutte le avventure a venire in quella che è una struttura di gioco estremamente aperta. Una volta lasciata l'Arca Hyperion attraccata al Nexus, l'Iniziativa ci offre infatti un mezzo estremamente veloce per esplorare liberamente i sistemi dell'ammasso stellare: la Tempest, che ricopre lo stesso ruolo della Normandy nella trilogia originale. La nostra nuova astronave è liberamente esplorabile ed ospita i locali dei vari membri dell'equipaggio, con i quali possiamo interloquire per approfondire le relative storie; è presente inoltre una plancia di comando dalla quale possiamo accedere alla mappa galattica per esplorare i vari sistemi solari. Nella galassia di Andromeda non esistono i Portali Galattici che nei precedenti titoli ci permettevano di esplorare l'intera Via Lattea, quindi stavolta dovremo accontentarci delle capacità di viaggio sub-luce della nostra nave per esplorare i sistemi vicini tra loro, comunque estremamente numerosi. Stavolta però non ritroviamo il sistema di spostamento dell'astronave nella mappa galattica né la gestione del carburante presente in ME3. Qui tutto quel che dobbiamo fare per viaggiare tra un sistema e l'altro, così come per raggiungere i singoli pianeti, è selezionare la nostra destinazione; un'animazione ci mostrerà il salto nell'iperspazio o l'avvicinamento ai pianeti.

MX Video - Mass Effect: Andromeda

Come in passato, anche qui non tutti i pianeti sono visitabili: la maggior parte possono essere solo scansionati alla ricerca di risorse, mentre altri - quelli legati alla storia - sono esplorabili per condurre sia missioni principali che secondarie. E qui troviamo la prima grande differenza del gioco rispetto al passato: i pianeti sono molto più vasti e liberamente esplorabili rispetto al passato, con mappe molto estese ed una gran quantità di attività e missioni da svolgere, inclusi ovviamente gli incontri con i nemici (non necessariamente i Kett, visto che anche la fauna può essere ostile). Per questo motivo il gioco ci mette a disposizione il Nomad, un veicolo multi-terreno a sei ruote che ci permette di attraversare più velocemente le lande dei vari pianeti. Non solo velocemente, ma anche in sicurezza, visto che spesso i pianeti presentano condizioni estreme (freddo o caldo estremo, radiazioni ecc) che le nostre tute non possono bloccare per periodi prolungati, ma dalle quali il Nomad riesce a proteggerci. Dando uno sguardo alla mappa di ogni pianeta noterete aree molto estese, con le icone degli obiettivi di missione e specifici punti di atterraggio per delle capsule denominate Stazioni Avanzate che, una volta raggiunte, attivano dei punti di viaggio rapido e rifornimento munizioni. E' possibile inoltre incontrare insediamenti abitati sia da alieni locali che da ammutinati del Nexus che hanno deciso di tentare la fortuna al di fuori dell'Iniziativa, oltre a enormi strutture nelle quali si svolgeranno parti importanti della storia principale.

La storia del gioco procede quindi di pianeta in pianeta, con occasionali passaggi sul Nexus per parlare con vari personaggi, mentre cerchiamo di scoprire il mistero che si nasconde nel settore Heleus o proviamo a scoprire la posizione delle Arche disperse. Ovviamente è anche presente una gran quantità di missioni secondarie, che spaziano dalle (poche) più complesse "missioni lealtà" dei personaggi del nostro equipaggio a (molte) altre più semplici affidate da una miriade di personaggi secondari. Il tutto affiancato al sistema di dialoghi a scelta multipla al quale ci ha abituato la serie, rifinito stavolta per permetterci di reagire ad ogni situazione con diverse emozioni e senza il sistema di risposte positive/negative dei precedenti episodi. Ovviamente rimane la possibilità di stringere relazioni amorose con diversi personaggi, esplorandone le emozioni col sistema di dialoghi fino ad arrivare a scene più o meno esplicite a seconda dei casi.

Mass Effect: Andromeda include inoltre anche elementi di raccolta risorse e crafting: durante le nostre esplorazioni possiamo raccogliere numerosi materiali e minerali, che potremo poi rivendere presso vari negozi per acquistare armi e armature, oppure impiegarli nella costruzione di oggetti. Il gioco ci mette infatti a disposizione dei particolari terminali di "ricerca e sviluppo" dalla doppia funzionalità: nella sezione "ricerca" possiamo spendere degli appositi punti, guadagnati analizzando l'ambiente con uno scanner portatile, per ricercare nuovi progetti di creazione oggetti, mentre in "sviluppo" impieghiamo le risorse ed i minerali raccolti per costruire gli oggetti dei quali abbiamo i progetti. Possiamo persino occuparci della colonizzazione di alcuni dei pianeti esplorati, posizionandovi degli avamposti (generalmente dopo aver svolto determinate missioni) per poi svolgere tutta una serie di attività secondarie per migliorare la vivibilità del pianeta e favorire l'arrivo di sempre più coloni. Questo ci dà poi accesso a particolari rifornimenti di materiale o agevolazioni utili durante l'avventura.

Ma un ruolo molto importante nell'economia di gioco ce l'hanno ovviamente i combattimenti: questi si presentano come un'evoluzione di quelli visti nel precedente episodio della serie, completando la trasformazione in TPS puro del sistema di combattimento. Ritroviamo infatti la possibilità di indicare ai due compagni in missione con noi (selezionabili da un gruppo di sei) dove posizionarsi o chi attaccare, ma non è più possibile decidere quali poteri o armi fargli utilizzare, rendendoli di fatto completamente autonomi nel combattimento; durante l'azione non dobbiamo far altro che preoccuparci di combattere e di dare occasionali indicazioni ai compagni, mentre sfruttiamo il buon sistema di copertura per proteggerci dagli spari nemici. I combattimenti risultano piuttosto dinamici, con nemici di vario tipo che cercano di aggirarci e prenderci anche da dietro, costringendoci a non stazionare troppo a lungo nella stessa area; a difficoltà normale possono risultare già piuttosto impegnativi, ma per chi preferisce sfide più ardue (o anche chi preferisce concentrarsi sull'avventura ed avere combattimenti più facili) è possibile in ogni momento cambiare il livello di difficoltà. Ovviamente ritroviamo anche la possibilità di utilizzare vari poteri, sia biotici (se siete nuovi di Mass Effect, immaginate di essere dei Jedi con la possibilità di attirare a voi, far levitare, scagliare e colpire i nemici) che di altro tipo, con la possibilità di creare anche combinazioni letali degli stessi.

Tutti i poteri e le varie abilità, sia nostri che dei nostri compagni, vanno sbloccati e potenziati man mano che procediamo nel gioco utilizzando i punti esperienza accumulati; per chi ha poca pazienza il gioco offre anche una funzione di auto-avanzamento distribuendo automaticamente i punti, ma ovviamente avrete più soddisfazioni decidendo quali abilità attivare e potenziare. Da questo punto di vista, peraltro, il gioco offre molta più libertà che in passato: non solo sulla Tempest è possibile sfruttare un apposito terminale per riassegnare tutti i punti, permettendoci così di sperimentare abilità molto diverse tra loro nel corso della stessa run, ma BioWare ha introdotto anche un sistema di "classi variabili", i Profili, che ci permette di cambiare in ogni momento la nostra classe accedendo così a diversi set di bonus. I Profili non sono tutti disponibili da subito, ma si sbloccano man mano che spendiamo punti nelle relative abilità (ad esempio, per accedere al profilo soldato è necessario spendere un po' di punti in abilità di combattimento).

Arrivare al termine della storia - cosa che vi permetterà comunque di continuare ad esplorare mondi e completare missioni - potrà tenervi occupati dalle 15 ore, se vi dedicate esclusivamente alla storia principale e tenete la difficoltà medio-bassa, fino ad oltre le 30-40 ore se volete esplorare tutte le missioni secondarie, le attività di raccolta informazioni ed aumentate la difficoltà per prolungare maggiormente i combattimenti. A questo aggiungiamo anche la presenza di un comparto multigiocatore co-op che ci permette di prendere parte con altri giocatori a missioni ad obiettivi su apposite mappe, caratterizzate dalla ripetizione di ondate di nemici sempre più forti durante le quali abbiamo ogni volta obiettivi diversi: difendere una posizione, catturare dei punti strategici, uccidere semplicemente tutti e così via.

Amore

To boldly go

- L'aspetto più riuscito e che mi ha convinto maggiormente di Mass Effect: Andromeda è sicuramente il senso di scoperta che il gioco riesce a trasmettere: come nei più classici episodi di Star Trek, esploriamo affascinanti e vasti pianeti alieni dalle caratteristiche più disparate, incontriamo nuove civiltà aliene, sia amiche che nemiche, ed esploriamo antichi misteri. Questo è probabilmente l'elemento fondatore della saga di BioWare che il nuovo gioco riesce a mantenere - ed a mio avviso persino a migliorare - maggiormente.

Mondi alieni

- Gran parte del merito di quanto appena detto va all'ottimo design dei pianeti esplorabili nel gioco, che non solo presentano conformazioni ed aspetti climatici molto diversi gli uni dagli altri (si va dal mondo desertico e pieno di picchi rocciosi al lussureggiante paradiso ricco di fiumi e cascate, passando per quello completamente innevato o quello dalle pozze acide), ma presentano anche dei design sempre spettacolari, con splendidi contrasti di luce e scorci che implorano di essere immortalati in screenshot. Davvero belli, peccato solo che siano relativamente pochi seppur molto vasti.

Dungeon

- Soprattutto nel corso della storia principale vi capiterà di esplorare specifiche aree chiuse e da esplorare linearmente, una sorta di veri e propri dungeon fantascientifici. Così come per i pianeti, anche questi presentano un eccellente design con aree dinamiche come piattaforme e ponti che si formano davanti ai nostri occhi, qualche enigma da risolvere ed ovviamente tanti scontri a fuoco. Uno in particolare, caratterizzato da uno stile molto simile alle illustrazioni di H.R. Giger, mi ha colpito molto positivamente. Anche qui vale la stessa cosa detta nel paragrafo precedente: peccato non ce ne siano di più.

Sistema di combattimento

- E visto che ho accennato agli scontri a fuoco è giusto parlare del sistema di combattimento, che ho trovato molto valido. Con una premessa, però: chi sperava in un ritorno alle origini più tattiche della serie, con il sistema di pausa che ci permetteva di gestire i compagni assegnando i singoli poteri ed ordinando esattamente come agire, qui non troverà soddisfazione. Anzi, il gioco spinge ancor più l'acceleratore sulle proprie ambizioni action introducendo un sistema di copertura dinamica (al contrario di prima in cui le coperture andavano "agganciate" esplicitamente) e limitandosi a farci assegnare ai nostri compagni posizioni da raggiungere o nemici da attaccare. Detto questo, però, nella sua natura ormai da TPS puro Mass Effect: Andromeda se la cava egregiamente dando vita a combattimenti estremamente dinamici nei quali dobbiamo tenerci costantemente in movimento (attività agevolata anche dal al nuovo jet-pack che ci permette di scartare lateralmente o compiere enormi balzi, rendendo il gameplay molto verticale soprattutto nelle ambientazioni al chiuso) e gestire al meglio armi e poteri. Non mancano comunque i margini di miglioramento: a volte capita ad esempio che non sia chiaro quali coperture sono "agganciabili", e magari ci si dirige verso una solo per scoprire che non possiamo usarla per ripararci dai colpi nemici. E, come leggerete più in basso, il gioco andrebbe reso più adatto ai cecchini.

A spasso col Nomad

- Altra cosa che mi ha sorpreso positivamente è il Nomad, il nuovo veicolo a sei ruote utilizzabile per esplorare i vasti pianeti e per proteggerci dalle condizioni nocive degli stessi: oltre a muoversi normalmente sulle superfici piane, con tanto di brevi boost attivabili dal giocatore, il Nomad può arrampicarsi anche su massi e superfici scoscese, ma per farlo bisogna attivare un'apposita modalità "6WD" che ne diminuisce la velocità aumentando la trazione e l'altezza delle sospensioni. E' una stupidaggine ed un elemento tutto sommato secondario, ma la necessità di dover cambiare trazione quando vogliamo arrampicarci mi è piaciuta molto, conferisce maggior realismo e tangibilità alla guida del mezzo. Non guasta poi che il Nomad sia personalizzabile nei colori e potenziabile, tramite apposite verniciature o upgrades reperibili nel corso del gioco.

Finale memorabile

- Inutile che vi dica che il finale di Mass Effect: Andromeda lascerà molti interrogativi in sospeso, dopotutto si tratta del primo episodio di una nuova trilogia: tutta la parte finale della storia però mi ha soddisfatto molto, perché oltre ad essere ricca d'azione e piuttosto lunga è anche ambientata in scenari visivamente molto belli. Ancora una volta complimenti agli artisti di BioWare che si sono occupati di ambientazioni e level design.

Odio

Personaggi brutti e senza carisma

- Diciamocelo chiaramente: i personaggi di Mass Effect: Andromeda sono brutti. E non parlo delle espressioni facciali che hanno fatto tanto scalpore in questi giorni (e che, pur presenti, non ho trovato poi così pessime), ma proprio del design dei personaggi, che risultano scialbi e privi di carattere. A partire dall'aspetto dei due Ryder passando per i membri dell'equipaggio della Tempest fino ad arrivare al personale sul Nexus. Se pensate al design di Shepard, Miranda, Kasumi, Ashley, Jack, dell'uomo Misterioso e delle tante razze aliene della trilogia precedente (non a caso qui i design migliori risultano essere quelli delle razze ereditate dalla trilogia originale), abbiamo fatto un deciso salto indietro. E neanche l'editor di personaggi ci viene in aiuto, perché risulta fin troppo limitato senza darci la possibilità di cambiare i vari elementi del volto dei personaggi standard dai quali partiamo: se ad esempio decidiamo di cambiare l'aspetto di una donna orientale, potremo cambiare colore della pelle e grandezza degli occhi ma non la forma degli stessi o del naso, ad esempio.

Sfumature di grigio

- Risulta poco convincente anche il nuovo sistema di dialogo, non tanto nella forma quanto nella sostanza: rimuovendo il sistema di forti scelte morali dei precedenti giochi della trilogia, con risposte che risultavano chiaramente schierate tra bene e male, ora tutte le risposte a nostra disposizione sembrano fin troppo simili, dal punto di vista morale, le une alle altre: spesso sono sfumature diverse che ci vedono rispondere più empaticamente, duramente o logicamente ai nostri interlocutori. Anche questo sembra un passo indietro.

Missioni secondarie

- Vai lì, scansiona questo. Raccogli questi oggetti, poi torna. La stragrande maggioranza delle missioni secondarie di Mass Effect: Andromeda sono così, e sembrano più un obbligo che un'avventura da vivere con coinvolgimento. Anche il potenziamento degli avamposti, che comunque ci permette di ottenere punti importanti per l'ottenimento di risorse, ha comunque un sapore di compitino superfluo: non si ha quella soddisfazione che ci si immaginerebbe nell'essere i colonizzatori di un pianeta alieno. Siamo anni luce lontani dai livelli ai quali ci ha abituato un certo Geralt.

Crafting superfluo

- Un altro sistema di gioco che sembra più un appesantimento che un meccanismo pensato per dare soddisfazione al giocatore: prendi risorse, ricerca progetti, costruisci armi, armature e accessori… quando spesso e volentieri gli oggetti trovati durante l'avventura o acquistabili dai vari negozianti sono migliori o comunque all'altezza di quelli che potremmo costruire. Mi è sembrata una funzionalità tutto sommato inutile.

Nexus poco interessante

- Per essere in pratica un sostituto della Cittadella, il Nexus è molto meno interessante da "vivere" rispetto a quest'ultima. Ci sta, è molto più piccolo ed il suo scopo principale era il viaggio intergalattico, ma difficilmente vi verrebbe la voglia di tornarci durante l'avventura, se non fosse che molte missioni lo richiedono. Fortunatamente però il gioco ci mette a disposizione altri luoghi abitati esplorabili che riescono a compensare adeguatamente a questa mancanza.

Poco rifinito

- Giocando con Mass Effect: Andromeda appare evidente come non sia stato rifinito appropriatamente, con diversi bug e problemi vari. Ci sono le già note animazioni, che a volte vedono i personaggi assumere espressioni o pose innaturali, ma ho assistito anche a casi nei quali i nemici spawnavano a mezz'aria (rimanendoci finché non mi avvicinavo) oppure che, quando stavo in una grotta sotterranea, comparivano sopra di essa, sulla collina soprastante, costringendomi a fare il giro per ucciderli e continuare nella missione. Viaggiando col Nomad, poi, in alcuni pianeti ho notato dei brevi freeze occasionali e pop-in degli oggetti dell'ambiente. Ma la cosa più fastidiosa è il fatto che l'IA dei nemici e i loro danni si attivano solo quando gli siamo relativamente vicini. Immaginate di essere un cecchino: avete questo bellissimo e potente fucile di precisione ottenuto durante una missione, e in lontananza vedete una navetta Kett rilasciare di nemici. Ottima occasione! Da dove siete mirate, sparate e… niente. Loro non si accorgono che qualcuno gli sta sparando addosso, né subiscono danni di sorta. Dobbiamo avvicinarci un bel po' (ad una distanza tale che anche un fucile d'assalto con un buon mirino potrebbe bastare), per "svegliarli" dal loro torpore. Insomma, i ragazzi di BioWare hanno un bel po' di cose da sistemare.

Multigiocatore problematico

- I problemi del gioco si estendono anche al comparto multiplayer che, quando funziona, è comunque piuttosto divertente se amate le esperienze stile Orda; purtroppo però mi sono capitati diversi casi di partite che crashavano, lag a volte anche molto pesante (mentre combattevo continuava a riportarmi nella posizione in cui ero stato 5 secondi prima) quando il match era hostato da altri giocatori, ed anche il matchmaking mi è sembrato avere problemi con alti tempi d'attesa quando creavo io le partite in cerca di qualcuno da ospitare. E' sicuramente un'area di miglioramento, fortunatamente non essenziale per godersi il gioco.

Ciao ciao, doppiaggio

- E' una delle cose che hanno contrariato maggiormente i fan italiani, e non gli si può dar torto: la saga di BioWare ci aveva abituati ad un buon doppiaggio italiano, mentre Mass Effect: Andromeda ne fa a meno proponendoci i soli sottotitoli nella nostra lingua. Per chi non ha una buona dimestichezza con l'inglese parlato questo non è un gran problema durante le scene di dialogo, tipicamente molto statiche, ma lo diventa durante tutti i dialoghi che avvengono mentre esploriamo l'ambiente, perché in quel caso ci si concentra sull'azione e difficilmente si butta l'occhio sui sottotitoli (che, peraltro, in questo caso compaiono nella parte superiore dello schermo). Il font usato è poi piuttosto piccolo, e può sicuramente dare problemi di leggibilità a chi gioca ad una certa distanza dalla TV. Sia chiaro, non avrete grossi problemi a completare l'avventura, anche perché un pratico menu ci riepiloga tutti gli obiettivi di missione anche qualora ci fossero sfuggiti nei dialoghi, ma rispetto al passato è inevitabile che ci si perderà qualcosa. Una scelta comprensibile visti gli investimenti necessari per localizzare un gioco di questo calibro (e capolavori come GTA V e The Witcher 3 ci avevano già abituati in tal senso), ma è comunque un peccato ed un passo indietro per la serie.

Tiriamo le somme

Mass Effect: Andromeda si rivela essere un titolo dai forti contrasti, pieno di luci ed ombre: brilla nello splendido design dei pianeti, nei combattimenti (seppur meno tattici che in passato) e nel riuscire ad offrirci quella sensazione di scoperta di mondi e civiltà aliene che ci si aspetterebbe da un titolo di questo tipo, aggiungendo al tutto anche una giusta dose di mistero. Fallisce però nel proporci personaggi carismatici ed interessanti, sistemi secondari realmente utili ed un'esperienza generalmente ben rifinita, multiplayer compreso. E' comunque un gioco divertente e coinvolgente, vi soddisferà ed in qualche occasione riuscirà anche ad esaltarvi, ma dal nuovo Mass Effect ci si aspettava sicuramente di più.
8.0

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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