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Carrier Command: Gaea Mission

Recensione - Carrier Command: Gaea Mission

Il 2012 videoludico può essere ricordato come uno degli anni in cui la nostalgia si è fatta più sentire, aprendo la strada ad un quantitativo considerevole di reboot, remake e riproposizioni di celebri titolo più o meno vecchi, più o meno famosi. Anche Bohemia Interactive si è gettata nel gruppo con Carrier Command: Gaea Mission, rivisitazione del titolo per Amiga del 1988. Vediamo insieme il risultato.

Il Gioco

Nel 1988 Realtime Games, casa di sviluppo britannica ormai scomparsa nelle pieghe del tempo, pubblicò Carrier Command, un titolo per Amiga in grado di raccogliere il plauso della critica e dei giocatori per l’insolita unione tra gioco strategico e d’azione. Lo scopo del titolo era quello di prendere il possesso di una serie di isole combattendo contro una portaerei nemica lanciando attacchi con mezzi d'aria e acqua e potendoli pilotare anche direttamente. Bohemia Interactive ha ora ripreso la formula aggiungendo anche una componente di azione in prima persona una volta sbarcati sull'isola dando luce a Carrier Command: Gaea Mission. Questa nuova incarnazione del titolo collega fra loro la conquista delle isole della luna Taurus con una trama che vede due coalizioni opposte in lotta fra loro per il controllo della Terra.

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Carrier Command: Gaea Mission offre un’interessante unione fra il genere strategico e quello più “ignorante” dell’azione sul campo. Una volta preso il controllo di un Carrier, una futuristica portaerei in grado di sganciare mezzi di terra e velivoli contro il nemico, è possibile avanzare isola dopo isola gestendo le proprie truppe attraverso diversi tipi di visuale. Prendiamo ad esempio una squadra di mezzi semi-corazzati di terra: è possibile mandarli in missione dando ordini e percorsi attraverso la visuale dall’alto sulla mappa, senza mai sporcarsi le mani. Se invece si vuole un lavoro più preciso e sentire l’odore del “napalm al mattino”, due semplici passaggi nell’interfaccia ci porteranno a prendere il controllo diretto di un’unità a piacere. La gestione della propria forza d’invasione poi si espande anche nella ricerca e nell’equipaggiamento di nuovi armamenti e strumenti di sabotaggio, nell’organizzazione di diversi gruppi lanciati sul terreno dello scontro con compiti diversi e via dicendo. Sempre con la possibilità di passare da un’unità all’altra prendendone il controllo diretto.

Quando si passa alla gestione di un mezzo o di un velivolo resta comunque la possibilità di tornare alla visuale strategica (il nostro mezzo viene relegato in una finestrella a destra delle schermo) per avere una visione d’insieme dell’azione e continuare a dare ordini a gruppi più o meno lontani. La componente tattica continua poi in piccolo con la necessità di prestare particolare attenzione al carburante e alle munizioni disponibili su ogni mezzo. Nonostante sia possibile ricaricare le batterie di ogni corazzato direttamente sul campo, le stazioni di rifornimento non sono moltissime (al massimo due in ogni isola) e la perdita di tutte le unità schierabili porta alla sconfitta definitiva non essendo possibile generarne delle altre in tempi brevi.

Amore

Concept

- Carrier Command: Gaea Mission ha dalla sua lo stesso concept portato alla fama dal primo titolo e poi, ingiustamente, dimenticato o rimasto a languire nell’ombra di altri titoli strategici che non avevano lo stesso potenziale d’innovazione. La possibilità di passare da un tipo di gioco strategico ad uno d’azione con pochi passaggi nell’interfaccia di gioco è un traguardo che hanno tentato di raggiungere diverse case di sviluppo negli anni, con risultati più o meno soddisfacenti. Bohemia Interactive, con Carrier Command: Gaea Mission è riuscita a riproporre la stessa alchimia espandendola anche alla truppe d'assalto a terra.

Odio

FPS atroce

- Merita un paragrafo in Odio la parte iniziale del gioco. Alla ricerca del proprio Carrier caduto in mano nemica, una squadra di soldati viene lanciata dall’orbita sulla superficie della luna. Questa parte del gioco porta il giocatore a svolgere una missione come se stesse giocando ad un FPS. Peccato però che la gestione della visuale restituisca una sensazione da post-sbornia, che non ci sia la possibilità di saltare o di ricaricare l’arma e che i nemici incontrati costituiscano un pericolo pari a quello che si troverebbe ad affrontare un puma costretto a combattere con un chihuaua imbalsamato, in fiamme, dentro ad una campana di vetro… dall’altra parte di un fiume. I soldati che si oppongono alla nostra avanzata cadono sgomenti alla sola vista della nostra arma. La mancanza di un bottone per il salto poi rende estremamente pericoloso deviare dal percorso previsto dagli sviluppatori. Scivolare oltre il bordo di un gradino superiore ai 15cm costituisce una condanna a morte. Non è più possibile risalire e il gioco, sapendo questo, ci viene in soccorso con un provvidenziale infarto che riporta il nostro personaggio al salvataggio più recente. Purtroppo la gestione dei movimenti e della visuale non migliora di molto nel momento in cui si prende il controllo di mezzi di terra o arei.

Fai un salto, fanne un altro, fai una giravolta...

- Presto ci si rende conto che il vero nemico in Carrier Command: Gaea Mission non è il soldato o la torretta che sputa piombo occasionale verso i nostri mezzi, ma l’interfaccia di gioco. Il divertimento derivante dal poter comandare diverse unità contemporaneamente tramite una visuale strategica per poi, una volta impostata l’azione, prenderne parte in maniera diretta, viene minato e abbattuto dall’interfaccia di gioco che costituisce una vera e propria barriera per lo svolgimento dei compiti anche più elementari. Per mandare all’attacco un gruppo anfibio, ad esempio, bisogna impostare la rotta tramite un menu radiale del tasto dorsale e poi, una volta che sono giunti sul luogo indicare ad ognuno di essi l’obbiettivo da attaccare, altrimenti non fanno nulla. Se si trova macchinoso questo meccanismo è sempre possibile prendere il controllo di un mezzo preciso e dare ordine a tutti gli altri di seguirlo. Il problema però sta nel fatto che “Seguitemi!” è un ordine che evidentemente non rende implicito il “… e attaccate tutti i nemici che incontrate”. Per farlo bisogna dire ai propri compagni “Attaccate!”. Ma a quel punto smettono di seguire il mezzo guida. Se poi avete la sfortuna di premere il bottone sbagliato potrete ammirare il vostro esercito abbandonare lo scontro e tornare alla nave madre, indipendentemente dall’obbiettivo, dalla missione, dagli ordini impartiti e via dicendo…

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33 isole e nemmeno un bar!

- La trama serve per dare una motivazione all’avanzata del proprio Carrier, ma il vero scopo del gioco è prendere possesso di tutte e 33 le isole create dal team di sviluppo. Purtroppo le meccaniche di gioco e le azioni da compiere variano di poco da un’isola all’altra, rendendo Carrier Command: Gaea Mission un gioco per lo più ripetitivo e, quindi, noioso alla lunga. Le azioni da compiere per la maggior parte del tempo riguardano il sabotaggio di un qualche complesso o sistema di comunicazione, la cattura di punti chiave come gli edifici per le munizioni o il carburante e l’eliminazione delle forze ostili rimaste. Pochi elementi intervengono a movimentare l’azione e a renderla più varia.

Ma cosa stai facendo?! Ma dove vai?! Sigh, sob!

- Carrier Command: Gaea Mission fallisce clamorosamente in uno degli aspetti assolutamente fondamentali per un titolo strategico: l’intelligenza artificiale. Sia i nemici che le unità alleate comandate dalla CPU mostrano evidenti segni di DA, Deficienza Artificiale. Un mezzo corazzato lasciato a sé stesso punta verso diverse rocce con estrema convinzione prima di mettersi sulla giusta strada per andare a svolgere il suo compito. Inoltre, se durante le fasi in cui lasciate il controllo dei mezzi alla CPU si rende necessario uno scontro a fuoco, è bene che vi prepariate ad assistere a scene da Benny Hill Show. La sparatoria potrebbe durare diversi minuti con i due contendenti intenti a mancarsi a vicenda. Spesso e volentieri è necessario prendere il controllo diretto del mezzo e porre fine alla disputa con un paio di colpi ben piazzati per poter andare avanti.

Tiriamo le somme

Purtroppo per gli sforzi fatti da Bohemia Interactive, Carrier Command: Gaea Mission è un gioco tutt’altro che da ricordare. Le valide basi su cui poggia non sono state sfruttate a dovere e le meccaniche proposte al giocatore sembrano incastrarsi fra loro come degli ingranaggi montati assai male, restituendo una sensazione di fastidio e portando quasi sicuramente ad un precoce abbandono del titolo. In un periodo dell’anno in cui escono titoli immensi sotto molteplici punti di vista, Carrier Command: Gaea Mission è destinato a languire nell’ombra per motivi decisamente diversi dal suo antenato, e meno onorevoli. Chi è affamato di strategici dovrebbe puntare su X-COM, altro remake che ha, però, centrato il bersaglio. Chi vuole FPS fantascientifici ha l’imbarazzo della scelta e chi vuole dei validi titoli d’azione potrebbe rischiare un’overdose con le proposte in campo. Nel tentativo di abbracciare tutto, Carrier Command: Gaea Mission fallisce in quasi tutti gli aspetti. 4.0

c Commenti (3)


L'autore

Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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