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Recensione - Defiance

Dopo aver ottenuto un discreto successo con alcuni popolari MMO per PC, lo studio californiano Trion Worlds si lancia anche nel mercato delle console con il nuovo Defiance, titolo che unisce le meccaniche di uno sparatutto in terza persona a quelle di un mondo online persistente in cui migliaia di giocatori possono convivere e collaborare. Diversi sviluppatori hanno provato a rendere popolari gli MMO anche su console, ma finora nessuno è davvero riuscito a fare breccia nel cuore dei giocatori: sarà questa la volta buona? Scopriamolo nella nostra recensione.

Il Gioco

Ambientato nella zona della Baia di San Francisco diverse decadi nel futuro, Defiance racconta le vicende successive all’arrivo sulla Terra di ben sette razze aliene (riunite sotto il nome di Votans) che hanno abbandonato il loro sistema solare di origine per fare del nostro pianeta la loro nuova casa, credendolo disabitato. Dopo essersi resi conto che in realtà la Terra è già popolata, i Votans decidono di aprire un dialogo con i terrestri nella speranza di ottenere una zona da colonizzare e poter convivere pacificamente con gli umani. Dopo lunghe trattative, gli alieni ottengono un grande appezzamento di terra in Brasile in cui poter vivere, ma ciò provoca numerose rivolte di massa nella popolazione terrestre che non si fida totalmente dei nuovi arrivati. La situazione diventa sempre più critica con il passare del tempo fino ad arrivare allo scoppio di un conflitto globale tra i terrestri e gli alieni, che devasta il pianeta tra il 2020 e il 2030. Nel corso della guerra, diverse navicelle aliene (note come Arks) vengono distrutte mentre sono in volo al di fuori dell’atmosfera terrestre e formano una cintura di detriti spaziali che inizia ad orbitare intorno al pianeta, provocando di tanto in tanto la caduta sulla Terra di artefatti e dispositivi alieni di vario genere: tra questi sono presenti anche dispositivi di terraformazione (ovvero un processo utile a modificare l’atmosfera di un pianeta per renderlo abitabile da un ecosistema esterno) che vengono attivati dai Votans e che iniziano a devastare gran parte dell’ambiente terrestre, provocando al tempo stesso l’estinzione di alcune specie vegetali ed animali per far posto alla nascita di organismi alieni di vario genere, tra cui dei mutanti che diventano il nostro nemico principale durante tutto il corso del gioco.

Le vicende narrate in Defiance sono ambientate a qualche anno di distanza dalla fine del conflitto principale, quando ormai rimangono solo pochi focolai sparsi ed alcuni alieni e terrestri hanno iniziato a collaborare per salvare il pianeta dalla distruzione totale. Il gioco ci mette nei panni di un cosiddetto Ark Hunter, ovvero una sorta di mercenario moderno che ha come obiettivo quello di recuperare gli artefatti alieni più preziosi sparsi per il globo in seguito alle Arkfalls, cioè la caduta sul pianeta dei detriti orbitanti intorno alla Terra. Il nostro alter-ego virtuale è completamente personalizzabile tramite l’apposito editor disponibile ad inizio gioco, sia a livello esteriore che nelle prime abilità che faranno da trampolino per l’intera evoluzione del personaggio nel corso del gioco.

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A livello di gameplay, Defiance è di fatto una primizia su console: l’ultima creazione di Trion Worlds è infatti uno sparatutto in terza persona che incontra un MMO (Massively Multiplayer Online), dando vita quindi ad un mondo online persistente in cui i giocatori possono entrare ed uscire in qualsiasi momento ed in cui è possibile collaborare per portare a termine le varie missioni oppure combattersi l’un l’altro nella sezione Matchmaking. Come per gran parte degli MMO il mondo di gioco è davvero enorme, esplorabile in lungo e in largo e costellato di missioni di vario tipo: la trama principale è raccontata attraverso le Main Missions, la maggior parte delle quali dalla struttura piuttosto lineare visto che lo scopo è molto spesso quello di raggiungere un punto sulla mappa ed uccidere tutti i nemici per poter attivare un interruttore, recuperare un oggetto, salvare dei compagni e via dicendo.

Accanto alle missioni principali esistono poi una miriade di compiti secondari di vario genere, tra cui le Side Missions (simili nello svolgimento alle Main, ma non legate direttamente alla trama), Hotshot (in cui accumulare punti uccidendo i nemici indicati, senza limiti di tempo per il completamento), Time Trial (vere e proprie gare di velocità a checkpoint a bordo dei veicoli disponibili nel gioco), Rampage (uguale ad Hotshot, ma da fare entro un tempo limite) e diversi altri compiti minori che non sono segnalati sulla mappa ma che si attivano solo avvicinandosi al punto in cui si svolgono. Di tanto in tanto poi compaiono nel mondo di gioco le missioni Arkfalls, che richiedono di distruggere una serie di cristalli caduti dal cielo per poter poi accedere alla battaglia contro un boss mutante che nella maggior parte dei casi è pressoché impossibile da abbattere da soli, e richiede pertanto l’aiuto di altri giocatori: ed è proprio nella cooperazione tra giocatori umani che entra in gioco il fattore MMO di Defiance, visto che nel mondo online persistente in cui ci troviamo sono presenti anche tutti gli altri utenti connessi al server in quel momento. E’ possibile quindi invitare un gruppo di amici per affrontare insieme le missioni (alcune delle quali create appositamente per la co-op a 4 giocatori, ed accessibili quindi solo avendo 3 amici a disposizione), ma può anche capitare di affrontare una missione da soli e scoprire che in quel momento un altro giocatore sta affrontando lo stesso compito, potendo quindi collaborare anche senza essersi organizzati prima. La maggior espressione di questa cooperazione “non organizzata” sono proprio le Arkfalls, visto che anche recandosi da soli sul luogo dove si svolgono non è raro trovare almeno 50 altri giocatori impegnati a combattere il boss di turno.

Portando a termine le varie missioni, da soli o in gruppo, si possono ottenere armi di vario genere e accessori utili a modificarle, veicoli da utilizzare per muoversi sulla mappa, crediti da spendere per comprare oggetti vari (anche indumenti per personalizzare a livello puramente estetico il nostro personaggio) ma soprattutto punti Exp: come per la maggior parte degli MMO, infatti, lo scopo principale del gioco (oltre ovviamente a completare la trama principale) è quello di raggiungere il più alto livello possibile per sbloccare nuove caratteristiche ed abilità. Il sistema di crescita è legato ad un impianto bio-integrato nel nostro personaggio noto come EGO (Environmental Guardian Online), in grado di risvegliare i poteri dormienti nascosti nel DNA di ogni essere vivente. L’EGO è dotato di un’intelligenza artificiale integrata che ci guiderà nel corso del gioco con suggerimenti di vario tipo, ed offre anche 4 abilità speciali attivabili in qualsiasi momento, ma equipaggiabili solo una alla volta ed in tutti i casi utilizzabili per un tempo limitato: Blur (aumenta esponenzialmente la velocità del personaggio), Cloak (rende invisibili), Decoy (proietta un’ologramma di sé stessi per distrarre i nemici) e Overcharge (aumenta i danni delle armi da fuoco). All’inizio del gioco si può scegliere liberamente un’abilità da acquisire, mentre le altre tre potranno essere sbloccate solo nel corso del gioco spendendo i punti Exp tramite un sistema di acquisizione delle abilità rappresentato da una griglia quadrata composta da tantissime caselle, ognuna delle quali corrispondente ad un diverso perk equipaggiabile (a patto di sbloccare la casella su cui si trova): ogni perk dà un beneficio particolare, come ad esempio ricarica più veloce del 5%, aumento dei danni causati, aumento degli HP e via dicendo. Ai quattro angoli della griglia sono presenti le caselle corrispondenti alle abilità principali, e ci si può muovere su di essa soltanto partendo dalla casella corrispondente all’abilità scelta ad inizio gioco e sbloccando man mano le caselle adiacenti (non si può quindi ottenere un perk che si trova dall’altra parte della griglia senza prima sbloccare tutti quelli presenti nel mezzo, creando una sorta di “percorso” da attraversare per raggiungere l’altro lato della griglia). Gli slot disponibili per equipaggiare i vari perks sono limitati, ma progredendo nel gioco se ne può aumentare il numero.

Sostanzialmente Defiance è tutto qui: poca complessità nello svolgimento delle missioni, nei controlli e nel sistema di crescita del personaggio per esaltare al meglio i veri punti forti del titolo, ovvero la cooperazione tra giocatori e la longevità garantita dal grandissimo numero di missioni affrontabili. A chiudere il cerchio c’è anche un comparto dedicato al multiplayer competitivo con i classici Deathmatch che fanno solo da contorno al vero piatto forte, ovvero le Shadow Wars: lo scopo è quello di conquistare e difendere alcuni punti di controllo sparsi per la mappa (modalità già vista in molti altri sparatutto), ma la vera novità è che le partite si svolgono in mappe gigantesche in grado di ospitare squadre composte da un minimo di 25 giocatori ciascuna. Il risultato è quindi una vera e propria guerra su larga scala, in mappe così grandi da richiedere l’utilizzo dei mezzi per muoversi tra un punto di controllo ed un altro: il tutto funziona abbastanza bene e senza grossi problemi di lag, anche se l’elevato numero di giocatori richiesti per iniziare una partita può causare qualche minuto di troppo di attesa.

Per finire, qualche annotazione tecnica: Defiance richiede ovviamente una connessione ad internet per poter giocare e 10GB di spazio per l’installazione obbligatoria. Da sottolineare anche il fatto che il gioco è completamente in inglese, anche se tutto sommato comprensibile per tutti coloro che hanno un minimo di conoscenza della lingua.


Amore

Co-op all'ennesima potenza

- Il vero punto forte di Defiance è senza dubbio la possibilità di collaborare con gli altri utenti per completare i vari compiti assegnati, sia con amici invitati appositamente che con qualche giocatore sconosciuto che sta affrontando la nostra stessa missione. Il senso di cooperazione è ancor più evidente quando si affrontano gli eventi Arkfalls, che possono coinvolgere decine e decine di giocatori per la battaglia contro un solo gigantesco boss mutante. Trattandosi di un MMO era importante valorizzare al meglio questo aspetto del gameplay, e Trion Worlds ha sicuramente fatto centro: lo studio californiano è riuscito ad esaltare al meglio il fattore co-op di Defiance, regalando un’esperienza videoludica “collaborativa” come raramente si era visto finora su console.

Longevità senza eguali

- Il gigantesco numero di missioni affrontabili (e rigiocabili) da soli o in compagnia, la costante comparsa di eventi a tempo quali le Arkfalls, il gran numero di perks da sbloccare e la promessa degli sviluppatori di supportare costantemente il gioco con l’aggiunta di nuove missioni garantiscono un numero di ore di gioco davvero imponente. L’unico limite è quello imposto dal raggiungimento del massimo livello di esperienza disponibile, ma anche in questo caso è sempre possibile ripartire da zero creando un nuovo personaggio. In sostanza, finché i server saranno online e sufficientemente popolati da altri giocatori, sarà possibile continuare a giocare fino a che non ci si stancherà.

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Odio

Problemi, problemi e ancora problemi

- In questi primi giorni successivi al lancio di Defiance gli sviluppatori sono stati costantemente impegnati nel risolvere decine e decine di bug di tutti i tipi segnalati dai giocatori, con il risultato che praticamente ogni volta che si accende la console ci si ritrova una patch più o meno grande da scaricare ed installare, o addirittura i server offline per qualche aggiornamento interno. E’ vero che in un gioco di questa grandezza è impossibile riuscire a rilevare tutti i problemi prima del lancio, ma va anche detto che alcuni bug (ora corretti) erano così grossolani (missioni non completabili o impossibilità di muovere il personaggio in determinate situazioni) che si fa fatica a capire come sia possibile che gli sviluppatori non se ne siano accorti prima: la speranza è che con il passare del tempo tutti i problemi riscontrati vengano risolti.

IA inadeguata

- Purtroppo tutti i personaggi non controllati da umani che popolano il mondo di Defiance sono davvero stupidi: sia i nemici che gli alleati si muovono senza seguire alcuno schema logico, ignorando completamente la posizione dei ripari e gettandosi spesso tra le grinfie dei nemici armati fino ai denti. Ciò rende gli scontri a fuoco davvero noiosi, visto che con un minimo di strategia qualsiasi nemico può essere abbattuto senza troppi problemi, mentre le uniche difficoltà sono date eventualmente dal numero dei nemici e dalla loro energia vitale e potenza di fuoco. E considerando che stiamo pur sempre parlando di uno sparatutto, non si può proprio passare sopra ai giganteschi limiti dell’intelligenza artificiale.

Tecnicamente arretrato

- A livello tecnico, in qualsiasi suo aspetto Defiance sembra un gioco uscito 4 o 5 anni fa. I modelli poligonali sono rifiniti con scarsa cura, le textures sono di pessima qualità e le animazioni lasciano spesso a desiderare: Trion Worlds ha la parziale scusante che in un MMO è sicuramente più importante il netcode e il gameplay in generale rispetto a tutto il resto, ma è pur vero che molti altri giochi di questo genere (anche per console) erano sicuramente più rifiniti a livello tecnico ed estetico.

Poca varietà

- Come detto il numero di missioni affrontabili è davvero imponente, ma la loro varietà è ai minimi termini. Tra le Main Missions non esiste niente di diverso dal raggiungere il punto indicato sulla mappa e far fuori tutti i nemici, tornare al punto di partenza, avviare una nuova missione e ricominciare tutto da capo. Le missioni Hotshot, Time Trial e Rampage aggiungono un minimo di varietà, ma non si tratta di modalità così divertenti da offrire una vera variante alla trama principale. Inserire un gran numero di missioni da affrontare è ovviamente un fattore positivo, ma la quantità da sola non serve a molto se non esiste un minimo di varietà che spinga a continuare a giocare.

Tiriamo le somme

Defiance è un gioco dall’ottimo potenziale rimasto però quasi totalmente inespresso. L’idea di unire le meccaniche di uno sparatutto in terza persona a quelle di un MMO è molto interessante e gli sviluppatori di Trion Worlds meritano solo elogi per aver avuto il coraggio di lanciare il gioco anche su console, ma in ogni caso sono convinto che il risultato sarebbe potuto essere migliore con solo qualche accorgimento in più. Defiance è tutto sommato in grado di divertire soprattutto quando ad entrare in gioco è il fattore co-op, ma nel suo complesso non mi ha conquistato come speravo: già dopo poche ore di gioco la ripetitività delle missioni e le varie lacune evidenziate sono venute a galla e il fattore noia è esploso fragorosamente. In definitiva si tratta di un gioco che personalmente trovo adatto solo per gli appassionati degli MMO e dei titoli fondati sulla collaborazione con altri giocatori: tutti gli altri probabilmente troveranno pochi motivi per acquistarlo. 6.3

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i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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