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Homefront

Recensione - Homefront

E' sicuramente strano sentire parlare dell’America come di un paese invaso da una potenza straniera, eppure è proprio questo lo scenario che che i ragazzi di KAOS Studios ci propongono con Homefront, ipotizzando un'invasione di massa da parte della Corea del Nord. Scopriamo insieme se questo titolo abbia le carte in regola per risaltare nella massa degli FPS.

Il Gioco


Alla morte dell’attuale dittatore Nord-coreano, il suo sostituto ha mire espansioniste per il suo paese. Complice anche una importante difficoltà economica mondiale dovuta al prosciugamento delle risorse petrolifere con il conseguente indebolimento di USA e dei paesi medio orientali, nell’arco di tempo che va dal 2012 al 2025 il nuovo leader coreano attua una politica estremamente aggressiva inglobando prima la Corea del Sud e successivamente il limitrofo Giappone. Quando la situazione sembra sull’orlo della catastrofe, per la prima volta nella loro storia gli Stati Uniti subiscono un'imponente invasione da parte di un altro paese. Vista la mancanza di armamenti e rifornimenti, l’esercito Americano è incapace di reagire all’offensiva del nuovo stato coreano e molto velocemente il paese viene messo in ginocchio, lasciando quelle poche speranze che rimangono per riacquistare la libertà a delle cellule della nuova resistenza, composta da cittadini ordinari sparsi su tutto il territorio statunitense.

Questa la trama fantapolitica alla base di Homefront: nel gioco impersoniamo un pilota di elicotteri che, strappato dalla sua abitazione, troverà un rocambolesco modo per entrare in contatto con la resistenza e aiutarli nella loro missione. Il titolo è un FPS dalle meccaniche classiche in cui attraverso le diverse missioni andiamo ad approfondire una trama che, come avrete intuito, è sicuramente interessante e molto cinematografica. La modalità storia ci vede combattere con il supporto dei nostri compagni di cellula, controllati dalla CPU; non è presente in questa modalità alcun tipo di supporto multigiocatore cooperativo, mentre gli amanti del multiplayer competitivo troveranno pane per i propri denti in tre diverse modalità. Queste sono Team Deathmatch, Domination (dove dovremo conquistare due punti strategici e tenerli il più possibile per vincere il match) e Commander, che approfondirò più avanti. Tecnicamente il gioco vive di alti e bassi, ma merita una menzione il doppiaggio in Italiano che risulta leggermente sopra la media dei titoli attuali.

Amore

Trama ben costruita

- Ad un primo impatto si potrebbe facilmente pensare ad un racconto scritto da Tom Clancy, ma la fantapolitica raccontata all’interno del titolo THQ è stata scritta dalla mano di uno dei più bravi sceneggiatori Hollywodiani, John Milius, autore tra gli altri di film come “Alba Rossa” e “Apocalypse now”. Grazie alla sua bravura la storia, per quanto lontana dalla realtà, è inserita in un contesto che potrebbe risultare essere unn futuro quanto meno plausibile; inoltre i buoni script del gioco immergono perfettamente il giocatore per tutta la – seppur breve – durata della campagna.

Quel pizzico di tattica

- Homefront si inserisce esattamente a metà tra i classici FPS guidati e scriptati (di cui Call of Duty è il portabandiera) e quelli a giocabilità un più aperta (Halo, Bad Company, Crysis). Pur essendo sempre costretto ad andare da un punto A ad un punto B in maniera abbastanza guidata, il giocatore ha sempre diverse possibilità di approccio allo scontro a fuoco: in diverse sezioni si potrà optare, alternativamente allo scontro frontale, di cercare di aggirare le truppe coreane piuttosto che trovare dei punti rialzati da dove colpire i nemici. Niente di innovativo intendiamoci, ma sicuramente un scelta che piacerà agli amanti degli FPS che amano diversificare l’azione senza sparare per il semplice gusto di farlo.

IA e varietà dell’azione di gioco

- Altro punto a favore del titolo, già a livello normale: uccidere i militari coreani non è semplice e utilizzare la classica scelta “mi butto nella mischia e sparo” non vi farà andare molto lontano. Soprattutto in modalità difensiva i soldati fanno un uso discretamente sapiente delle coperture e difficilmente usciranno allo scoperto se fiuteranno di essere sotto tiro; in quel caso sarà necessario stanarli con una bella granata. Non troviamo soltanto le classiche sparatorie però: nel corso dell’avventura fanno la loro comparsa mezzi corazzati da teleguidare, gatling su Jeep anch’esse corazzate e un elicottero – d’altronde il nostro alter ego è proprio un pilota – che mirano a diversificare l’azione di gioco.

Commander

- Il multiplayer offre una variante di gioco che merita di essere approfondita: la modalità Commander. Come risposta alle modalità classiche che anche in altri giochi favoriscono fin troppo il fenomeno del camperismo, ossia i giocatori che si appostano in punti strategici della mappa aspettando che passi il malcapitato di turno per sparargli, gli sviluppatori hanno inserito questa variante di gioco dove tutto quello che succede sulla mappa viene visualizzato sulla nostra interfaccia. Ad esempio, se c’è un giocatore che ha conseguito una sequenza vincente di uccisioni, questo sarà segnalato sulla mappa come soggetto pericoloso per il nostro team, esponendosi a pericolose e mortali ritorsioni. In questo modo i ragazzi di Kaos Studios hanno trovato un modo originale per debellare efficacemente uno dei problemi maggiori che affliggono le modalità multiplayer dei titoli FPS.

Odio

Longevità

- Il vero tallone d’Achille di Homefront: giocandolo a livello normale e senza particolare fretta, sono riuscito a completare la storia in quattro ore e mezza. Aggiungete un’oretta di gioco se lo vorrete invece affrontare a difficile. Un vero peccato perché la trama, di assoluto valore e interesse, è stata raccontata troppo velocemente e meritava almeno un 8/9 ore di gioco per essere approfondita al meglio.

Respawn dei nemici

- Un problema comune a moltissimi FPS, che purtroppo in Homefront viene messo particolarmente in risalto. Più di una volta mi è capitato di vedere nemici che si generavano continuamente fino a quando non veniva compiuta una determinata azione che sbloccasse la situazione. In alcuni casi addirittura è fin troppo palese scovare il punto in cui i nemici vengono generati, permettendoci di massacrarli uno ad uno man mano che appaiono. Un vero peccato, soprattutto a fronte della più che buona IA di cui dispongono i nemici.

Lato tecnico

- Graficamente il titolo si alterna tra alti e bassi, anche se purtroppo troviamo in maggioranza questi ultimi. Se da una lato c’è un level design tutto sommato abbastanza ispirato, abbiamo dall’altro modelli poligonali a tratti quasi imbarazzanti, con texture in bassa definizione che la spesso vengono peraltro caricate in ritardo lasciando gli oggetti e i personaggi privi per qualche secondo di qualsiasi dettaglio. Inoltre sono incappato durante la prova in diversi bug, che denotano una fase di testing non portata avanti con sufficiente profondità dagli sviluppatori.

Poche modalità multiplayer

- Con una modalità in singolo estremamente breve, ci si aspettarebbe una cura particolare riposta nel multiplayer; compresa la bella modalità Commander già descritta, il titolo presenta però solo 3 modalità multiplayer, troppo poche se a questo si affianca anche la presenza di sole sei mappe. Sicuramente non abbastanza da permetterci di godere di un'esperienza multigiocatore sempre varia e interessante.

Tiriamo le somme

Homefront è un titolo che aveva dell’altissimo potenziale ma che è stato mal sfruttato sotto ogni aspetto. Alla base troviamo un FPS con un'ottima storia e solide meccaniche di gioco, ma resta l’amaro in bocca per i macroscopici problemi che pervadono il titolo come l'estrema brevità della campagna ed i diversi difetti tecnici. Se siete amanti di FPS a tutto tondo è comunque consigliato, magari aspettando di trovarlo in offerta a prezzi più convenienti. 7.2

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L'autore

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Nel 1990 gli viene regalato un commodore 64 e da quel giorno capisce che i videogiochi saranno il suo futuro. A distanza di anni, nonostante ripetute richieste di "trovarsi un lavoro serio", continua a barcamenarsi nel campo del giornalismo videoludico. Collaboratore di MX dal 2006 è uno strenuo sostenitore della filosofia "il primo amore non si scorda mai".

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Commenti

i Le recensioni di MX esprimono il punto di vista degli autori sui titoli provati: nelle sezioni "Amore" ed "Odio" sono elencati gli aspetti positivi e negativi più rilevanti riscontrati nella prova del gioco, mentre il voto ed il commento conclusivo rispecchiano il giudizio complessivo del redattore sul titolo. Sono benvenuti i commenti e le discussioni tra chi è d'accordo o in disaccordo con tali giudizi, ma vi chiediamo di prendere atto del fatto che si tratta di valutazioni che non hanno pretesa di obiettività nè vogliono risultare vere per qualsiasi giocatore. La giusta chiave di lettura per le nostre recensioni sta nel comprendere le motivazioni alla base dei singoli giudizi e capire se possano essere applicate anche ai vostri gusti personali.
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