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Close to the Sun

Close to the Sun - anteprima hands-on

Nel corso di un recente evento Microsoft dedicato ai titoli ID@Xbox abbiamo punto provare con mano Close to the Sun, nuova avventura in prima persona degli italianissimi Storm in a Teacup già autori dell'avventura N.E.R.O., stavolta alle prese con una storia in un passato alternativo in stile vittoriano. Ecco di cosa si tratta.
La nostra esperienza con Close to the Sun si apre con una lettera, che funge da flashback e da premonizione per quel che succederà da qui a breve. Siamo nei panni di Rose, una giornalista che legge le parole apparentemente piuttosto disperate di sua sorella Ada. Siamo in un passato alternativo nella prima metà del novecento: qui Nikola Tesla non è morto da solo nell'anonimato, ma le sue tecnologie sono state adottate da tutto il mondo e lui stesso è diventato un vero e proprio filantropo al servizio dell'umanità. Un Tony Stark vittoriano, per intenderci. Ma in Tesla genio e follia sembrano andare di pari passo, infatti ha costruito una gigantesca nave da crociera dove da una parte offre a facoltosi clienti di scoprire le proprie tecnologie, mentre dall'altra sperimenta le sue ultime idee in un laboratorio segreto a bordo. E' qui che Ada, la sorella di Rose, ha deciso di lavorare, ma qualcosa è andato storto e, anche se il loro rapporto non è sempre stato idilliaco, scrive ora nella sua lettera di aver bisogno della sorella.

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E' con questa premessa che prendiamo il controllo di Rose, controllabile in prima persona sul battello diretto verso la spettacolare nave di Tesla, realizzata in uno stile vittoriano un po' steampunk. Già i primi passi infatti ricordano molto la mitica Rapture di Bioshock, con le costruzioni pompose, lo stile novecentesco, gli altari che sembrano fatti apposta per cercare di placare l'ego smisurato del Nikola Tesla rappresentato in Close to the Sun. Eppure ci sono tanti motivi per pensare che forse recarsi sulla nave non è stata una buona idea, come una porta su cui c'è scritto a vernice "quarantena" o un messaggio radio di Tesla (probabilmente preregistrato) che intima di andarsene a chiunque sia entrato, soprattutto se si tratta di una spia di Edison; Tesla era infatti convinto che la sua nave pullulasse di spie pagate dal suo acerrimo rivale. Ma non è tutto: procedendo con l'esplorazione i motivi di preoccupazione aumentano, tra oggetti ribaltati o distrutti e addirittura tracce di sangue. Qui qualcosa è andato storto: capire cosa e come starà a noi.

MX Video - Close to the Sun

I romani Storm in a Teacup ci hanno permesso di giocare i primi tre capitoli del gioco, prologo incluso, permettendoci di assaggiarne il gameplay piuttosto semplice, molto incentrato sulla componente narrativa. Si tratta in tutto e per tutto di un'avventura narrativa in prima persona, del tipo che si definisce spesso "walking simulator", visto che l'interazione con l'ambiente circostante si riduce spesso solo a qualche enigma sparso, alla consultazione di elementi dello scenario ed il tutto si consuma a ritmi bassi, senza combattimenti, al massimo qualche occasionale fuga da qualche pericolo. La narrazione avviene tramite l'esplorazione stessa del mondo di gioco, senza grandi interruzioni o cut-scene, ma semplicemente vivendo in prima persona l'esperienza di Rose. Spicca immediatamente per esempio un flashback in bianco e nero vissuto dalla protagonista, che fa intuire che nella storia del gioco possano entrarci anche mondi paralleli, viaggi nel tempo o chissà quale altra follia resa possibile dalla tecnologia di Tesla. Anche quando finalmente Rose riesce a mettersi in contatto via radio con la sorella, Ada fa intendere che non ha memoria di aver scritto la lettera - anzi, semmai avrebbe fatto di tutto per evitare che Rose finisse sulla nave.

La premessa di Close to the Sun si rivela quindi molto interessante ed oltre a questo salta immediatamente all'occhio l'incredibile cura per i dettagli avuta dagli sviluppatori, mirata alla creazione di un'atmosfera straordinariamente dettagliato e credibile pur all'interno di un contesto retro-sci-fi. La grafica appare davvero ottima grazie ad un utilizzo sapiente del versatile Unreal Engine 4, ma non è solo quello: gli ambienti sono pieni di piccoli dettagli ed elementi curatissimi. Manifesti, passaporti, articoli di giornale, strane costruzioni. A bordo troviamo persino un museo delle invenzioni di Tesla (quelle storicamente esistite o delle quali esistono appunti e teorie) di Tesla, a dimostrazione di quanto studio sia andato anche nella ricerca dei particolari storici e tecnologici. La difficoltà, per quanto visto fino ad ora, si è mantenuta piuttosto bassa, come accade spesso in titoli di questo genere. C'è stato qualche occasionale jumpscare, ma la tensione è data dal mistero più che dagli spaventi.

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Questo primo contatto con il gioco, durato poco più di un quarto d'ora, ci ha quindi assolutamente convinti ed intrigati, con alcuni accenni a potenziali trip mentali e viaggi nel tempo, o magari elementi paranormali, in un contesto narrativo e stilistico che che ricorda molto quello di BioShock. Non è ancora chiarissimo dove andrà a parare la trama, ma se si mantiene su questi livelli, sarà da giocare senza pensarci su due volte. Questi primi 15 minuti del gioco circa, doppiati peraltro egregiamente in inglese, sono uno degli inizi più affascinanti che mi sia capitato di vedere in titoli di questo genere, quindi personalmente Close to the Sun ha tutta la mia attenzione. Purtroppo l'attesa non sarà però brevissima, perché il gioco di Storm in a Teacup è previsto per la prima metà del 2019; nel frattempo continuate a seguirci per tutte le novità in merito!

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L'autore

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Prima di saper scrivere a mano, sapeva già immettere i comandi DOS per avviare Doom, ma dopo una lunga vita al PC, il mondo di Halo lo avvicina alle console Microsoft. Non si nega i classici giochi tripla-A, specialmente gli FPS competitivi, ma passa la maggior parte del tempo a scovare gemme nascoste, dagli indie insoliti ai folli shmup giapponesi.

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