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Fe

Fe - visto alla Gamescom

All’interno del gigantesco padiglione dedicato ai giornalisti alla Gamescom, EA ha allestito una piccola stanza riservata ai desiderosi di vedere con i propri occhi Fe, il titolo dal sapore indie annunciato più di un anno fa. Ecco il resoconto di ciò che abbiamo visto.
Fe è l’abbreviazione di fera, fiera… animale. Probabilmente è pure il nome del piccolo protagonista del gioco Zoink, ma il team svedese non ha voluto confermarcelo, facendo capire come veda nel suo progetto qualcosa di onirico, etereo, indefinito. Ed il gioco tiene fede a tali intenzioni: non ci sono dialoghi né spiegazioni, tutorial o nomi. Tutto è lasciato alla comprensione e all'interpretazione del giocatore.

L’idea è quella di trasmettere lo stesso spirito con cui i membri della software house vagavano nei boschi della loro infanzia, visto che nella loro terra natale le foreste iniziano letteralmente dietro casa. Eric Nilsson, il nostro Virgilio durante la presentazione alla Gamescom, ci ha spiegato che la volta dei pini e il silenzioso sottobosco per molti di loro erano i parchi giochi del doposcuola, e che crescendo se li sono progressivamente lasciati alle spalle. Un distacco che nel gioco prende la forma dei Silent Ones, disturbanti figure nere che vagano per il bosco catturando gli animali che lo abitano.

Il piccolo guardiano della foresta non ha armi per contrastare questa minaccia, ma può contare sul desiderio degli altri animali di scacciare gli invasori, e sulla sua voce. Fe, per chiamarlo in qualche modo, può fare una cosa: cantare. Il suo canto è la sua presentazione di fronte a cervi e aquile, orsi e colibrì. Le poche notte che emette attirano l’attenzione degli abitanti del bosco che, se approcciati con la giusta calma e compostezza, si lasciano avvicinare per ascoltare il suo canto. A quel punto, avendo fatto tutto giusto, rispondono con la loro melodia. Una canzone diversa, che sulla natura ha un diverso impatto.

MX Video - Fe

Durante la presentazione Fe ha stretto amicizia con un cervo che ha cominciato a seguirlo ed il cui canto schiudeva un particolare tipo di fiore dalla corolla capace di sollevare in aria animali di piccola taglia. Fe ha potuto così librarsi in aria per superare gli ostacoli e i crepacci.

Allearsi con gli animali è utile per sfruttare i loro canti e progredire nell’esplorazione, ma nel momento in cui si torna a vagare in solitaria, tali melodie si perdono. Sono gli dei della foresta gli unici a poter insegnare al piccolo animaletto nuove canzoni. Una di queste entità incontrata durante la dimostrazione è stato un albero colossale, che una volta risvegliato dal suo torpore ha insegnato a Fe come scalare le chiome della foresta. Una capacità utile per sfuggire dalle razzie dei Silent One e per farsi un’idea dell’area circostante, visto che il gioco non offre alcuna indicazione su quello che dev’essere fatto.

Durante uno di questi appostamenti fatti da Eric – che controllava il pad durante la presentazione – Fe ha visto che una gigantesca aquila era stata bloccata dai Silent One in una specie di bolla di energia. Raggiunto un particolare fiore nelle vicinanze, il protagonista ha chiesto l’aiuto di un uccellino che ha cantato per lui. Il fiore a quel punto ha lasciato andare il polline che racchiudeva una sostanza che, se lanciata contro la barriera, la dissolveva. L’aquila, una volta libera, ha scacciato i loschi figuri e come ringraziamento ha insegnato a Fe una nuova canzone.

Da un certo punto di vista il gameplay di Fe è semplice, ma non è il termine adatto da usare. Preferirei definirlo "sereno". Il libero vagare per la foresta di Zoink racchiude in sé una calma e una voglia di strapparci dal mondo così forte che, anche nella confusione della fiera tedesca, ho sentito il battito rallentare, la mente schiarirsi e, difficile a credersi, sono uscito da quello stanzino riposato e rasserenato. Un’esperienza molto simile a quelle di Journey o Abzu, ma con decisamente più regole e gameplay.

Artisticamente, poi, Fe è una gioia per gli occhi. La foresta, nella maggior parte delle occasioni, è una silhouette nera contro il viola del cielo. Gli animali sono le versioni sognate degli abitanti reali dei boschi. In essi si può riconoscere il cervo, la volpe, il colibrì o l’aquila, ma allo stesso tempo sono qualcosa di diverso, quasi metafisico. Il protagonista stesso, con la sua camminata dondolante, la voce stentata e uno sguardo sempre a metà strada fra la sorpresa e la curiosità, è pronto a rimanere nella memoria di chi si libererà del mondo per qualche ora, lasciandosi fluttuare nel silenzio della foresta di Zoink. Un viaggio che, stando a quanto detto dai programmatori presenti, potrà essere intrapreso nei primi mesi del prossimo anno.

Non posso dire che Fe sia stata la sorpresa della fiera. Mi aspettavo qualcosa di bello e ho visto qualcosa di bello, e da questo punto di vista ha più valore una conferma che un colpo di scena potenzialmente distruttivo. La mezz’ora scarsa passata fra gli alberi neri sotto un cielo viola la ricorderò più come trovarsi nell’occhio di un ciclone chiamato Gamescom. Quando nel mezzo della folla, della musica, delle corse, qualcosa mi ha detto: “Fermo, ascolta”. E io l’ho fatto.

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L'autore

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Un giorno qualcuno gli disse che c'erano altri giochi oltre Age of Empire. Da quel momento è alla ricerca dell'esperienza definitiva, molti sostengono faccia apposta a non trovarla per poter continuare a giocare. Convinto sostenitore de "il voto non fa il gioco", scrive su diversi siti, un paio addirittura creati da lui. Un giorno scomparira nel nulla in un vortice di gameplay, o impazzito scenderà in strada urlando di minacce a New York e brandendo una spada immaginaria.

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