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Bodycount

Recensione - Bodycount

Codemasters prova nuovamente a gettarsi nella mischia dell'affollatissimo panorama degli shooter in prima persona; dopo il realistico Operation Flashpoint, questa volta la strada percorsa è diametralmente opposta, focalizzandosi con Bodycount su un gameplay Arcade e frenetico, puntando tutto sull'azione e non certo su tatticismi particolari. Scopriamo insieme nella nostra recensione le peculiarità di questo particolare FPS.

Il Gioco

Codemasters mette alla prova il suo Ego Engine in questo sparatutto incentrato su uccisioni in combinazione ed azione veloce e senza troppe pretese, nel tentativo di stabilire il miglior punteggio possibile in ognuno dei numerosi stage che la campagna ci mette a disposizione. Questo porta ad un alleggerimento, se così si può definire, di molti aspetti: in primis la trama stessa, ridotta in questo caso ad un mero pretesto per accompagnare il giocatore in questo frenetico massacro. Interpretiamo un agente della Network, un'agenzia che invia i propri uomini nelle più disparate - e disperate - zone di guerra del nostro pianeta nel tentativo di scoprire la verità su alcune installazioni quantomeno misteriose. Questo ci porta inevitabilmente in mezzo al fuoco incrociato di ribelli e milizie nazionali, calandoci in un contesto dove tutti sono nostri nemici. Scavando a fondo in queste zone tumultuose veniamo presto a conoscenza di un'ulteriore organizzazione segreta che sembra guadagnarci qualcosa da queste turbolente situazioni: la Target, una specie di agenzia segreta tecnologicamente avanzatissima che cercherà di trarre beneficio da queste guerriglie.

Questo è il contesto narrativo in cui veniamo catapultati ed è facile intuire che, dovendosi scontrare con tre "eserciti" differenti, i nemici su schermo saranno sempre in grandissima quantità. La struttura delle missioni è piuttosto libera, con mappe abbastanza ampie e con la gradita possibilità di seguire la strada che il giocatore desidera, offrendo un approccio sandbox, pur coi dovuti limiti, sempre piacevole da affrontare, capace di dare al giocatore una maggiore libertà decisionale e d'azione. I vari obiettivi sensibili vengono segnalati direttamente sull'hud di gioco, lasciando però a noi la libertà di scelta sul come raggiungerli. Fino a qui la struttura è quella classica di qualunque FPS: a differenziare Bodycount dal resto dei prodotti simili in circolazione c'è però il particolare sistema di Combo che dà al giocatore la possibilità di realizzare punteggi migliori nel tentativo di spiccare nelle leaderboards online. Uccidendo i nemici in maniera " originale", diamo il via alla combo: colpi alla testa, a sorpresa, alle spalle, uccisioni con esplosivi, granate, mine o esplosioni create dagli oggetti di cui gli scenari sono letteralmente disseminati, ci permettono di protrarre questa combinazione, andando ad aumentare il moltiplicatore e di conseguenza il nostro stesso punteggio. A differenza di altri giochi vagamente simili però, non sarà il tempo a scandire le nostre azioni ma contano solo ed esclusivamente le uccisioni. Diventa quindi essenziale una buona mira o un pò di astuzia per sfruttare l'ambiente circostante, per raggiungere punteggi degni di nota; se infatti uccideremo un nemico con un banale colpo in pieno petto, la nostra combo verrà istantaneamente annullata. Questo induce nel giocatore un approccio più ragionato, anche se comunque sempre contraddistinto da ritmi di gioco veloci.

Ad aiutarci in questa violenta lotta abbiamo dei potenziamenti che ci fornisce la Network stessa: adrenalina, colpi esplosivi, radar ed un devastante attacco aereo. Tutte queste capacità vengono sbloccate e potenziate automaticamente progredendo nella storia, lasciando al giocatore il solo dovere di sfruttarle in caso di bisogno. Sfruttando l'iniezione di adrenalina possiamo contare su un breve lasso di tempo in cui siamo letteralmente invulnerabili, permettendoci quindi di uscire dalle situazioni più intricate; il colpo esplosivo ci permette di uccidere buona parte dei nemici con un colpo solo, andando anche ad aumentare il contatore della combo grazie all'esplosione scaturita da ogni nostro proiettile; grazie all'ausilio del radar possiamo invece facilmente individuare i nostri nemici ed infine, sfruttando il bombardiere della Network, l'attacco missilistico ci consente di sterminarne folti gruppi o di abbattere obiettivi sensibili altrimenti indistruttibili.

Oltre alla campagna in giocatore singolo è possibile anche rigiocare le missioni nella modalità Bodycount, potendo così tentare di stabilire punteggi migliori; possibilità presente sia in giocatore singolo che in cooperativa tramite Xbox Live. Oltre a questo è presente anche un'immancabile modalità competitiva a più giocatori giocabile nelle varianti Deathmatch e Deathmatch a squadre in quattro mappe.

Amore

Arcade, nel vero senso della parola

- Più di una volta giocando a Bodycount mi sono sentito quasi come se stessi giocando in una sala giochi. L'azione svelta e frenetica, la scarsa importanza data alla mia stessa morte - capace solo di azzerare la combo - i continui e ripetuti tentativi in parti più ostiche del gioco e la voglia di siglare punteggi altissimi, mi hanno trasmesso la sensazione di giocare ad un gioco da bar, che punta tutto sul divertimento e non certo sulla profondità o sulla ricchezza di contenuti a cui gli sparatutto moderni ci hanno abituato. Un vero e proprio concentrato di caos che è riuscito a divertirmi, pur coi suoi evidenti limiti.

Combo non a tempo

- La scelta di non vincolare le combo, fulcro del gioco, allo scandire inesorabile dei secondi mi ha favorevolmente colpito. Questo porta ad un approccio più ragionato, lasciandomi tutto il tempo necessario ad organizzare la mia azione di guerriglia. Depositare mine, attirare il nemico e dar via ad una grande combo senza l'assillo del tempo mi ha coinvolto, cercando quindi di fare una strage nel modo in cui io desideravo farla, senza alcuna fretta.

Una buona rigiocabilità

- Il sistema di punteggio porta inevitabilmente alcuni vantaggi, il primo dei quali è senza dubbio un elevato tasso di rigiocabilità di ognuna delle missioni a nostra disposizione, nel tentativo di siglare punteggi migliori per spiccare poi nelle classifiche mondiali. Aspetto che viene messo in risalto anche dalla possibilità di cooperare con un altro giocatore, allungando un po' il divertimento rispetto alla sola campagna che, come da tradizione, non durerà molto a lungo.

Odio

Scelte discutibili

- Nel tentativo di ricreare il feeling di FPS ormai dispersi nel passato, i ragazzi di Codemasters hanno calcato la mano, anche troppo, su scelte che definirei antiche. Il reticolo di mira è ancorato ad una vecchia visione degli sparatutto, non andando a sfruttare il mirino metallico dell'arma ma limitandosi ad un piccolo zoom e nient'altro. Durante l'azione non è possibile raccogliere le armi dei nemici ma solo munizioni e risorse, indispensabili per sfruttare gli attacchi speciali, e per cambiare arsenale dobbiamo ricorrere alle pochissime strutture adibite a quest'operazione. A complicare ulteriormente la situazione interviene il particolare sistema di copertura introdotto dagli sviluppatori. Azionando il grilletto sinistro si prende la mira, ma al contempo il personaggio si blocca e, muovendo l'analogico di sinistra invece che spostarsi il personaggio inclina il busto, mantenendo immobile la propria posizione. Se questo è apprezzabile mentre siamo sotto copertura, diventa un vero e proprio assillo in spazi aperti, lasciandoci in più di un'occasione alla mercè dei nemici, dovendo quindi rinunciare a mirare per mantenere una certa libertà di movimento. Anche nella modalità Bodycount è stata fatta una scelta piuttosto incomprensibile: pur trovandomi verso la fine del gioco, avendo quindi sbloccato e potenziato i vari poteri a mia disposizione e le armi disponibili, rigiocando una delle prime missioni mi sono ritrovato esattamente come ad inizio gioco, senza quindi tutti quegli oggetti e quelle capacità che invece avevo già imparato a padroneggiare. Una scelta che non condivido minimamente, personalmente avrei preferito mantenere le capacità e le armi sbloccate, andando poi a riprovare le missioni per migliorare il precedente punteggio. Tutte scelte piuttosto particolari ed opinabili che contribuiscono a rendere Bodycount un mero passatempo, ben al di sotto degli standard a cui siamo ormai abituati.

Distruzione poco... distruttiva

- Nascendo dai creatori dell'indimenticato Black, pensavo che anche in questo caso la possibilità di radere al suolo edifici fosse un fiore all'occhiello, ma purtroppo mi sbagliavo. L'interazione con l'ambiente è molto limitata e ci permette di distruggere solo piccole strutture come barriere, i tanti bidoni esplosivi sparsi per il gioco o la sola superficie dei muri, non assistiamo quindi a crolli devastanti o collassamenti di strutture enormi, lasciando un po' di amaro in bocca a chi si aspettava molto di più da questo aspetto.

I limiti dell'Ego Engine

- Il motore grafico di Codemasters ha mostrato in più di un'occasione i suoi muscoli, specialmente in giochi di guida quali il recente Dirt 3, ma in Bodycount mostra principalmente i suoi punti deboli. A parte un framerate che si mantiene sempre stabile e senza tentennamenti ed i soliti, suggestivi giochi di luce che Ego riesce a ricreare, tutto il resto è piuttosto scialbo e senza particolari colpi di classe. Il Level design abbastanza ampio sacrifica nettamente il dettaglio di tutto ciò che vediamo, portando quindi textures di risoluzione piuttosto bassa, modelli poligonali di strutture e nemici solo sufficienti ed un ambiente che risulta sempre poco curato. Il risultato finale, sebbene sia funzionale all'azione frenetica che il gioco ci regala, riesce semplicemente a galleggiare sulla soglia della mediocrità, perdendo il confronto con la quasi totalità degli FPS in commercio.

Online deludente

- Trascurare la componente multigiocatore in un FPS è un delitto, visto che il mercato stesso ci ha insegnato quanto questo aspetto sia ormai per molti più importante del gioco in singolo. Invece qui troviamo due sole modalità da svolgere in quattro arene, nessuna crescita del proprio personaggio, nessuna possibilità di personalizzazione di armi, nessuna classe, niente di niente. Inoltre il sistema di respawn è letteralmente affidato al caso, con le frustrazioni che questo inevitabilmente comporta ed anche le lobby pre-partita non brillano di certo per chiarezza. Un vero e proprio disastro che mi ha fatto passare la voglia di giocarci immediatamente, alla prima partita.

Tiriamo le somme

Bodycount è, semplicemente, deludente. Sebbene durante la storia in singolo il gioco scorra veloce e riesca a divertire con la sua forte dose di caos e di azione frenetica, le troppe mancanze ne pregiudicano inevitabilmente il successo. Scelte di gameplay davvero bizzarre come il poco funzionale sistema di mira/copertura, una realizzazione tecnica globale che scade presto nella mediocrità ed un multigiocatore davvero scarso in ogni sua componente rendono questo gioco un esperimento fallito difficile da consigliare anche al più sfegatato dei fan degli FPS, soprattutto a prezzo pieno. Il divertimento scaturito dalle missioni in giocatore singolo e dal tentativo di realizzare ottimi punteggi non salvano il titolo Codemasters da un'insufficienza inevitabile. Peccato. 5.0

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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