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Code Vein
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Code Vein - provato all'E3

Non contenta di essere la regina del genere souls-like grazie alla serie Dark Souls, Bandai Namco ci offre anche una visione più "mangosa" e vampiresca di questo genere con Code Vein, in arrivo a fine settembre; il gioco era presente all'E3, dove abbiamo potuto provarlo per offrivi le nostre impressioni. Continuate a leggere!
Annunciato poco più di un anno fa e sviluppato da alcuni dei membri degli studi di Bandai Namco che in passato hanno lavorato sulla serie di God Eater, Code Vein ha catturato sin da subito l'attenzione dei fan per diversi motivi. Il più evidente è sicuramente il design anime-like, con personaggi stilosi ed ambienti post-apocalittici che sembrano usciti direttamente da un film d'animazione giapponese; un altro elemento di interesse è la storia che miscela elementi vampirici e sci-fi, ed infine quello sicuramente più importante è la natura del gioco stesso, appartenente al genere souls-like. Gli appassionati possono quindi contare su un action-RPG capace di metterli duramente alla prova, il tutto con un'ambientazione ed uno stile grafico sicuramente inediti per questo genere di giochi.

Il gioco ci vedrà agire in un mondo moderno devastato dalla Grande Rovina, un evento catastrofico che ha eliminato la maggior parte della popolazione. Qui vedremo risvegliarsi il protagonista, creato interamente dal giocatore tramite un editor e privo di memoria: è un Redivivo, membro di una casta di soldati immortali creati per contrastare la minaccia che ha decimato l'umanità. I Redivivi sono esseri umani morti e riportati in vita iniettando nei loro cadaveri un parassita capace di rigenerare tutti i loro organi, processo che gli dona anche dei superpoteri e la capacità di rivivere dopo la morte finché il loro cuore resta intatto, seppur al costo di perdere ogni loro ricordo.

Al suo risveglio, il protagonista scoprirà di avere il potere per rivitalizzare le Fonti di Sangue danneggiate, formazioni sparse per tutta la città e capaci, una volta ripristinate, di creare le Perle di Sangue, capaci di conferire grandi poteri a chi le utilizza. Questo ha reso le perle molti ricercate, al punto che i Redivivi più potenti della città sono arrivati a schiavizzare i più deboli per raccoglierle. Quando ne abusano, però, possono trasformarsi in folli esseri assetati di sangue: sono proprio questi che dovremo combattere mentre ci faremo strada nel mondo di gioco nel corso della storia.

MX Video - Code Vein

La nostra demo del gioco all'E3 è iniziata all'interno di una cava di Perle, invasa da Redivivi malvagi e mutati; qui abbiamo dovuto farci strada verso la superficie tra i molti nemici. Il mondo si presentava come molto cupo, sovrastato da edifici in rovina invasi fa formazioni apparentemente organiche, enormi spuntoni di roccia e cavi elettrici penzolanti ovunque; il protagonista aveva lo stesso aspetto di default visto nei tanti trailer di gioco finora, quindi non era stato personalizzato dagli sviluppatori per questa demo. I Revenant, da buoni "vampiri", hanno invece un aspetto piuttosto gotico, mentre le donne del gioco non si vergognano di mostrare parti scoperte, una caratteristica tipica del design giapponese del titolo. La location si presentava inoltre ricca di vie alternative, aree nascoste e scrigni da saccheggiare, oltre ovviamente a numerosi nemici pronti ad assalirci.

Ed infatti dopo pochi passi dall'inizio della demo si è presentata subito l'occasione di testare il sistema di combattimento contro alcuni esseri demoniaci, ed è in questo frangente che la natura souls-like del gioco è emersa piuttosto chiaramente. I nemici, anche i più imponenti, possono essere veloci ed infliggerci molti danni (evidenziati da una barra della salute in basso a sinistra), quindi è essenziale alternare i nostri attacchi con a parate e schivate, tenendo però sotto controllo anche la resistenza per evitare di restare stremati in momenti cruciali; bisogna però prestare molta attenzione anche all'ambiente circostante, perché una delle cause più frequenti di morte è il finire in profondi burroni che causano morte istantanea. I combattimenti di Code Vein appaiono comunque meno "lenti" rispetto ai classici souls-like, prendendo maggiormente spunto dagli action game giapponesi fatti di combo e mosse velocissime; ogni arma inoltre si comporta in maniera diversa, ed è quindi importante imparare i pro e contro di ognuna.

E Code Vein non sarebbe un vero souls-like se non avesse la sua versione dei bonfire: si tratta dei "Mistle" (che in italiano potrebbero essere tradotti con "vischio"), una sorta di fiori che potremo incontrare ed attivare durante il cammino, rendendoli così il nostro punto di respawn in caso di morte ripristinando anche tutti i nostri parametri (ma anche i nemici respawneranno tutti). In questi punti potremo anche cambiare il partner IA che ci sta affiancando (nella demo ne erano disponibili tre ma non sappiamo se poi se ne aggiungeranno altri), ed anche potenziare il protagonista. Ad ogni combattimento infatti si guadagnano dei punti esperienza, chiamati Ichor, da spendere nelle nostre abilità, ma attenzione: questa sorta di valuta va anche spesa per curarsi dalle ferite, quindi sarà nel nostro interesse non subire troppi danni, altrimenti per curarci sprecheremo risorse preziose che avremmo invece potuto usare per potenziarci. Questo non è comunque l'unico modo per migliorarci: anche le armature e le stesse armi possono fornirci bonus o malus di tipo diverso.

Dopo aver incontrato uno di questi Mistle, ci siamo imbattuti in una potente boss, una sorta di sexy-demonessa pole dancer, che utilizzava la sua lunga lancia per attaccarci o, conficcandola a terra, come palo dalla quale lanciare poi una potente serie di vorticosi calcioni. Il combattimento ha richiesto qualche morte e la memorizzazione dei pattern d'attacco della demonessa, ma alla fine l'abbiamo spuntata.

Un'altra interessante meccanica del gioco, che però non abbiamo potuto verificare nella demo, sono i Blood Code, una sorta di "classi equipaggiabili" che cambiano il nostro stile di combattimento; c'è quella del Guerriero, che ci vede sferrare potenti attacchi singoli con armi pesanti, quella dell'Assassino, che ci permette di utilizzare velocissimi attacchi e schivate, e quella dell'Incantatore, che ci rende più potenti nell'uso di attacchi dalla distanza. Ognuna di queste classi, ci è stato spiegato, ci darà accesso a diversi "doni", degli attacchi speciali che potremo potenziare utilizzandoli contro nemici molto potenti, ed una volta che li avremo potenziati al massimo saranno sempre a nostra disposizione anche quando non avremo equipaggiato i relativi Blood Code, consentendoci così di creare un set di mosse estremamente vario e potente.

Poco fa, parlando dei Mistle, abbiamo accennato ai compagni IA: questi sono un'altra grande differenza del gioco rispetto ai classici souls-like. I tre personaggi selezionabili nella demo, Mia, Yakumo e Louis avevano tutti poteri molto diversi tra loro ed offrivano un valido aiuto in battaglia non solo attaccando i nemici ma anche rianimandoci - a spese dei loro punti salute - quando cadevamo vittima dei colpi nemici, una bella idea per rendere il gioco meno punitivo rispetto ai più famosi titoli di questo genere. Non sempre questi hanno funzionato però al meglio: a volte sembravano disinteressarsi completamente dei nemici che stavamo combattendo, mentre altre volte è sembrato come se, pur colpendoli, non danneggiassero per niente i nemici. Probabilmente "bug di gioventù" che saranno sistemati prima del lancio.

Terminato il periodo messoci a disposizione per la demo, siamo emersi da questo primo contatto con Code Vein convinti che il titolo di Bandai Namco possa costituire un'ottima esperienza per gli amanti del genere souls-like e degli action game impegnativi in generale; il look in stile anime dei personaggi rappresenta una bella variazione sul tema, mentre le ambientazioni sembrano forse un po' troppo oscure ed oppressive, ma è anche vero che abbiamo visto troppo poco per poter valutare questo elemento. La speranza è che, nel corso della storia, gli sviluppatori riescano a mostrarci una vasta gamma di ambienti diversi così da scongiurare l'effetto noia in un ambiente così decadente. Il gioco è atteso per il 28 settembre sulle nostre console; appuntamento quindi ad allora per un'analisi più approfondita!

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