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img Ghost of a Tale

Ghost of a Tale - provato in Game Preview

A tre anni dall'annuncio e dopo essere comparso praticamente in tutte le nostre "indie wish list" degli ultimi anni, l'avventura stealth Ghost of a Tale è finalmente arrivata sulle nostre console in Game Preview: scopriamo insieme se questa prima versione del gioco sia riuscita a ripagare tanta attesa, meritandosi l'investimento in early access da parte dei giocatori.
Ghost of a Tale è finalmente disponibile in Game Preview; cosa significa questo? Per prima cosa, che il gioco non è completo: è ancora in fase di sviluppo, può presentare diversi bug e contiene circa il 40% delle aree, missioni ed attività che troveremo poi nel gioco finale. Chi lo acquista lo fa quindi per interesse nel progetto, per finanziare gli sviluppatori ed aiutarli nello sviluppo segnalando nel forum ufficiale qualsiasi problema o anche dando suggerimenti per migliorare il titolo in generale, con la consapevolezza che, una volta che il gioco raggiungerà la versione definitiva, verrà aggiornato automaticamente senza sovrapprezzi anche qualora la versione finale dovesse costare di più di quella in Game Preview.

Fatta questa doverosa premessa, vediamo ora di cosa si tratta. Ghost of a Tale è alla base uno stealth game, ma di tipo piuttosto diverso da quelli ai quali siamo abituati. Il protagonista è un topolino menestrello di nome Tilo che troviamo all'inizio del gioco intrappolato in una prigione per atti di sedizione, e dovrà cercare di sfuggire dal labirintico carcere senza farsi prendere dalle guardie, degli enormi e pericolosi ratti. Tilo non è un guerriero, quindi non ha alcun'arma né dote combattiva a sua disposizione: può però contare sulle sue ridotte dimensioni e sulla sua agilità da topolino per nascondersi e sfuggire agli enormi e più lenti ratti, esattamente come i veri topolini possono sfuggire a predatori o esseri umani che cercano di acchiapparli. Ed è per questo che ho definito quelle di Ghost of a Tale delle meccaniche stealth diverse dal solito: il nasconderci dai nemici (entrando in barili, mobili e altri nascondigli) ricopre un ruolo importante nel gameplay, ma anche la fuga fine a sé stessa è importantissima. Quando incontriamo una guardia-ratto di ronda, infatti, il primo istinto potrebbe essere quello di trovare subito un nascondiglio per aspettare che questa ci superi, ma un'opzione altrettanto valida è quella di farci scoprire e correre all'impazzata sgattaiolando per continuare verso la nostra destinazione ed eventualmente nasconderci per seminare l'inseguitore o gli inseguitori, qualora nel frattempo siano divenuti più di uno. Una volta allertati, infatti, i rattoni inizieranno a cercarci finché, non trovandoci, desisteranno tornando alle loro ronde. Questa tecnica è utile anche per attrarre le guardie lontano da un luogo in cui vogliamo intrufolarci, ma attenzione perché Tilo non ha una resistenza infinita e la corsa finirà per stancarlo, facendolo rallentare ed esponendolo alle mazzate dei toponi capaci di azzerargli la salute con pochi colpi, a seconda del vestiario indossato.

E qui introduciamo un altro importante elemento del gameplay di Ghost of a Tale: i costumi. Nel gioco disponiamo, oltre che di un inventario dove posizionare oggetti e cibo (per recuperare la salute) da utilizzare alla bisogna, anche di un vero sistema di statistiche che regolano salute, resistenza, percezione, silenziosità e così via del nostro coraggioso topolino, il tutto potenziabile utilizzando un sistema di costumi reperibili nel mondo di gioco. In questa prima versione del titolo sono presenti i set di costumi da Pirata, Ladro, Ranger e Cavaliere, ognuno dei quali composto da diverse parti: testa, busto, guanti, gambe, piedi. Gli elementi di ogni set ci offrono degli incrementi a specifici attributi, ad esempio quello del Ladro ci rende più silenziosi e meno rilevabili dalle guardie, mentre il Ranger ha una maggior resistenza. E' possibile mixare tra di loro gli elementi di costumi diversi, ad esempio indossando il cappello da pirata e la casacca da ranger, ma ovviamente indossando tutti gli elementi di uno stesso costume - dopo averli trovati individualmente - ci permette di massimizzare i bonus di quel costume specifico. Indossare un intero costume produce inoltre un altro effetto: ci permette di mascherarci completamente da ladro (in questo caso il costume è quello di un leggendario ladro del mondo di gioco) o completamente da pirata e così via, cosa che cambierà i dialoghi con i personaggi ed avrà effetto anche su alcune quest.

MX Video - Ghost of a Tale

Ma com'è strutturato il tutto? Il gioco ci vede iniziare la nostra avventura chiusi nella nostra cella, per scoprire subito dopo che, nel rancio del giorno, c'è nascosta una chiave che ci aiuterà a fuggire, accompagnata da un messaggio di un misterioso benefattore che vuole darci una mano. Una volta usciti dalla cella di Tilo, scopriamo che l'intera prigione è rappresentata da un nugolo di corridoi ed aree completamente esplorabili, ma molte porte e celle risultano chiuse da chiavi o meccanismi. Dobbiamo così iniziare ad esplorare il posto, sfuggendo alle guardie e parlando con vari prigionieri, reperendo le chiavi delle celle che ci serviranno per completare alcune missioni ed arrivare all'uscita della prigione stessa. Per aiutarci in questo possiamo utilizzare diversi oggetti: ad esempio ci sono delle aree oscure - catacombe e fogne - che non sono esplorabili se non troviamo prima delle candele o una lanterna (entrambe consumabili, quindi da rifornire con nuove candele o olio per la lanterna) per illuminare il cammino, mentre possiamo raccogliere bastoni di legno da tirare per attrarre le guardie in punti specifici o anche attivare meccanismi a distanza.

Una volta usciti dalla prigione, però, scopriamo che quella era solo l'inizio della nostra avventura, perché ci ritroveremo in un enorme forte su di un'isola, con tanto di piani multipli, mura di cinta, orticelli e così via, del quale la prigione era solo una piccola parte. E via quindi ad esplorare, parlando con i pochi personaggi non ostili per ottenere missioni sia primarie che secondarie e cercare di sfuggire all'isola. Incontreremo ad esempio un avido fabbro che, al costo di varie quantità di monete d'oro (anch'esse reperibili in giro per la mappa) è disposto a metterci in direzione degli oggetti che stiamo cercando o marcarcene la posizione sulle mappe delle varie aree (anche queste da trovare prima di poterle usare). Oppure possiamo incappare due ladri topini prigionieri che, come ricompensa per delle missioni che ci affideranno, ci insegneranno nuove abilità come la capacità di saltare da grandi altezze senza farci male o quella di "visualizzare" la posizione dei nemici anche attraverso i muri.

Questa prima versione del gioco è costituita da diverse aree molto ampie, tutte ricche di segreti da scovare; la prigione, il cortile del forte, le aree superiori ed esterne dello stesso e le pericolosissime fogne. Il tutto è governato da un ciclo giorno/notte che vede i personaggi cambiare la loro routine a seconda degli orari, e l'intero mondo di gioco è accompagnato da un'accuratissima lore accessibile tramite note testuali nei menu. E' evidente come gli sviluppatori (ma dovrei dire lo sviluppatore, visto che quasi tutto è realizzato da un'unica persona, l'ex-animatore DreamWorks Lionel "Seith" Gallat, aiutato da pochi altri) abbiano messo una gran cura nella creazione del mondo di gioco non solo dal punto di vista artistico ma anche per quanto riguarda la lore e le informazione di background.

Per quanto riguarda la grafica, trovo che quella di Ghost of a Tale sia di ottima qualità per un'opera indipendente come questa: gli ambienti sono tutti ricchi di dettagli ed il team è riuscito ad ottenere dal motore Unity delle visuali estremamente realistiche grazie ad un ottimo utilizzo dell'illuminazione dinamica, che soprattutto nelle aree all'aperto e ricche di vegetazione riesce a dare il meglio di sé. Non è certo una grafica all'altezza delle produzioni tripla-A più blasonate, ma è comunque sorprendente ed estremamente piacevole, con alcuni scorci senza dubbio splendidi anche se in alcune aree l'illuminazione andrebbe rivista per renderle più visibili. Molto bello anche il design dei personaggi, che sembra essere una via di mezzo tra il fumetto americano Mouse Guard ed i pupazzi più adulti ed oscuri di Jim Henson (quello dei Muppets ma anche di Labyrinth e The Dark Crystal, per interderci). Il gioco mostra maggiormente il suo lato a basso budget, invece, nella totale assenza di cut-scene e sequenze d'intermezzo: i dialoghi sono tutti narrati in forma testuale tramite delle grandi finestre a tutto schermo, e se durante questi dialoghi i personaggi compiono delle azioni particolari, queste vengono narrate in testo senza mostrarci l'animazione relativa.

Sul fronte tecnico il gioco brilla inoltre per i caricamenti velocissimi: al primo avvio ci mette un po' a caricare tutto il mondo di gioco, ma una volta che questo è fatto i tempi d'attesa tra morte e caricamento dell'ultimo salvataggio sono quasi istantanei richiedendo un'attesa di pochissimi secondi; un risultato eccellente che spesso neanche le produzioni più importanti riescono a raggiungere. Chiaramente vista la natura "early access" del gioco, non è infrequente incontrare bug, crash e imperfezioni, ma fortunatamente gli sviluppatori sono molto attivi, prendono in considerazione tutte le segnalazioni della community e aggiornano spesso il titolo per risolvere i vari problemi. Ad esempio, ad una settimana dall'uscita in Game Preview, è già uscito un update che sistema molti problemi e migliora ulteriormente la grafica.

Tra missioni principali, secondarie e ricerca di costumi ed oggetti vari, i contenuti di questa prima versione del gioco si esauriscono in circa 6 ore, un ottimo risultato che ci fa pensare che, una volta che il tutto sarà completo, potremmo arrivare anche sulle 15 ore: non male per un titolo da 19,99 Euro. Questa prima parte si conclude comunque in maniera molto coerente, con Tilo che si prepara ad affrontare una nuova enorme area, le Catacombe, che verrà aggiunta in seguito. Prima di questa, però, l'autore ha spiegato che saranno introdotte altre aree secondarie che andranno a completare la mappa del forte, infatti esplorandolo potrete notare che in questa versione ci sono ancora delle porte sbarrate e non accessibili.

Prima di decidere se prendere il gioco in Game Preview, però, è bene che sappiate che, seppur la versione finale sarà completamente localizzata in italiano (nei testi, perché non esistono dialoghi parlati), per ora non lo è ancora e c'è molto testo da leggere. Quindi se non siete a vostro agio con l'inglese scritto, difficilmente riuscirete a capire cosa fare: ad esempio se qualcuno vi dice che dovete rubare un oggetto ad una guardia sui battlements, se non sapete che questi sono i merli del muro di cinta difficilmente riuscirete ad individuare la guardia da derubare.

In conclusione, questa prima versione di Ghost of a Tale è risultata essere pienamente soddisfacente, offrendo una bella avventura stealth che esce dai canoni del genere unendo elementi RPG a meccaniche più originali e ponendo grande enfasi sia sull'elemento esplorativo (le mappe sono volutamente poco dettagliate per spingere il giocatore ad esplorare e ricordare la posizione della varie aree) che su una profonda lore fatta di personaggi stravaganti e basata su un universo narrativo affascinante. Se amate l'avventura ed i giochi che vi danno piena libertà d'azione, potrebbe sicuramente fare al caso vostro, purché non abbiate problemi nella comprensione dell'inglese scritto. In caso contrario, suggerirei di attendere la versione finale localizzata in italiano, sperando però che non salga poi di prezzo.

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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