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img Assassin's Creed: Origins
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Assassin's Creed: Origins - provato alla Gamescom

Dopo la prova fatta all'E3, Ubisoft ci ha permesso di provare nuovamente Assassin's Creed: Origins in occasione della Gamescom, mettendoci stavolta a disposizione contenuti inediti composti da una nuova città e nuove missioni. Eccovi quindi le nostre impressioni aggiornate sul gioco!
Due mesi fa, dall'E3 di Los Angeles, vi avevamo raccontato quanto provato di Assassin's Creed: Origins, in una demo che ci permetteva di esplorare la città di Siwa ed effettuare successivamente dei combattimenti nell'Arena. Nel corso della Gamescom abbiamo ora potuto provare nuovamente il gioco, in una demo che includeva la città di Menfi e l'area circostante.

La demo iniziava con Bayek, il nuovo protagonista del gioco, in mezzo al Nilo in piedi su una piccola barca simile ad una gondola; davanti a noi svettava la città di Menfi, composta da edifici imponenti e numerose costruzioni più piccole e basse, il tutto attraversato da piccoli canali melmosi popolati da alligatori. Il tempo di raggiungere la riva (la navigazione su queste piccole imbarcazioni è semplicissima: basta guardare nella direzione desiderata premendo in avanti con lo stick sinistro, tenendo però conto dell'inerzia della barca nei cambi di direzione) che lo sviluppatore alle mie spalle mi spiega di seguire il rombo dorato sulla bussola in alto, indicante la missione principale presente in questa demo. Inizio quindi a farmi strada tra le abitazioni e la vegetazione, verificando come il sistema di corsa acrobatica sia rimasto sostanzialmente invariato rispetto al passato: basta tenere premuto il tasto A per permettere a Bayek di correre e scavalcare automaticamente qualsiasi ostacolo, mentre una volta iniziata la scalata di un edificio basta semplicemente condurre il protagonista nella direzione desiderata, premendo il pulsante qualora sia necessario fargli compiere dei piccoli balzi per raggiungere appigli più lontani. Arrivo infine al punto indicato dalla bussola, dove trovo ad aspettarmi Aya, la moglie di Bayek.

I due coniugi lavorano al servizio di Cleopatra, ed Aya spiega che la regina le ha chiesto di indagare sull'improvvisa e sospetta malattia del Toro Api, un animale riverito presso uno dei templi della città perché ritenuto essere l'incarnazione del dio Api. L'indicatore obiettivo si sposta quindi verso il tempio e mi avvio in quella direzione insieme ad Aya: questa suggerisce di usare le barche per attraversare più velocemente la città tramite i molti canali che la solcano, quindi reperita un'imbarcazione vicina ci avviamo verso la nostra destinazione. Navigare per i canali della città offre un indiscutibile spettacolo visivo, grazie all'ottimo effetto della fangosa acqua mossa del canale, la vegetazione che cresce rigogliosa sulle rive ed il resto della città che si staglia sullo sfondo. Il viaggio in barca dà anche l'occasione ai due di scambiarsi alcune parole, e dal loro dialogo capisco che è accaduto qualcosa che ha incrinato il loro rapporto separandoli, con Bayek ancora desideroso di riunirsi alla sua amata mentre lei è riluttante e maggiormente determinata a seguire la sua regina.

Dopo circa un minuto di navigazione, e dopo aver schivato l'attacco di un alligatore che ce l'aveva con noi, arriviamo ai piedi dell'imponente tempio: saliamo le scale e dopo aver attraversato alcune enormi sale raggiungiamo l'area in cui è tenuto il toro. Qui lo sviluppatore mi spiega di tenere premuto il D-pad in alto per attivare la modalità investigativa, per evidenziare eventuali oggetti da esaminare. Appaiono così delle piccole icone bianche su vari oggetti ed anche su un uomo lì vicino: per prima cosa parlo con lui, il quale mi indica dov'è la mangiatoia del toro, in una stanza ora chiusa da una porta di paglia. Sfondo la porta con la spada ed esamino l'area, scoprendo vicino al mangime i noccioli di una pesca, velenosi e letali per il toro. Sono più di uno e non può essere un incidente: il toro è stato avvelenato. Inoltre accanto ai noccioli trovo i resti di una collana simile a quelle indossate dalle sacerdotesse del tempio, come se l'avesse persa senza accorgersene. Mi reco quindi da Aya, che trovo a colloquio proprio con due sacerdotesse, e parte una sequenza animata durante la quale Bayek le smaschera accusandole dell'avvelenamento; le due confessano, spiegando però che sono state costrette da un individuo che ha preso in ostaggio il fratello di una delle due, inviandole come monito un dito mozzato.

MX Video - Assassin's Creed: Origins

E' quindi il momento di scoprire chi è questo misterioso individuo, e le due spiegano di sapere dov'è tenuto prigioniero il fratello: in una fortezza pesantemente sorvegliata non lontano. Mi separo da Aya per raggiungere il luogo, e quando sono nei paraggi lancio l'aquila di Bayek per perlustrare il forte: controllandola direttamente riesco così ad individuare numerose guardie tutt'intorno, trovando infine il fratello della sacerdotessa in un cortile sorvegliato da due guardie. Approccio quindi il forte dal lato in cui il ragazzo è custodito, arrampicandomi fino alle mura sopra il cortile. Per prima cosa mi avvicino silenziosamente ad altre guardie nei paraggi per farle fuori con degli attacchi furtivi, così che non possano disturbarmi mentre libero il ragazzo, dopo di che, tornato sul muro vicino all'ostaggio, eseguo un assassinio dall'alto ad una delle due guardie che lo stanno sorvegliando. Non faccio però in tempo a scagliarmi sulla seconda che questa dà l'allarme ed accorrono quindi altre guardie: alcune di queste sono guardie "leggere" con una sola spada, ma due hanno anche uno scudo e si rivelano degli ossi più duri.

Ci metto un po' (e diverse morti) a familiarizzare col sistema di combattimento, ma una volta appreso diventa tutto molto intuitivo: Bayek dispone di un attacco pesante ed uno leggero e della possibilità di schivare gli attacchi, oltre alla parata con il suo scudo. I nemici arrivano in gruppo e bisogna stare attenti a dosare gli attacchi con il giusto tempismo per riuscire a schivare i nemici quando necessario; quelli senza scudo si fanno fuori con una sequenza di 5-6 attacchi leggeri, mentre quelli con lo scudo richiedono un maggior lavoro di schivate ed attacco quando hanno la guardia sguarnita. Una cosa che ho notato è che Bayek era molto vulnerabile agli attacchi nonostante la missione fosse a circa metà gioco e lui fosse già al livello 23, per cui bastava prendere pochi colpi per morire. E' stato quindi essenziale cercare di far fuori tutti i nemici senza venire colpito. Il combattimento è stato sicuramente soddisfacente e mi è sembrato più dinamico che in passato, più simile ai combattimenti visti nell'Ombra di Mordor. Avrei voluto riprovare la sessione tentando un approccio completamente stealth, ma ho preferito non perdere tempo e continuare con la missione.

Dopo aver raccolto il ragazzo e portatolo all'esterno della fortezza, questo ha rivelato a Bayek che il suo rapitore era un sacerdote di Anubis al Grande Tempio, molto vicino ai collaboratori di Cleopatra: un traditore. Una lunga cut-scene vede quindi Bayek raccontare il tutto alla moglie, per poi recarsi entrambi al cospetto della regina e raccontarle il tutto. Cleopatra ovviamente decide di intervenire fermamente, e chiede di trovare ed uccidere il sacerdote traditore. A questo punto la missione si conclude ed in questa demo non è possibile continuare oltre la storia principale. Lo sviluppatore accanto a me mi spiega però che, aprendo la mappa, posso trovare alcuni indicatori di missioni secondarie: uno, posto al centro di una grande piramide poco fuori la città, indica una missione di "esplorazione di tombe", e decido di provare questa. Prima di farlo però provo a zoomare indietro la mappa scoprendo che l'area in cui mi trovo, pur molto vasta, è solo una minima parte di una mappa enorme che comprende tutta la regione dell'Egitto, non solo lungo il Nilo ma anche nelle regioni a destra e sinistra dello stesso. Il gioco promette di essere veramente molto vasto.

Imposto come destinazione la piramide, e appena uscito dalla città scopro di poter richiamare il cavallo di Bayek, utile per raggiungere più velocemente la destinazione. Non solo: è anche possibile mettere il cavallo in modalità "automatica", facendogli raggiungere autonomamente la destinazione, mentre noi siamo magari impegnati a mirare ai nemici col nostro arco. Ne approfitto per godermi il suggestivo paesaggio circostante mentre il cavallo mi porta a destinazione.

Giunto alla piramide mi infilo in un'apertura a qualche metro d'altezza, iniziando ad esplorarne gli interni. Inizia così una vera e propria sezione di "tomb raiding" che mi vede utilizzare torce e per illuminare l'area, spostare massi, agire su leve e risolvere enigmi per avanzare all'interno delle strutture della piramide. Alcuni enigmi prevedevano di lavorare con un sistema di bilancieri aggiungendo o sottraendo pesi per porli nella posizione desiderata per continuare l'esplorazione, ed alla fine raggiungo la stanza principale ricca di tesori ed oro da saccheggiare. Un indicatore mi rivela che ho completato la tomba, ed esco all'esterno. Chiedo allo sviluppatore se ho tempo per fare anche un'altra missione secondaria, ma questo mi dice che sono ormai rimasti pochi minuti: mi spiega però che nel tempo rimanente posso provare ad arrampicarmi in cima alla piramide. Inizio quindi a scalarla sulla parete esterna, cercando di trovare la strada corretta tra delle fratture nei massi alle quali aggrapparmi, ed arrivo in cima godendomi così lo splendido paesaggio circostante. Alcune di queste piramidi saranno usate anche come punti di sincronizzazione per rivelare parti della mappa.

Concludo la demo positivamente impressionato. Assassin's Creed: Origins sembra avere tutte le carte in regola per soddisfare gli amanti della serie: una storia intrigante, delle splendide ambientazioni, un sistema di combattimento riveduto e più dinamico, ed anche la parte relativa all'esplorazione delle tombe è molto soddisfacente riportando alla mente analoghe sezioni di precedenti titoli della serie. Graficamente la nuova ambientazione rende molto bene, alternandosi tra aree più fangose e rurali ed i lucidi e colorati marmi dei templi e palazzi regali; i volti, da sempre tallone d'achille della serie, non sembrano essere particolarmente migliorati rispetto al passato ma in generale la resa visiva è sicuramente ottima. Non sarà probabilmente il titolo che convincerà i detrattori della saga degli Assassini, ma credo possa avere le carte giuste per riattrarre a sé chi si era allontanato dopo gli ultimi titoli meno convincenti. Ora non ci resta che attenderne l'uscita, il 27 ottobre, per una disamina completa del gioco finale. Continuate a seguirci!

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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