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Call of Duty: WWII - il multiplayer provato alla Gamescom

Call of Duty è indubbiamente uno dei franchise più popolari e di successo del mondo videoludico, quindi non sorprende che ogni uscita, pur se a cadenza annuale, attiri sempre molta attenzione. Quest'anno Activision ci ha permesso di provare alla Gamescom il comparto multigiocatore di Call of Duty: WWII: ecco cosa ne pensiamo.
Call of Duty è un titolo che non ha bisogno di presentazioni, ha scritto capitoli a volte epici per quanto riguarda i giochi di guerra su praticamente tutte le piattaforme passate e presenti. Invitati da Activision abbiamo effettuato un hands-on sulla parte multiplayer dell’ultima incarnazione della serie, quella dedicata alla Seconda Guerra Mondiale; come una macchina del tempo, dunque, dopo averci portato nel futuro i ragazzi di Sledgehammer Games ci riportano ai tragici momenti della Seconda Guerra nel tentativo di farci rivivere con maggiore realismo quello che tale conflitto è stato per l’Europa durante gli anni quaranta del secolo scorso.

Immancabile, nella formula Call of Duty, la sezione multiplayer che è l’elisir di lunga vita di questo titolo: anche in edizioni poco ispirate in termini di storia single player, il comparto multigiocatore si è sempre rivelato ottimo e catalizzatore di milioni di giocatori, tra cui il sottoscritto. La prova propostaci da Activision era basata sulla nuova modalità Guerra: questa introduce un minimo di contesto al multiplayer, vincolando le azioni ad un contesto di missione cooperativa sia in attacco che in difesa con un preciso obbiettivo sia tattico che strategico. Nella missione a disposizione nel nostro hands-on avevamo tre precisi scopi da raggiungere: liberare e mettere in sicurezza il villaggio, dare copertura alla fanteria con carri armati e distruggere il cannone antiaereo.

MX Video - Call of Duty: WWII

All’interno di questa storia è possibile scegliere se essere da una parte o dall’altra, vivendo la stessa missione cooperativa in modalità difesa o in attacco con una delle specializzazioni a disposizione del gioco. La sessione inizia presto e scelgo, come da tradizione, la parte degli alleati che tentano di assaltare uno stabile in posizione strategica per poi ricostruire un ponte che dà accesso all’attigua chiesa dove l’esercito nazista sta sistemando un pezzo di contraerea. L’azione è adrenalinica come al solito e subito si parte senza alcun coordinamento all’assalto della casa: i primi assalti hanno un esito disastroso vista la posizione sopraelevata dei difensori ma non resta così per molto tempo.
Gli alleati sono audaci e sfruttando meglio le varie tipologie di dotazioni date ai diversi corpi specializzati si riesce a guadagnare strada stanando a colpi di bazooka i tiratori nazisti.

Nonostante gli sforzi non riusciamo a conquistare la struttura e costruire il ponte necessario per arrivare alla chiesa e distruggere il pezzo, anche per la mancanza di strategia nell’assalto da parte dei nostri compagni. Durante uno dei respawn ho optato per l’altro lato della competizione anche per testare la possibilità di costruire le armi o barriere all’interno della casa. In una delle finestre ci sono i pezzi per assemblare una mitragliatrice. Se gli avversari lo permettono, una volta montata, la posizione consente di decimare i nemici a colpi di mitragliatrice con la sola accortezza di non farla scaldare troppo e quindi inceppare. La natura dinamica del gioco però ci sorprende e gli alleati si organizzano meglio e costruiscono il ponte grazie alla copertura dei tiratori scelti. Il turno si chiude e si passa alla difesa del carrarmato alleato che serve per far saltare il deposito di armi e poi il cannone antiaereo.

Durante l’azione riusciamo anche ad entrare in possesso di un lanciafiamme che costituisce sempre un’arma piuttosto spettacolare anche se non sempre adatta all’azione. Cerchiamo di distruggere il carro armato senza fortuna ed il tank tedesco distrugge il nostro. Anche questo secondo round incassiamo una sconfitta. Per l’ultimo e decisivo round cerchiamo di dotarci di qualche arma più adatta ma non riusciamo ad impedire al cannone tedesco di abbattere diversi aerei alleati. La sessione finisce e veniamo invitati a lasciare posto agli altri giornalisti.

E’ difficile dare un giudizio al multiplayer nelle condizioni di prova e nella particolare modalità scelta per il nostro hands-on, di una manciata di minuti. Sicuramente il feeling è quello solito di Call of Duty: per i giocatori storici sarà sicuramente una buona notizia unitamente alla fedeltà degli armamenti delle ambientazioni e di un motore grafico che assicura un frame-rate stabile. La modalità Guerra è una interessante novità che dovrebbe aggiungere un migliore tatticismo e un gameplay lievemente più riflessivo e meno basato sul puro matchmaking acefalo. Sicuramente questa modalità viene utilizzata al meglio tra gruppi organizzati che sanno di dover impiegare un buon mix di ruoli per poter sperare di vincere. Il resto, pur nella ristrettezza di riscontri da parte nostra vista la particolarità di questo hands-on, ci sentiamo di dire che rimane in linea con le aspettative di ogni gioco della serie Call of Duty nelle mani esperte di Sledgehammer.

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L'autore

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Nato nel 72, cresciuto ad insalate di matematica e libri di cibernetica non poteva che sviluppare una naturale inclinazione verso tutto quello che è tecnologia. Ha iniziato a giocare a Radar Rat Race sul Vic-20, a International Soccer su C64 e da quel momento in poi non ha mai tradito la sua passione, passando per quasi tutte le piattaforme di gioco e finendo ancor oggi per consumare tutto il suo tempo libero tra hobby e lavoro. Sperando che prima o poi coincidano perfettamente: ci siamo quasi.

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