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Ashen - nuova prova hands-on

Durante il recente evento milanese ID@XBOX, Microsoft e Aurora44 ci hanno permesso, quasi inaspettatamente, di provare di nuovo la demo di Ashen che era presente all’E3. Potevamo forse farci sfuggire l’occasione di testare nuovamente uno dei titoli indie più attesi dell'anno? Certo che no, e queste sono le nostre impressioni aggiornate.
E’ dal lontano 2015 che Ashen, l’action/RPG a tinte survival che strizza l’occhio ai capitoli della serie Souls, stuzzica la fantasia di buona parte dei giocatori Xbox. Il titolo, sviluppato in esclusiva dai neozelandesi di Aurora44, dovrebbe infatti fondere le meccaniche rese famose dai titoli From Software con un’inedita modalità di gestione “passiva” delle sessioni multigiocatore fatta di incontri casuali e mutua collaborazione, della quale vi abbiamo già parlato dettagliatamente in precedenza. La demo messa a nostra disposizione purtroppo non includeva questa componente, ma ci ha comunque permesso di saggiare con mano le fondamenta del gameplay, oltre a darci un’idea un pochino più approfondita dell’ambientazione nella quale si muoverà il nostro alter-ego.

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Una volta avviata la partita scopro infatti che l’universo di gioco, dopo aver ricevuto il dono della vita ed aver beneficiato di un periodo di prosperità, si avvia al declino. La scintilla che ha permesso al mondo di rinascere si sta affievolendo poiché la cenere (da qui il titolo del gioco) sta inesorabilmente oscurando la Luce. Non tutto è perduto, però. Alcuni misteriosi eroi si stanno risvegliando, spinti dalla voglia di proteggere il loro mondo e permettere alla Luce di rinascere per portare nuovamente la vita. Sono queste le premesse che fanno da introduzione al titolo e che mi accompagnano ad una classica schermata di creazione del personaggio. Qui posso selezionare il sesso del mio eroe e personalizzarne in modo abbastanza puntuale l’aspetto. La prima cosa che mi colpisce è che, nonostante tutti i modelli siano privi del volto per una precisa scelta di design, le differenze tra i vari personaggi sono notevoli e consentono di caratterizzare con buona precisione il protagonista. Conclusa questa fase vengo trasportato in una landa oscura, dove posso familiarizzare con il sistema di controllo mentre mi vengono rivelate ulteriori informazioni sulle forze che, attraverso quelle che sembrano delle vere e proprie eruzioni, stanno tentando di oscurare la Luce. Da questo punto di vista Ashen ricorda molto da vicino i titoli dai quali trae ispirazione. La gestione della telecamera è libera ed i controlli sono praticamente gli stessi della serie Souls. Gli attacchi e le parate vengono gestiti tramite i tasti superiori del controller ed è possibile agganciare i propri bersagli premendo una delle due levette analogiche così da “fissare” su di lui l’inquadratura.

MX Video - Ashen

Dopo essere stato investito da una poderosa esplosione il protagonista si risveglia all’interno di una caverna mentre nella sua testa continua a risuonare l’importanza del suo compito come Guardiano della Luce. Qui faccio conoscenza con il mio compagno guidato dalla I.A., anche lui appena risvegliatosi. Esco dalla grotta e subito mi viene proposto un obiettivo legato al ritrovamento di alcuni oggetti persi proprio dal mio seguace. Data l’assenza di indicazioni sulla direzione da seguire decido di incamminarmi lungo il sentiero che si snoda davanti a me, e nel tragitto recupero il necessario per potermi difendere dai nemici che mi si parano di fronte. Come già detto il combat-system ricorda molto quello dei titoli Souls (soprattutto il primo) ed è interamente basato sulla Stamina. Ogni attacco, così come ogni parata o ogni schivata, consuma le energie dei personaggi, trasformando ogni scontro in una sfida di nervi, complice anche la pericolosità degli avversari. L’unica differenza che mi sento di segnalare è legata ad una maggiore fisicità degli attacchi, che appaiono più lenti e più “pesanti” rispetto ad altri titoli del genere, anche se va detto che potrebbe dipendere dall’arma in uso. Anche la gestione dell’inventario ricorda molto da vicino quella dei capostipiti del genere, con la possibilità di equipaggiare più set di armi, che possono essere scambiati rapidamente, e la presenza di un inventario rapido. Dopo aver girovagato per un po’ nella zona mi imbatto in un accampamento protetto da un gruppo più nutrito di nemici e da una creatura che ha tutta l’aria di essere un mini-boss. Grazie a questa situazione posso apprezzare l’importanza del supporto del mio seguace guidato dalla I.A. Mentre lui si occupa dei nemici minori io posso infatti concentrarmi sul “bersaglio grosso”, che non esita ad attaccarmi a testa bassa usando il suo potente martello non appena gli capito a tiro.

Per mia fortuna il suo pattern di attacco non è così complicato da memorizzare tanto che, dopo una manciata di secondi e dopo aver utilizzato un frutto di Sapote bianco per ripristinare la mia energia, sono io a guidare lo scontro ed a mandare il nemico al tappeto, recuperando così il primo oggetto che stavo cercando. Finisco di esplorare la zona e mi inoltro in una foresta, ma non prima di aver apprezzato la presenza di alcune dinamiche di cooperazione. Per raggiungere un forziere ho infatti dovuto chiedere assistenza al mio seguace che, dopo essersi fatto attendere per oltre 20 secondi, mi ha finalmente raggiunto. Uno degli aspetti meno convincenti della demo è infatti stata l’I.A. Nelle fasi di combattimento il mio seguace si è dimostrato abbastanza reattivo ma lo stesso non si può dire delle fasi esplorative. In più di un’occasione mi sono ritrovato a vagare da solo mentre lui era disperso chissà dove, proprio come nella situazione appena citata. Proseguendo con l’esplorazione mi imbatto finalmente nel mio secondo obiettivo, che scopro non essere un oggetto ma bensì una costruzione in pietra, che posso “attivare” con l’aiuto del mio compagno portando a termine il primo incarico e fondando così la mia prima città. Il mio seguace decide di fermarsi qui e io proseguo la mia avventura, incappando subito in una nuova quest. Devo scalare delle rovine per raggiungere una zona specifica della mappa ma non appena mi avvicino a quelle che hanno tutta l’aria di essere delle costruzioni antiche la demo si interrompe ringraziandomi per aver giocato ad Ashen. Tempo scaduto.

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La mia prova terminava qui e devo ammettere di essere rimasto piacevolmente colpito da quanto giocato. Il titolo di Aurora44 è chiaramente ispirato ai classici souls-like ma riesce comunque a mettere in mostra una precisa identità. Lo stile grafico low-poly, semplice ma ricco di dettagli, cattura l’attenzione ed il gameplay mette in mostra una “ruvidità” capace di stimolare positivamente l’interesse del giocatore. Tecnicamente parlando il titolo appare già ben rifinito, sia per quanto riguarda la fluidità generale e la solidità del motore di gioco sia per quanto riguarda il combat-system, il che fa ben sperare in vista dell’uscita. Buona anche la varietà dei nemici presenti sin dai primi minuti di gioco. Nel corso della mia prova ho incontrato guerrieri semplici, armati di spada e scudo, ma anche soldati desiderosi di colpire il mio alter-ego dalla distanza con delle lance decisamente fastidiose ed alcuni combattenti più ostici, dotati di pesanti martelli da guerra capaci di dimezzare le energie vitali con un solo colpo e di aprire un varco anche nelle difese più attente. Restano ovviamente da valutare la complessità del mondo di gioco e la profondità della trama, che ad un primo sguardo appaiono decisamente promettenti ma che andranno ovviamente valutate con una prova molto più estesa. Stesso discorso vale per la componente multigiocatore. Durante la mia prova ho potuto saggiare soltanto le capacità della I.A. che, come ho già accennato, ogni tanto sembra avere qualche difficoltà ad orientarsi, almeno allo stato attuale, ma è chiaro che il titolo è stato pensato soprattutto per essere giocato in compagnia di altri esseri umani.

In definitiva non posso quindi che ritenermi soddisfatto e, lo ammetto, anche un po’ più tranquillo. Dopo essere stato annunciato Ashen ha mantenuto un basso profilo, il che ha fatto nascere qualche dubbio di troppo sulla “salute” del progetto di Aurora44. Dubbi che, almeno per quanto mi riguarda, sono stati quasi del tutto spazzati via da questa prova su strada. Ora non ci resta che attendere per scoprire la data di uscita del titolo, attualmente previsto per l’anno in corso, così da poter valutare in modo adeguato se la lunga attesa verrà ripagata da un gioco all’altezza delle aspettative. Voi ovviamente continuate a seguirci per rimanere costantemente aggiornati sulle ultime novità!

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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