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The Walking Dead: Survival Instinct

Recensione - The Walking Dead: Survival Instinct

Avviata ormai tre anni fa, la serie televisiva di The Walking Dead ha avuto un successo fenomenale grazie all’ottima sceneggiatura, il buon cast ed il particolare ambiente che fa convivere i sopravvissuti ad un'infezione zombesca che col tempo diventano più spietati e crudeli dei non morti ai quali cercano di sfuggire. Proprio a cavallo del sorprendente finale della terza stagione, Terminal Reality ed Activision ci presentano The Walking Dead: Survival Instinct: vediamo insieme se si tratta di una degna rappresentazione digitale della serie TV.

Il Gioco

Qualche giorno prima dei fatti raccontati nella prima stagione della serie TV, Daryl Dixon è impegnato in una battuta di caccia sulle colline in Georgia, insieme a suo padre e due amici, ancora ignaro di quello che accade più a valle. In questo prologo di circa cinque minuti impersoniamo papà Dixon alle prese con una preda intravista in lontananza da uno dei due amici, Buck. Arrivato quasi a destinazione, le urla di quest’ultimo fanno tornare il padre di Daryl sui suoi passi per soccorrere il povero Buck ma è tardi, un gruppo di zombie ha risalito la collina attirato dagli spari del gruppo ed ha ucciso il cacciatore. Quando è il momento per noi di entrare in gioco accade qualcosa di inaspettato, che non svelo per non rovinarvi la sorpresa, e la famosa sigla parte provocando ai fan del serial un brivido di emozione; comincia così, sotto i migliori auspici, The Walking Dead: Survival Instinct. Dopo una fuga verso valle, Daryl e l'altro amico cacciatore, sopravvissuto ma ferito, si rifugiano in una casa cercando di capire cosa fare per sopravvivere: qui comincia l'avventura vera e propria con un tutorial che ci fa capire qualcosa delle meccaniche di gioco per poi riunirci in seguito il fratello di Daryl, Merle, altro personaggio molto popolare della serie TV.

Cominciamo col dire che questo The Walking Dead: Survival Instinct è concepito come un FPS decisamente atipico. Le armi da fuoco sono poche e comprendono un paio di modelli di pistole, fucili a pompa ed un fucile da cecchino, mentre le munizioni sono ancor meno e le razioni di cibo scarse. Meglio avere un approccio più stealth: camminare accovacciati e passare oltre gli zombi sorprendendone qualcuno con le nostre silenziose armi da taglio è decisamente consigliato. Asce, martelli, picconi e tubi hanno tutti dei differenti tempi di esecuzione, fanno male in modo diverso e sono indistruttibili, quindi più indicati delle armi da fuoco che, come nella serie TV, attirano i non morti a causa del rumore prodotto. In un gioco del genere non è consigliabile trovarsi più di due zombie davanti pronti a farci la pelle, perché se ci prendono possono farci decisamente male. Per aumentare l’atmosfera ed il terrore nel giocatore è stato inoltre incluso una sorta di minigioco in cui con lo stick analogico dovremo centrare la testa dello zombie che ci attacca e trafiggerlo con la pressione del grilletto destro prima che questo ci provochi gravi danni.

La tensione è data anche dal fatto che questi, oltre ad essere in grado di vederci, possono anche fiutare il nostro odore. Oltre ad essere silenzioso, l’approccio stealth dovrà quindi essere sbrigativo e veloce. La giusta ricompensa per tale azione ben eseguita è quella di sorprendere uno zombie da dietro ed ucciderlo con un solo colpo trafiggendolo direttamente sul suo punto debole, la testa. Le animazioni (un paio) precalcolate sono ben fatte e danno molte soddisfazioni, restituendo le sensazioni delle esecuzioni della serie TV, effetti sonori splatter compresi. Insomma le premesse per un gioco carico di tensione ci sono tutte ma, come vedremo presto, non tutto è andato per il verso giusto purtroppo.

Terminal Reality ha cercato di rimanere fedele il più possibile alla serie prodotta da AMC: durante le nostre ricerche ci troveremo ad aiutare qualche sopravvissuto e se svolgeremo le facili missioni secondarie potremo trovare degli alleati. Tra una missione e l’altra, durante i nostri spostamenti in automobile da una zona all’altra, potremo portare queste persone con noi e farci aiutare una volta arrivati mandandole alla ricerca di viveri, munizioni e benzina per il nostro mezzo. Ogni personaggio ha una preferenza per un tipo di arma con la quale possiamo equipaggiarlo: questo aumenterà la probabilità di riuscita della sua missione oltre alla sua (più importante) sopravvivenza. Il rovescio della medaglia consiste nel fatto che l’arma equipaggiata dall’alleato potrebbe essere proprio la vostra preferita, ed al suo ritorno, se tornerà vivo, molto spesso dovrete curarlo con una se non due delle vostre sudate razioni di cibo.

Dopo diverse ore di gioco alle spalle, vi consiglio vivamente di mandare i vostri alleati insieme nella stessa missione. Questo ridurrà i danni che si procureranno, faciliterà la riuscita dell'impresa e vi permetterà di ottenere l’elemento più importante del gioco: la benzina. Grazie al prezioso carburante potrete decidere di pianificare i vostri spostamenti in macchina evitando le autostrade (veloci ma dirette all’obbiettivo), e prendere le strade statali che seppur più lunghe e pretenziose di carburante, offrono delle interessanti variazioni alle missioni principali del gioco. Scegliendole vi imbatterete infatti in aree di sosta e stazioni di servizio abbandonate brulicanti di non morti ma anche di provviste, munizioni e taniche di benzina molto utili. Inutile dirvi che l’approccio stealth è decisamente consigliato.

La tensione insomma è sempre molto alta, soprattutto se si è fan della serie TV. A tutto questo bisogna aggiungere gli slot dell’inventario limitati di Daryl e quelli della nostra macchina, che fungono come deposito. Durante il corso del gioco (dopo aver trovato le chiavi in qualche casa) saremo costretti a scegliere mezzi diversi da quello con cui iniziamo, perché oltre agli slot dell’inventario questi si differenziano per consumo di carburante e posti disponibili per i passeggeri. Più di una volta dovrete prendere decisioni pesanti e mandare via qualche vostro alleato sperando di rincontrarlo vivo più tardi nel corso del gioco.

Amore

Atmosfera e tensione buoni per un survival diverso

- Se c’è una cosa che Terminal Reality ha fatto bene è stata cercare di selezionare tutte le cose buone della serie. Ogni personaggio che si incontra ha una sua storia e le decisioni che dobbiamo prendere spesso ci toccano. L’approccio stealth poi è una cosa gradita, pochi titoli puntano su questo ed i “Rambo” non avranno vita facile.

Un gioco su licenza originale con le voci originali

- The Walking Dead: Survival Instinct racconta la storia dei due fratelli Dixon qualche tempo prima dei fatti accaduti e visti nella serie TV. Uno spezzone di sceneggiatura quindi assolutamente originale ed inedito che un degno fan della serie non deve lasciarsi sfuggire. Ciliegina sulla torta è l'impiego degli attori originali di Daryl e Merle impiegati per il doppiaggio: il gioco infatti è solo sottotitolato in italiano e questo potrà far piacere ai puristi del doppiaggio.

La balestra!

- Chi dei fan di Daryl non ha mai voluto usare la sua balestra? In The Walking Dead: Survival Instinct è presente: dovrete proseguire molto prima di ottenerla, ma dà soddisfazione come nessun'arma del gioco. Silenziosa, letale e virtualmente infinita perché potrete recuperare i dardi dai corpi inermi degli zombi appena uccisi. Un must!

Odio

Tecnicamente vecchio, improponibile

- Inutile girarci intorno, graficamente The Walking Dead: Survival Instinct fa pena. Sembra di ritrovarsi a giocare con la scorsa generazione di console. Questo, quando ormai siamo arrivati a fine della generazione attuale (ed aver visto quello che la prossima ci riserva), è grave. I modelli poligonali degli zombi sono poco definiti, poco vari, poveri nei dettagli ed animati in modo insufficiente. Fanno quasi tenerezza quando “muoiono” e rimangono quasi in piedi, infetti dalla strana malattia che ho battezzato “fisica comica degli esordi del ragdoll”. Non aiutano di certo gli ambienti, poco definiti, spogli, piatti e molto spesso riciclati. Si poteva rifare nelle missioni in notturna, ma l’effetto buio è davvero troppo marcato mentre la torcia non restituisce una luce e soprattutto delle ombre credibili. Insomma un vero e proprio disastro, mi ricorda la presentazione di un gioco in versione pre-alpha di cui fui spettatore in una presentazione circa sette anni fa.

Il joypad ha tanti pulsanti, perché non usarli?

- Come spiegato, The Walking Dead: Survival Instinct include una sorta di uccisione silenziosa che può dare non poche soddisfazioni. Questa vera e propria esecuzione si attiva premendo il tasto dorsale destro quando siamo arrivati silenziosamente dietro ad una creatura senza che questa si sia accorta di noi. Il problema è che qualche volta il gioco non la interpreta nel modo corretto, questo perché lo stesso tasto dorsale viene usato anche per respingere gli zombie in caso di attacco diretto. Spesso invece di ucciderlo, mi è capitato di spingere uno zombi che se ne stava accovacciato a cibarsi di qualche disgraziato, il risultato è stato di trasformarmi da predatore a preda non solo di quello zombie, ma di tutti i suoi colleghi attirati dal rumore della lotta. Non capisco perchè gli sviluppatori non abbiano voluto differenziare azioni così distanti tra loro su pulsanti diversi.

Zombi con gravi problemi di fotosensibilità

- The Walking Dead: Survival Instinct prevede missioni in notturna, ma anche in quelle diurne dovremo fare affidamento sulla nostra torcia. Magazzini, officine, bar e molti altri ambienti sono stati chiusi e le finestre sbarrate con delle assi di legno per difendersi dagli zombi, probabilmente all’inizio dell’epidemia. Se la realizzazione tecnica non è soddisfacente, c’è un difetto ancora peggiore che rovina completamente l’esperienza di gioco, abbassandone non poco la tensione: nelle prime run quando ancora ero terrorizzato ed immerso nell’atmosfera degli eventi, mi trovavo a spegnere la torcia per non attirare gli esseri. E’ una cosa che chiunque farebbe, la luce di solito attira qualunque cosa. E poi sul retro della custodia recita così: “Attenzione! Gli zombie sono in grado di vederti e di sentire il tuo odore”. Evidentemente possono farlo, ma non sono in grado di capire se un essere umano di carne fresca gli punta una torcia in faccia da dieci metri, quindi spegnerla o lasciarla accesa è completamente indifferente.

Tiriamo le somme

The Walking Dead: Survival Instinct è una delusione, e lo dico da grande fan del fumetto prima e della serie TV dopo. L’idea di base era buonissima, tanto da avermi fatto sognare un nuovo survival in versione The Walking Dead, ma purtroppo non è stato così. La realizzazione tecnica è pessima, gli errori nel gameplay lo rendono a tratti noioso, frustrante, banale e stanco. I fan di The Walking Dead troveranno sicuramente maggior valore nell'avventura scaricabile di Telltale, che pure presenta degli innegabili problemi. Questo se volete provatelo, ma odora di carne morta da almeno un paio di generazioni, ormai in decomposizione. 4.5

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L'autore

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Nasce nel 1979, dopo qualche mese vede Galaxian e da allora è amore per i vg. Da quando negli anni 80 il fratello maggiore acquista un Commodore 64, ha comprato praticamente tutti i videogiochi e le console che poteva permettersi e che ancora conserva gelosamente. Nel 2005 conosce Neural proponendosi come recensore, e da lì in poi oltre ad una collaborazione è nata una grande amicizia.

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