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FIFA 18 - provato alla Gamescom

Durante la recente Gamescom abbiamo avuto modo di giocare per un po' di tempo con una versione praticamente definitiva di FIFA 18, così da verificare se le buone sensazioni raccolte nel corso del precedente evento stampa di maggio troveranno effettivamente riscontro nel gioco completo. Ecco il nostro resoconto.
Per quanto può sembrare strano FIFA 18, pur non essendo in alcun modo rivoluzionario, rappresenta un passo fondamentale per la serie di EA per molteplici ragioni, prima fra tutte la necessità di confermare l’ottimo lavoro svolto con il motore grafico FROSTBITE. Dopo il passaggio di testimone, avvenuto tra il 2016 e il 2017, il team canadese ora deve dimostrare di cosa è effettivamente capace l’engine sviluppato da DICE e, soprattutto, di saperlo sfruttare a dovere nel suo titolo calcistico migliorandolo sotto tutti i punti di vista. La software house inoltre è “moralmente” obbligata a replicare gli ottimi risultati ottenuti con la modalità “Il Viaggio” e a portare avanti la storia di Alex Hunter nel migliore dei modi, così da non scontentare i molti giocatori che nel corso di quest’anno si sono appassionati alle vicende del giovane talento. A questi due importanti compiti si somma poi la necessità di perfezionare costantemente di anno in anno l’intero franchise, per soddisfare gli appassionati e per tenere a bada la sempre più agguerrita concorrenza. Ecco spiegato perché, dopo aver testato una build acerba nel mese di maggio, ero veramente ansioso di mettere le mani su una versione quasi definitiva del titolo.

Dopo aver giocato numerose sfide, sia contro avversari reali che contro squadre gestite dalla CPU, posso affermare con buona serenità che FIFA 18 sembra in grado di raggiungere tutti gli obiettivi elencati poco sopra senza particolari difficoltà. Ma andiamo con ordine. Da un punto di vista puramente tecnico questa edizione di FIFA rappresenta, almeno per quanto visto a Colonia, il punto più alto mai raggiunto dalla serie. La maggiore confidenza con il FROSTBITE ha permesso ai ragazzi di EA di ottenere un livello di dettaglio superiore rispetto alla precedente edizione, sia in campo che sugli spalti. I modelli poligonali dei giocatori appaiono ancora più definiti che in passato, così come i volti e le animazioni. Il “New Gameplay System”, che debutterà proprio con l’edizione 2018, porta con sé un set di animazioni completamente rivisto ed ampliato che avvicina ancor di più il gioco alla realtà. Inoltre, se si presta attenzione a quello che accade sugli spalti, è praticamente impossibile non accorgersi dei numerosi miglioramenti apportati alle tifoserie, che ora reagiscono in modo più vario e credibile alle giocate alzandosi in piedi, abbracciandosi e correndo realisticamente verso il rettangolo di gioco dopo un gol.

MX Video - FIFA 18

Oltre alle numerose animazioni inedite la cosa che più mi ha colpito è che gli spettatori ora non si muovono più uniformemente ma a piccoli gruppi separati, proprio come accade nella realtà, e questo rende i match ancora più coinvolgenti. In FIFA 18 saranno inoltre presenti molti più elementi grafici, sia sul terreno di gioco che sugli spalti, che riprodurranno fedelmente gli striscioni e le coreografie utilizzate negli stadi più famosi. L’aggiunta di tutti questi piccoli dettagli, per quanto possa apparire marginale, aumenta esponenzialmente il coinvolgimento e permette, a chi se ne intende, di distinguere con un solo colpo d’occhio non solo le squadre coinvolte ma anche lo stadio in cui si gioca o una specifica competizione nazionale. Ad enfatizzare ulteriormente l’atmosfera ci pensano poi il nuovo sistema di illuminazione e alcuni interessanti effetti climatici inediti, come l’onnipresente foschia che adorna molte arene europee durante le stagioni più fredde. Ci troviamo dunque di fronte ad un titolo graficamente perfetto? Ovviamente no. Proprio come nella scorsa edizione molti giocatori non assomigliano quasi per niente alle controparti reali e sono ancora presenti alcune fastidiose compenetrazioni, evidenti soprattutto durante i contrasti e nei replay ravvicinati.

Pad alla mano FIFA 18 si è dimostrato non solo solido ma anche coinvolgente ed estremamente divertente, sia nei match contro la CPU che nelle classiche sfide 1vs1. Anche in questo caso buona parte del merito è da attribuire al “New Gameplay System” che, oltre ad innalzare il livello grafico generale, influisce sensibilmente sull’azione di gioco rendendola innegabilmente più lenta rispetto al passato ma al contempo molto più fisica. Grazie alla presenza di nuove animazioni dedicate i cambi di direzione, come già evidenziato nella precedente prova, risultano più credibili e, soprattutto, restituiscono la giusta inerzia alle azioni. Per bilanciare al meglio queste nuove meccaniche EA ha lavorato molto sul sistema di controllo rendendolo ancora più preciso che in passato. Nel corso dei vari test ho provato costantemente ad eseguire movimenti in spazi stretti o a tentare controlli al limite cambiando all’ultimo momento direzione ed il risultato è stato estremamente convincente.

Giocando con i vari colleghi presenti in fiera ho poi potuto analizzare con più calma i progressi fatti nella gestione della I.A. di compagni ed avversari. L’opera di miglioramento di EA ha ovviamente coinvolto tutte le dinamiche di gioco ma, anche in questo caso, sono due gli aspetti che mi hanno colpito particolarmente: la capacità dei difensori di anticipare i movimenti degli avversari chiudendo gli spazi e una maggiore ampiezza di gioco in fase offensiva. Rispetto al passato la linea difensiva sembra più solida e quando un giocatore si “sgancia” per seguire un uomo uno dei suoi compagni scala per andare a coprire lo spazio creato. Per contro, in fase di attacco, i miei compagni non solo mi sono sembrati molto più propositivi ma hanno sfruttato con buona continuità tutto lo spazio disponibile in campo offrendomi molte più soluzioni rispetto al passato. L’insieme di questi due elementi, a cui si sommano numerose altre meccaniche già annunciate e che andremo ad analizzare a fondo in sede di recensione, dovrebbe rendere il gameplay di FIFA 18 complessivamente più equilibrato e profondo. Un aspetto però non mi ha convinto del tutto: i portieri. Non parlo delle loro capacità, che mi sono sembrate in linea con le mie aspettative, ma della resa complessiva che non sempre restituisce il giusto feeling, sia se si osservano le animazioni sia se si analizzano i rimpalli.

Buone notizie invece per quanto riguarda la nuova incarnazione de “Il Viaggio”. In fiera ho speso alcuni minuti giocando in questa modalità per scoprire qualche dettaglio in più sul futuro di Alex Hunter, che ovviamente non rivelerò in questa sede. Quello che posso dirvi, dato che è già stato annunciato dai vari trailer rilasciati, è che l’astro nascente del calcio inglese verrà fin da subito corteggiato da molti grandi team e si vedrà costretto ad effettuare ancora una volta scelte importanti per la propria carriera. Per quanto visto le meccaniche alla base di questa modalità sono rimaste praticamente invariate mentre la sceneggiatura, almeno nei primi minuti, si è rivelata godibile, seppur abbastanza prevedibile. Purtroppo è difficile dare un giudizio più dettagliato su questa modalità dopo pochi minuti ma in sede di recensione ovviamente non mancheremo di analizzare a fondo la storia scritta da EA per valutarne la qualità complessiva. Prima di abbandonare la mia comoda postazione ho anche dato uno sguardo ai menù di gioco, così da farmi un’idea dei contenuti in arrivo. Da questo punto di vista FIFA 18 non presenta grandi novità limitandosi ad includere tutte le modalità di gioco rese famose dalle ultime edizioni con qualche piccola novità dedicata soprattutto alla modalità FUT, che andremo a valutare approfonditamente in sede di recensione.

A conti fatti sembra dunque che FIFA 18 abbia di nuovo tutte le carte in regola per ottenere un grande risultato di pubblico e critica. Il costante lavoro di perfezionamento messo in atto da EA nel corso degli ultimi anni sembra garantire a questo nuovo capitolo un equilibrio perfetto tra meccaniche rodate ed innovazione, il tutto sorretto da un comparto tecnico solido e di grande impatto visivo. I difetti, come da tradizione, non mancano ma nel complesso non sembrano comunque in grado di minare in modo sensibile la qualità di questo episodio. Per scoprire se queste buone impressioni si riveleranno corrette dovremo però attendere di recensire una versione definitiva del titolo, il cui lancio è previsto per il 29 settembre. Nel frattempo continuate ovviamente a seguirci per non perdere nessun aggiornamento!

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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