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Bulletstorm

Recensione - Bulletstorm

People Can Fly, già noti per il controverso Painkiller, presentano in collaborazione con Epic Games uno sparatutto in prima persona in cui il giocatore ed il suo stile nella devastazione dei nemici sono al centro della scena senza che nessuno li ostacoli. Scopriamo insieme il mondo di gioco di Bulletstorm e le insidie che ha da offrire il pianeta di Stygia.

Il Gioco

Bulletstorm racconta la storia di un simpatico combinaguai, Grayson Hunt, che vuole a tutti i costi vendicare la morte dei suoi compagni e delle numerose persone innocenti che è stato costretto ad uccidere durante il suo passato agli ordini del generale Serrano, il principale antagonista del gioco: questi aveva ingannato la sua intera squadra facendogli credere che tutto ciò che stessero facendo fosse per il bene della Confederazione dei Pianeti, mentre in realtà la situazione era ben diversa. Grayson decide quindi di diventare un pirata spaziale, ma nel suo ultimo folle tentativo di attaccare la mega-astronave di Serrano, la Ulysses si ritrova a precipitare nel mondo di Stygia, un pianeta ricco di vegetazione e strutture semi-abbandonate abitato da ribelli e selvaggi che non faranno altro che metterci i bastoni fra le ruote durante tutto il corso della nostra avventura. Ad affiancarci e a farci da balia troviamo Ishi Sato, un nostro compagno sopravvissuto allo schianto dell’astronave e costretto ad integrare elementi robotici per continuare a vivere. Altro nostro prezioso compagno è inoltre il cappio, una sorta di laccio d'energia che afferra i nemici da lontano per attirarli verso di noi e quindi finirli in tantissimi modi diversi per ottenere quanti più punti possibili da spendere successivamente in aggiornamenti per le nostre armi.

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People Can Fly ha speso molte energie a creare dei nemici credibili ed allo stesso tempo bizzarri: si passa da semplici soldati a creature dall’aspetto esotico che si muovono con estrema agilità e che possono metterci a terra attaccando in gruppo; oppure da nemici specializzati come i cecchini ai boss intermedi armati fino ai denti che dobbiamo abbattere con astuzia ed un pizzico di fortuna. C’è poi spazio anche per mostri giganteschi somiglianti a dinosauri, piante mangia-uomini ed addirittura simpatici robottini parlanti da sfruttare come bombe ad orologeria.

Oltre alla campagna in singolo, composta da sette atti , gli sviluppatori hanno incluso una modalità molto simile all'Orda di Gears of War, giocabile insieme ad altri quattro giocatori, per sopperire alla mancanza di un multiplayer competitivo che sarebbe stato di difficile gestione. Non manca neanche una componente di personalizzazione, per dare un’identità ai soldati che utilizziamo in questa modalità scegliendo armatura, mimetiche e perfino il colore del cappio.

Amore

Uccidere con stile

- Il punto di forza di Bulletstorm è il suo particolare sistema di gioco che ci permette di uccidere il nemico nella maniera in cui preferiamo: dandogli un doppio calcio in faccia, sparandogli in testa, lanciandolo nel vuoto o verso un cactus, facendolo esplodere con delle taniche di benzina o spiaccicandolo verso un muro di aculei e così via. Ognuna di queste azioni restituirà un punteggio che possiamo utilizzare per aggiornarci o per acquistare munizioni e colpi concentrati, ma il piacere che si prova ad uccidere gli avversari con un metodo ogni volta diverso è indescrivibile; a contribuire a questa sensazione ci sono anche le battute dei protagonisti, le urla di dolore dei nemici e l’ambiente interattivo e realistico che ci circonda.

Skillshot ed armi

- Tra gli elementi più curati del gioco sono anche da segnalare gli Skillshot, ovvero i tiri di abilità che possiamo effettuare per uccidere i nemici. Ogni nome scelto è perfetto per l’azione che si compie: il bonus “Rivoluzione Francese” compare quando uccidiamo in massa un gruppo di nemici che ci viene incontro; “Schiacciamosche” compare ogni qualvolta utilizziamo il cappio per scaraventare i nemici in aria per batterli contro il soffitto o strutture metalliche; “Topless” quando affettiamo la parte superiore del nemico con il fucile a pompa a quattro canne Boneduster e “Newsbomba” quando scaraventiamo i simpatici robottini esplosivi contro un povero nemico. Questi sono solo alcuni dei 120 skillshot che possiamo eseguire nel gioco. Da menzionare anche alcune delle particolari armi con cui possiamo fare mattanza: la Flail Gun, una spara-bombe utile per sterminare gruppi di nemici; il “Penetratore”, spara-trivelle per contorcere i nemici nelle parti basse o nel fondoschiena, ed il Bazooka Bouncer.

Ambientazioni magnifiche

- Ancora una volta l’Unreal Engine 3 di Epic Games stupisce senza mostrare gli anni che passano, dando vita ad ambientazioni che mi hanno lasciato letteralmente a bocca aperta, ricche di dettagli e con scelte cromatiche azzeccate e di spessore. Questi scorci magnifici sono presenti per la maggior parte dell’avventura ma vengono messi in risalto soprattutto dalle capacità coreografiche del team di sviluppo durante le cutscene. Bulletstorm sprizza stile da ogni singola parte del codice sorgente, anche se alcune texture sui corpi dei personaggi risultano purtroppo sottotono.

Storia funzionale

- La trama del gioco è semplice ma non per questo banale come ci si potrebbe aspettare, risultando funzionale all’esperienza di gioco proposta: con un sistema simile non ci si può aspettare una storia da oscar poiché il vero cuore del titolo è l’azione non-stop, la freneticità ed il divertimento. Bulletstorm non è nato per proporre vicende avvincenti che sappiano tenere sulle spine il giocatore, ma per intrattenerlo con le sue armi, con i suoi nemici, con le sue uccisioni e con le sue meccaniche; la trama è solo un semplice contorno, ma in questo caso delizioso.

Un comico pasticcione

- Il tipo di protagonista scelto da People Can Fly è perfetto per il genere di gioco proposto: con la sua battuta sempre pronta, le sue esclamazioni colorite e la sua rozzaggine, Grayson Hunt strappa più volte un sorriso ed anche qualche grassa risata. Inoltre non fa altro che peggiorare la situazioni in cui si infila e combinare pasticci con la sua impazienza e voglia di vendetta; proprio un comico pasticcione.

Alta rigiocabilità

- Anche se l’esperienza di gioco è breve, è possibile rigiocare la campagna in mille modi differenti perché possiamo continuamente cambiare il nostro stile, oppure dandoci un obiettivo utilizzando solo specifiche armi o cercando di ottenere determinati skillshot. La modalità Echo permette inoltre di giocare in diverse mappe tratte dal single player in cui dovremo, entro un tempo stabilito, realizzare determinati punti utili a battere i nostri amici in classifica. Difficilmente vi staccherete dalla vostra postazione.

Anarchia

- La modalità multigiocatore cooperativa denominata Anarchia è capace di sfruttare appieno tutte le potenzialità del titolo elevando all’ennesima potenza il divertimento che deriva dal fare mattanza in compagnia dei propri amici. Le mappe disponibili, ognuna con un diverso elemento ambientale che può portare ad ottenere skillshot esclusivi e di diversa grandezza, mantengono l’alto livello di spettacolarità della campagna in singolo condividendo molti degli ambienti interattivi. Fare uccisioni di squadra è una delle cose più belle che ha da offrire il gioco.

Comparto sonoro

- Bulletstorm può vantarsi di avere un comparto sonoro di buona fattura: i suoni delle armi, le esplosioni e le urla dei nemici sono in perfetta sintonia con la musica utilizzata ed il pezzo forte è la soundtrack che si può ascoltare durante la navigazione del menu principale, trionfale e d’impatto. Anche il doppiaggio della versione italiana non è malvagio e possiamo finalmente risentire la voce di Claudio Moneta (Comandante Shepard in “Mass Effect”) su Ishi Sato ed una Emanuela Pacotto (Veronica Dare in “Halo 3: ODST”) in perfetta forma su Trishka.

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Odio

Nessuna copertura

- Quella che mi è sembrata una vera mancanza del gioco è l’inesistenza di un sistema di copertura da poter sfruttare quando i nemici sono in numero maggiore, tanto da metterci in difficoltà. Dalla collaborazione di Epic Games non mi aspettavo questo piccolo neo visto che è stato uno dei loro prodotti, Gears of War, a far rinascere e avanzare questa caratteristica. Probabilmente la visuale in prima persona non ha aiutato nella decisione e forse gli sviluppatori hanno pensato che alla fine con la copertura sarebbe stato troppo facile completare l’avventura.

Campagna non cooperativa

- La scelta fatta da People Can Fly di non includere la possibilità di giocare la campagna con i propri amici mi sembra priva di senso. Con Anarchia si è dimostrato che giocando insieme il divertimento aumenta, e non vedo come questo elemento potesse irritare i giocatori del single player, che, secondo il team, avrebbero provato un senso di invidia nei confronti del compagno per avergli “rubato” una possibile uccisione. Ma se il medesimo meccanismo avviene nella modalità succitata funzionando alla perfezione, perché lo stesso non dovrebbe accadere per la campagna?

Caricamenti stoppa-azioni

- Mi è capitato più volte durante i diversi atti del gioco di subire dei micro-caricamenti che non facevano altro che interrompere le azioni che avvenivano sullo schermo. È ragionevole pensare che non ci sia stato il tempo di ottimizzare ogni singolo aspetto, visto che ormai, a generazione ormai avanzata, non dovrebbero vedersi difetti del genere. Sarebbero stati decisamente più sopportabili se posizionati durante tempi morti.

Tiriamo le somme

Nel panorama di difficile innovazione del genere FPS, Bulletstorm riesce a distinguersi per la sua vena umoristica dissacrante ed un sistema che permette ai giocatori di divertirsi uccidendo in centinaia di modi diversi, elemento ulteriormente accentuato nella modalità cooperativa a quattro giocatori. Questo titolo potrebbe riuscire ad insidiare l’imminente Duke Nukem Forever di Gearbox, e Grayson potrebbe sbaragliare il regno del Duca se quest’ultimo non giocherà bene le sue carte. Da avere. 9.0

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L'autore

Dopo aver iniziato a bruciare la Play con Crash Bandicot, ha poi saltato una generazione intera di console. L'incontro con la 360 avviene nel 2007 a San Marino, nel tentativo di evadere un po' di tasse. La sua folle passione per Gears of War lo porta ad entrare in MX e a sognare un giorno di lavorare per Epic Games, per i quali è già diventato moderatore del forum ufficiale.

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Commenti

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