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Plants vs. Zombies: Garden Warfare

Recensione - Plants vs. Zombies: Garden Warfare

Cari amici appassionati di giardinaggio, è giunto il vostro momento! Plants vs Zombies ritorna con una formula totalmente inedita: quella dello sparatutto in terza persona: immaginate di vedere l’azione del popolare titolo tower defense, da una prospettiva tutta nuova e più “realistica”. PopCap si è impegnata parecchio per regalarci questa nuova esperienza, sarà riuscita nell’intento? Scopritelo nella nostra recensione di Plants vs. Zombies: Garden Warfare!

Il Gioco

L’interrogativo su un gioco di questo tipo è d’obbligo: come può un titolo casual come Plants vs Zombies trasformarsi in uno sparatutto in terza persona, per lo più dedicato unicamente al multigiocatore? Non viene snaturato il senso stesso del gioco? Non si rischia di creare un gioco eccessivamente “leggero” e troppo diverso? Cercherò di darvi una risposta nelle prossime righe. La versione che ho potuto provare è quella Xbox One ma il gioco è disponibile anche su Xbox 360, senza però la modalità split-screen a 2 giocatori. Plants vs. Zombies: Garden Warfare, come dicevo, è uno sparatutto multiplayer in terza persona. Occupa circa 10 GB di spazio nella console ed è completamente in Italiano. I protagonisti del gioco sono le piante e gli zombi che ci hanno allietato per svariate ore sui nostri dispositivi mobile e su Xbox 360. Sono presenti otto classi in totale, quattro per le piante e quattro per gli zombi. Per le piante abbiamo: la Sparasemi, classe d’assalto e adatta per chi ama gli approcci alla rambo. La Masticazombi, che è in grado di uccidere divorando in un sol boccone la stragrande maggioranza degli zombi (naturalmente a eccezione dei boss e degli zombi più grossi), diventerà la migliore amica di chi ama gli assalti all’arma bianca e gli approcci stealth; il Girasole invece è la classe medica e serve principalmente di supporto alle altre classi; il Cactus è infine il cecchino della situazione, specializzato nei tiri dalla distanza. Le quattro classi Zombi invece sono il Fante, lo Scienziato, l’Ingegnere e il Fuoriclasse. Le prime due (Fante e Scienziato), sono i corrispondenti zombi della Sparasemi e del Girasole. L’Ingegnere è la classe da “incontro ravvicinato”, non dotato di un’arma melee ma di un devastante shotgun. Il Fuoriclasse è invece dotato di un cannone gatling ed è devastante nella media distanza. Ogni classe è dotata di tre “slot” in cui è possibile equipaggiare alcuni poteri particolari che vengono sbloccati progredendo e vincendo le varie sfide che il gioco ci propone di volta in volta. Per la Sparasemi abbiamo ad esempio il peperoncino, che attira gli zombi controllati dall’IA ed esplode uccidendoli. E’ solo un esempio casuale, perché non basterebbero tre recensioni ad illustrare tutti i poteri.

Come in ogni sparatutto multigiocatore, le modalità di gioco sono molteplici. La prima in ordine di “collocazione” è l’Operazione Giardino. Questa modalità non è altro che la classica sfida a orde. Cinque piante controllate da giocatori umani, contro innumerevoli zombi controllati dall’IA. Ogni partita si caratterizza di 10 ondate di nemici via via più forti e agguerriti. Durante due di queste ondate, denominate ondate boss, PopCap ha inserito una specie di slot-machine che determina il tipo di nemico speciale che si affronterà lì a poco. Ogni tanto la slot machine regala anche qualche bonus sotto forma di denaro. Dopo l’ultima ondata, un po’ come accade in Titanfall, bisogna abbandonare il campo di battaglia raggiungendo un punto di evacuazione, in cui Dave il Pazzo porterà la nostra piantina nella prossima mappa. Si tratta di fatto di una modalità collaborativa contro l'IA, per chi preferisce questo tipo di esperienza a quelle più competitive. Le mappe di questa modalità sono disseminate di vasetti vuoti che possono essere riempiti con piantine di diverso tipo: dalla margherita spara-soli curativi alle spara semi, ai mastini sputafuoco. Sono presenti praticamente tutte le piante del titolo tower defense originale, con le loro relative funzioni.

Per quel che riguarda il multiplayer competitivo invece, le modalità di Plants vs. Zombies: Garden Warfare sono due: Eliminazione a Squadre e Tombe e Giardini, in entrambe delle quali possono fronteggiarsi due squadre di massimo 12 giocatori, con un totale su schermo di ben 24 persone. La prima è la classica modalità deathmatch a squadre il cui scopo è raggiungere le 50 uccisioni di giocatori della squadra avversaria. Nella seconda, Tombe e Giardini, gli zombi cercano di conquistare entro un breve lasso di tempo cinque giardini di proprietà delle piante in altrettante mappe. La missione delle piante è invece quella di mantenere il possesso dei propri giardini e di respingere gli assalti degli zombi. Se avete masticato un po' di Battlefield, il paragone calza con la modalità Rush. Esiste anche una modalità denominata “Tappetino di Benvenuto”. Si tratta di una variante del deathmatch per i novellini: peggio si gioca e più punti ferita vengono rigenerati quando si muore. Questa modalità ri-bilancia un po’ le differenze derivanti dalla diversa abilità dei giocatori: i novellini saranno un po’ più difficili da abbattere, mentre sarà l’opposto per i più esperti.

Il progresso nello sviluppo del giocatore, come già accennato precedentemente, avviene tramite lo sblocco di alcune sfide. Le nostre prestazioni invece servono per determinare il numero di gettoni che possiamo guadagnare al termine della partita. Con questi gettoni possiamo acquistare una serie di pacchetti di figurine che permettono di sbloccare diverse cose nel gioco: piantine per i vasetti dell’Operazione Giardino o personalizzazioni per i nostri alter-ego piante/zombi, o varianti particolari delle piante o zombi giocabili.

In esclusiva Xbox One è presente poi una modalità co-op in split-screen a due giocatori. La formula è quella dell’Operazione Giardino, ma non ci sono altri alleati controllati da IA o umani: una modalità utile per chi volesse divertirsi a casa con amici o familiari, senza doversi confrontare con altri giocatori online.

Plants vs. Zombies: Garden Warfare è provvisto di supporto Smartglass, sia con statistiche in tempo reale sull’andamento della partita che con una modalità apposita chiamata modalità Boss. In questo particolare approccio di gioco, osserviamo una sorta di mappa dall’alto dell’ambiente. Attraverso la raccolta dei soli, come avviene nel gioco classico, sviluppiamo poteri e possiamo intervenire con alcuni potenziamenti come ad esempio il bombardamento di una zona di gioco. Unico piccolo neo: la modalità Boss non è compatibile con i device più piccoli di 7 pollici. Con il mio Lumia 1520 non sono riuscito a giocare, ma solo a visualizzare le statistiche. Nessun problema invece su Surface, iPad o Windows 8.1.

Le musiche e la colonna sonora sono le stesse del gioco per piattaforme mobile, mentre il motore grafico che muove il tutto è il Frostbite 3 che non garantisce il livello di realismo che offre in Battlefield, ma non per particolari mancanze quanto per una precisa scelta stilistica nel design del gioco.

Amore

Divertimento semplice e assicurato

- Plants vs. Zombies: Garden Warfare è un'esperienza che non sfigura affiancata a mostri storici come Call of Duty o Battlefield. L’impronta più arcade, i colori sgargianti e la struttura complessiva del gioco ci regalano un sacco di ore di divertimento spensierato, da soli o con un amico, sia in split-screen che online. Questo gioco è il classico esempio di come la veste grafica non sia sinonimo di scarsa qualità o di gioco “per bambini”.

Co-op in split screen

- Se avete un amico appassionato di sparatutto e che passa parecchio tempo a casa vostra, allora avete un altro motivo per acquistare Plants vs. Zombies: Garden Warfare. Il supporto split-screen è ben realizzato e la difficoltà è stata bene adattata al diverso approccio rispetto all’Operazione Giardino a 5 giocatori. Sarà abbastanza difficile arrivare all’ultima ondata sani e salvi. Impresa ardua ma non frustrante.

Nessuna micro-transazione!

- Conoscendo PopCap, EA e il passato del franchise, mi aspettavo una tonnellata di micro-transazioni semi-obbligatorie per portare avanti al meglio la propria esperienza di gioco. Nulla di tutto ciò per fortuna! Il sistema di transazioni in-game è fatto benissimo e completa alla perfezione il gioco, che non necessita in nessun modo di aiuti esterni. In Plants vs. Zombies: Garden Warfare siamo stimolati a giocare il più possibile (e possibilmente anche a vincere), in modo da guadagnare quante più monete possibili e avere abbastanza denaro per sbloccare i bonus che diventano fondamentali soprattutto nella modalità Operazione Giardino.

DLC gratuiti!

- Alcuni giorni dopo l’uscita del gioco, Gary Clay di PopCap ha confermato ufficialmente su Twitter che Plants vs. Zombies: Garden Warfare avrà una serie di DLC completamente gratuiti. Ciò significa che l’esperienza verrà espansa e perfezionata gratuitamente. Il gioco diventa quindi una sorta di “investimento videoludico”, promettendo di aggiungere, senza ulteriori esborsi di denaro, modalità e/o personaggi aggiuntivi che potrebbero renderlo ancora più divertente di quanto è già in questo momento.

Odio

Niente split-screen in 4

- Sin dall’annuncio, e dalla presentazione dello split-screen in esclusiva Xbox One, ho sempre pensato/sperato nell’aggiunta della modalità a quattro giocatori. Purtroppo è una mancanza che mi ha lasciato con l’amaro in bocca: non capisco perché, con la diffusione di tv sempre più grossi (e che quindi sopperiscono alla mancanza tecnica di visuale), non vengono inseriti split-screen a più di 2 giocatori. Forse il problema risiede nella difficoltà di riprodurre quattro ambienti di gioco contemporaneamente, lasciando qualche speranza per il futuro. Altrimenti perché supportare 4 pad? Per gli sportivi e poco altro?

Poche modalità di gioco.

- Il tallone d’Achille di Plants vs. Zombies: Garden Warfare risiede nelle modalità di gioco: troppo poche. Ve le riassumo velocemente così che possiate giudicare: Tappetino di benvenuto, Eliminazione a squadre, Tombe e giardini e Operazione giardino. Basta, nessun’altra modalità (per ora). Probabilmente la selezione verrà espansa in futuro con i DLC, ma per ora il gioco non offre molta varietà.

Tiriamo le somme

Plants vs. Zombies: Garden Warfare è un gioco ottimamente riuscito, che nessun amante degli sparatutto online dovrebbe lasciarsi sfuggire o snobbare per via dell'aspetto: fidatevi, questo titolo nasconde molto più divertimento multigiocatore di altri presunti titoli "seri". Gli ingredienti fondamentali ci sono tutti: è veloce, divertente, frenetico e vario. È presente un numero molto ridotto di modalità, ma dall’altra parte abbiamo l’annuncio di futuri DLC gratuiti, nessuna micro-transazione a pagamento e un prezzo budget molto interessante. E, soprattutto, ad un prezzo azzeccato ed assolutamente concorrenziale. Da avere.
9.0

Gioco recensito grazie al supporto di Xbox e EA.


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L'autore

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Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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