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Xbox One, si conclude il primo anno dell'era Phil Spencer: tiriamo le somme

E' passato esattamente un anno da quando, il 31 marzo 2014, Microsoft annunciò l'arrivo di Phil Spencer a capo della divisione Xbox. Spencer, da sempre uomo "dalla parte del gaming" grazie al suo precedente ruolo di direttore dei Microsoft Studios, sembrava l'uomo perfetto per correggere la rotta di una nave che i fan temevano stesse pericolosamente allontanandosi dai principi che l'avevano tanto fatta amare durante l'era Xbox 360.

Com'è andato questo primo anno? A nostro avviso, alla grande: ripercorriamo le decisioni più importanti prese dal manager per riportare la piattaforma nelle grazie dei gamer.

Innanzitutto, sin dal suo primo insediamento Spencer è stato molto critico nella direzione di Xbox One fino a quel momento, spiegando che erano state prese le "decisioni sbagliate" (per le quali si è preso molto elegantemente parte della colpa) e che voleva riportare il focus centrale della console sul gaming, mentre le funzioni multimediali e di entertainment, seppur importanti, dovevano rappresentare un mero contorno. Non a caso, pochi mesi dopo furono vennero chiusi i Microsoft Entertainment Studios, precedentemente creati ad Hollywood per la produzione di contenuti televisivi originali da pubblicare su Xbox.

Spencer si è comunque preso qualche mese per ripensare l'intera strategia Xbox, ed il primo grande segnale di cambiamento è arrivato a maggio, quando è stata annunciata una versione di Xbox One senza Kinect, fino a quel momento accessorio obbligatorio, determinando un forte calo di prezzo che ha fin da subito portato ad una ripida impennata nelle vendite

Questo ha dato l'occasione inoltre a Microsoft di rilasciare un SDK aggiornato nel quale gli sviluppatori potevano decidere se "spegnere" alcune funzionalità del sensore di movimento che tenevano occupato un 10% della GPU, così da liberare ulteriori risorse per le elaborazioni grafiche dei giochi. Ma il supporto alla console non si ferma a questo: i primi update per l'introduzione di nuove funzionalità erano iniziati già da dopo il lancio della console, e Phil Spencer si è ulteriormente impegnato nel far progredire sempre più la piattaforma, lanciando il sito Xbox Feedback tramite il quale gli utenti avrebbero potuto proporre e votare le features più desiderate e lanciando il programma preview per il testing anticipato di tutte le novità. Questo ha portato ad una serie di aggiornamenti mensili che hanno aggiunto feature importanti e richiestissime come il supporto agli hard disk esterni, la rimozione del requisito di abbonamento Gold per l'avvio delle app multimediali, l'introduzione dello Snap Center per operare facilmente senza Kinect, miglioramenti alla gestione di party e chat, l'introduzione di un player multimediale con supporto MKV e DLNA, gli sfondi personalizzabili con trasparenza dell'interfaccia, la possibilità di scattare screenshot, la reintroduzione dei messaggi vocali e tanto altro.

E la nuova direzione di Xbox non la si vede sono nell'impegno per migliorare la piattaforma, ma anche nel rinnovato focus sul lato gaming: le conferenze E3 e Gamescom sono state completamente focalizzate sul mostrare la grande line-up di giochi in arrivo, le ottime esclusive (tra le quali fece scalpore quella di Rise of the Tomb Rider) ma anche nel ribadire l'importanza della scena indie, che col programma ID@Xbox ha iniziato a proporci una gemma dopo l'altra, rimuovendo di fatto anche la tanto criticata parity clause secondo la quale un gioco già uscito su piattaforma concorrente non sarebbe potuto arrivare su Xbox, cosa invece avvenuta molteplici volte negli ultimi mesi. Indicativa poi l'acquisizione di Mojang, i creatori di Minecraft, ed anche varie dichiarazioni che ci fanno pensare come anche alcuni studi fino a quel momento non sfruttati appieno, come Rare, potrebbero in futuro iniziare a proporci titoli di grande interesse.

Tutto questo impegno è stato sicuramente notato dai gamer che, complice una politica commerciale estremamente aggressiva, hanno premiato la piattaforma facendole vincere in termini di vendite (per lo meno in USA) il decisivo periodo natalizio. A tutto questo si aggiungono importanti novità che ci attendono nel futuro: all'evento Windows 10 di gennaio Phil Spencer ha infatti annunciato l'arrivo delle Universal Apps che potranno essere scaricate sia su Windows che Xbox One con supporto cross-buy, l'aggiornamento del "kernel app" della console a Windows 10 (attualmente sfrutta quello di Win8), confermando inoltre che presto tutte le nostre console potranno essere trasformate in dev kit, dando a chiunque la possibilità di creare applicazioni e giochi, seppur non evoluti come quelli che sfruttano le API grafiche native. E l'integrazione col PC sarà sempre più stretta grazie anche alla possibilità di trasformare un PC con Win10 in una sorta di monitor aggiuntivo della nostra Xbox One, così da potervi giocare quando la TV è impegnata. Anche il supporto cross-play tra Xbox e PC sembra finalmente diventare realtà con diversi giochi che lo proporranno, primo tra tutti Fable Legends; non dimentichiamo infine l'arrivo, previsto per fine anno, dei primi titoli basati sulle librerie DirectX 12 che dovrebbero dare agli sviluppatori ulteriori opportunità di ottimizzazione. 

Insomma, il bilancio di questo primo anno che ha visto al timone il comandante Phil Spencer ci sembra estremamente positivo e la nave Xbox sembra aver finalmente preso la giusta rotta, quella che mette per primi gli interessi dei gamer: e voi che ne pensate?

MX Video - Xbox One
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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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