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MX vs ATV: Alive

Recensione - MX vs ATV: Alive

Dopo il più che discreto MX vs ATV: Reflex, THQ prova a bissare il successo con il seguito che introduce nuovi metodi di intendere il videogioco. Saranno riusciti nel loro scopo? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di MX vs ATV: Alive.

Il Gioco

MX vs ATV: Alive riprende in toto le meccaniche del precedente capitolo uscito un anno fa:, vedendoci partecipare a diversi campionati e vincere o guadagnare più podi possibili così da guadagnare esperienza e sbloccare nuovi mezzi, piste e competizioni. Queste le caratteristiche della modalità Carriera, naturale pilastro portante di tutta l’offerta del gioco THQ. La carriera è affiancata dalla classica gara singola che ci permette di competere all’interno di piste da noi prescelte con la personalizzazione dei vari parametri di gioco. Torna infine, sempre per quel che riguarda il comparto single player, la modalità forse più apprezzata della precedente incarnazione, il free-ride. In questa particolare variante di gioco abbiamo diverse ambientazioni completamente esplorabili che fungono, senza mezzi termini, da “parco giochi” per i nostri piloti di motocross o ATV, per carpire al meglio i comandi di gioco o semplicemente divertirsi in evoluzioni al limite della fisica.

Il gioco dispone inoltre, come da tradizione, di un comparto multiplayer dove i giocatori possono cimentarsi in diversi tipi di gare per stabilire il miglior pilota del globo, grazie anche alla presenza di leaderboards che memorizzano i punteggi e tempi sui vari tracciati.

I comandi di gioco sono rimasti invariati rispetto al precedente capitolo, con lo stick di sinistro adibito al controllo del mezzo e quello destro al bilanciamento del peso. In aria, quest’ultimo è fondamentale per le varie evoluzioni. La restante mappatura del pad è destinata al cambio di visuale, alle marce e cosi via. Torna anche la possibilità di personalizzare la propria moto o il proprio quad sia a livello estetico (livree, colori, pezzi di ricambio) che prestazionale, permettendoci di ritoccare le parti meccaniche che andranno ad influire sulle prestazioni dei nostri bolidi. Vale la pena infine di menzionare la deformazione progressiva del terreno di gara, grazie al quale il titolo acquista una componente strategica sulla scelta della traiettoria migliore che alza l’asticella della simulazione. Il gioco viene venduto al prezzo economico di 39 euro, dando la possibilità al giocatore di scegliere lui stesso, tramite una vasta scelta di contenuti scaricabili, come comporre il menu aggiungendo piste, mezzi e livree.

Amore

La giusta dose di competizione

- Sicuramente il più grosso passo avanti fatto dalla serie risulta essere la rinnovata IA dei piloti avversari. Vista la manifesta frustrazione espressa dai giocatori del precedente capitolo per via di avversari troppo aggressivi e che spesso più che superare tendevano ad abbattere il pilota, gli sviluppatori hanno deciso di rivedere le varie routine che ne regolano il comportamento. Il risultato è presto evidente, con gare più equilibrate e di conseguenza più emozionanti grazie a frenetici duelli, finalmente corretti e al limite dell’ultimo dosso.

Scampagnate in libertà

- Altro valore aggiunto del titolo THQ è la rinnovata modalità libera. Grazie all’epurazione dei vari obiettivi che erano presenti nella stessa modalità del precedente capitolo, adesso il giocatore può sentirsi davvero libero di esplorare le varie location in lungo e in largo, grazie anche ad una grandezza delle varie mappe più che soddisfacente. Inoltre il level design di queste è davvero ben realizzato, dando molti spunti al giocatore per quel che concerne tutti i vari tipi di evoluzioni rese famose da questi questi due sport estremi.

Comparto grafico

- Graficamente il motore svolge discretamente il suo lavoro. Le varie piste e il contorno che le circonda risulta realizzato in maniera più che buona. Un saggio utilizzo delle texture, degli effetti particellari ma soprattutto degli effetti di luce regalano dei buoni panorami e una discreta definizione alle gare. Fiore all’occhiello è la progressiva deformazione del tracciato, realizzata ancora meglio che nel precendete MX vs ATV e di conseguenza ancora più influente nell’economia della gara stessa.

Odio

Noia in agguato

- Il più grande limite di MX vs ATV: Alive è da ricercare nella - voluta - pochezza dei contenuti di gioco. All’inizio avremo esclusivamente tre piste e prima di vederne altre dovremo raggiungere il decimo livello di esperienza, portando il giocatore a ripercorrere più e più volte lo stesso tracciando e rischiando di annoiarlo dopo pochissime ore di gioco. Questa scelta è dettata dalla volontà degli sviluppatori di far scaricare tracciati aggiuntivi per arricchire la competizione, ma questo impatta anche sulla modalità principale, la Carriera, rendendola assolutamente priva di mordente e di motivazioni per portarla avanti, a meno che appunto non si sia disposti a spendere soldi in DLC.

Collisioni in stile cartoon

- Le collisioni sono, purtroppo, tra le peggiori viste in un game di questa generazione: sorvolando sulle posture e le animazioni che governano i piloti di cui prendiamo possesso, nel momento di una collisione il pilota subisce un ritardo di un secondo all’incirca prima che il motore calcoli gli effetti di un impatto che il più delle volte risulta quanto mai comico, tanto da poter tranquillamente accostare gli scontri ai siparietti tanto cari ai cartoni animati. A questo dobbiamo anche aggiungere un frame-rate tendenzialmente instabile, soprattutto nelle fasi più concitate delle varie gare.

Evoluzioni contenute

- Vista la tipologia di gioco, non ci si aspettava un parco evoluzioni cosi carente. Purtroppo in aria possiamo scegliere davvero pochissime mosse speciali da eseguire, portandoci presto alla noia. Un vero peccato, soprattutto a fronte di una modalità free intrigante che si sarebbe perfettamente amalgamata con un cospicuo parco evoluzioni, donando cosi ore di spensierato divertimento al videogiocatore. Purtroppo cosi non è stato.

Tiriamo le somme

MX vs ATV: Alive è quel classico progetto che sulla carta può risultare vincente salvo poi rivelarsi un flop. Ovviamente il fallimento del progetto è da trovare nei limiti tecinici e di contenuti presenti nel pacchetto iniziale, che, seppur venduto ad un prezzo economico, si rivela comunque eccessivo per quello che realmente offre. Se poi facciamo un paragone con titoli che hanno saputo rinverdire i fasti di questo tipo di gioco come Nail’d o Pure, ma anche lo stesso MX vs ATV Reflex, capirete perfettamente il perché non mi sento di di promuovere il titolo in questione. Purtroppo un’occasione mancata. 5.0

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L'autore

Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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