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Catherine

Recensione - Catherine

Arriva finalmente in Italia uno dei titoli che più hanno fatto discutere giocatori e addetti ai lavori in tutto il 2011. Sviluppato dal rinomato Persona Team di Atlus, Catherine ha provocato sin dal suo annuncio reazioni contrastanti, con fan che gridavano al capolavoro ed altri che lo respingevano come un giochino fin troppo sopravvalutato. Ma qual è la verità? Eccovi la nostra opinione in proposito.

Il Gioco

Fin dal suo annuncio Catherine è riuscito a colpire l’attenzione del grande pubblico per via delle conturbanti immagini in cui la protagonista veniva ritratta. Uscito sul mercato giapponese, i riscontri della critica confermarono la bontà del titolo tanto da incuriosire anche l’utenza occidentale e avviare la distribuzione anche in America ed ora finalmente in tutta Europa. La storia ci vede impersonare Vincent Brooks, un trentenne con una vita abbastanza piatta che sta vivendo una sorta di crisi esistenziale a causa della sua ragazza, Katherine McBride, che dopo cinque anni vuole ora una stabilità totale nella loro relazione, convolando a nozze. Le cose iniziano a cambiare quando nel suo quartiere la stampa e i media iniziano ad interessarsi a degli strani casi di omicidio/suicido che si sono verificati nei dintorni. Tre uomini sono stati trovati morti e le indiscrezioni della polizia parlano di morte nel sonno. Contestualmente a questi avvenimenti, nel bar solitamente frequentato da Vince e i suoi amici chiamato Stray Sheep, arriva una donna misteriosa chiamata Catherine di cui il protagonista si invaghisce immediatamente. Da quel momento in poi la vita di Vince sarà completamente messa in subbuglio da una serie di strani incubi notturni e dalla sempre più incalzante doppia relazione tra Katherine e Catherine.

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Nella modalità principale che ci vede vivere le vicende di Vincent, Catherine ci presenta in maniera alternata due fasi di gioco nettamente distaccate tra loro: quella diurna e quella notturna. Di giorno spenderemo la maggior parte del tempo all’interno del bar a parlare con i personaggi, ordinare da bere, ascoltare la musica al jukebox e scambiarci SMS al telefono con entrambe le ragazze. Tutte le scelte che compiremo di giorno influenzeranno in maniera netta e decisa la costruzione dei livelli che compongono gli incubi di Vincent. La parte notturna infatti cambia totalmente volto al titolo trasformandolo in una sorta di puzzle/platform game. Lo scopo di queste fasi è infatti cercare di scalare una torre partendo dalla sua base per raggiungerne la cima, e per farlo dovremo tirare, spostare e spingere una serie di cubi così da crearci una scalinata per arrivare sempre più in alto. Questo concetto estremamente semplice viene reso più complesso da numerose variabili che si vanno via via ad intensificare proseguendo nell’avventura. Ad, esempio ad un certo punto si potranno trovare altri personaggi sotto forma di pecore che cercheranno di raggiungere a loro volta l’uscita utilizzando e muovendo blocchi. In questo caso oltre al ragionamento sulle mosse da utilizzare bisognerà pensare in maniera molto veloce, prima che gli altri personaggi - gestiti dall’intelligenza artificiale - ci rubino la mossa. Sparsi nei livelli possiamo inoltre trovare del denaro e delle piume che serviranno a comporre dei cuscini utili per ottenere vite extra.

Oltre alla modalità in singolo, il titolo offre una componente multigiocatore sia competitiva che cooperativa. La prima mette i giocatori a confronto in diversi livelli/puzzle dove vince chi raggiunge per primo la cima. La modalità cooperativa chiede invece ai partecipanti di collaborare per riuscire a raggiungere l’obbiettivo comune che è sempre rappresentato dall’arrivo alla cima della torre. Questa modalità è giocabile anche in locale da un singolo giocatore. In entrambi i casi, una volta completati i livelli i nostri punteggi vengono pubblicati all’interno di alcune leaderboards che servono a decretare il miglior giocatore di Catherine.

Amore

Trama

- Un asso nella manica di Catherine è sicuramente il plot narrativo. La storia risulta infatti ben scritta e grazie all’ottima caratterizzazione di ogni protagonista e co-protagonista del gioco riesce ad appassionare per tutta la sua durata senza annoiare il giocatore. Inoltre è apprezzabile come la trama vari in base alla scelta che prendiamo durante il gioco. In definitiva, pur trovandoci di fronte ad un prodotto che strizza palesemente l’occhio alle produzioni di nicchia per otaku, grazie alla maestria degli sviluppatori di Atlus la storia è pienamente apprezzabile da tutti i giocatori.

Design e tecnica

- Secondo asso nella manica è poi l’ottimo comparto tecnico/artistico, capace nella sua complessità di far compiere un salto qualitativo al titolo di Atlus. La grafica in cel-shading e l’ottimo character design sono estremamente dettagliati e contribuiscono in maniera significativa, insieme alla trama, a far appassionare il giocatore non solo alla storia ma anche alle curve di Catherine. Andando a sbirciare nei credits alla fine del titolo scopriamo poi che su questo progetto hanno lavoro il famoso Shigenori Soejima e soprattutto un grandissimo compositore come Shouji Meguro. Proprio quest’ultimo è riuscito a comporre una colonna sonora estremamente accattivante e sperimentale, che riesce a mescolare sonorità estremamente classiche con altre più moderne come la musica elettronica, rendendo ancora più particolare tutto l’universo di gioco. A chiudere il cerchio ci pensa un level design nelle sezioni platform/puzzle estremamente ispirato e che, al di là dell’eccessiva difficoltà, riesce a donare al giocatore livelli in cui la materia grigia dovrà davvero essere l’arma in più per arrivare alla cima della torre, non lasciando nessuna mossa al caso. Davvero un ottimo lavoro.

Scelte morali

- Una delle idee migliori degli sviluppatori è sicuramente una sorta di termometro della moralità. Quest’ultimo non solo incide nella difficoltà degli schemi di gioco, ma in base alla moltitudine di scelte che decideremo di effettuare nel corso della storia ci porterà ad uno dei tanti finali presenti nel titolo. Inutile sottolineare come tutte queste scelte incidano in modo estremamente positivo sulla rigiocabilità del titolo, invogliando il giocatore a capire cosa sarebbe successo se avesse fatto una scelta diversa esplorando così un altro finale.

Gameplay

- Ultimo ma non meno importante il gameplay del titolo, che riesce a mescolare tra loro una serie di stili di gioco profondamente dissimili. Sia le sessioni diurne dallo stampo marcatamente ruolistico sia quelle notturne che sotto forma di incubi rispecchiano molto lo stile platform e puzzle, riescono non solo a convivere in maniera valida tra di loro ma sembrano essere addirittura totalmente funzionali a tutta l’impalcatura che il Team Persona ha creato.

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Odio

Estremamente punitivo

- Inutile girarci attorno: se lo stile grafico e la narrazione invogliano all’acquisto, dopo i primi livelli molti si troveranno davanti un titolo estremamente ostico, che fa del trial & error un vero e proprio stile di vita. I boss in particolare sono estremamente impegnativi e non permettono quasi il minimo errore. La possibilità di settare il livello di difficoltà e quella di poter riavvolgere il gioco fino a nove mosse precedentemente eseguite non cambiano la sostanza: se volete giocare a Catherine dovete mettere in conto una grossissima dose di pazienza.

Comandi

- Piccolo appunto che mi sento di muovere agli sviluppatori riguarda i comandi di gioco. Se in linea di massima non ci si può lamentare del feeling pad alla mano, durante le sezioni platform mi è tuttavia capitato di incappare in strani movimenti del protagonista. Questo problema, soprattutto a livelli di difficoltà alti, può dare più di un grattacapo al giocatore: già la difficoltà è eccessiva, se poi la causa di qualche game over è data da errori derivati da qualche movimento non ben programmato, questo può diventare poco piacevole.

Tiriamo le somme

Catherine si è rivelato un titolo che, grazie alle sue peculiarità artistiche e di giocabilità, riesce a distinguersi totalmente dalla massa. Se siete alla ricerca di un'esperienza particolare e non vi spaventano i giochi troppo difficili, questo potrebbe essere davvero un prodotto che fa al caso vostro. 8.5

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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