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PES 2018
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PES 2018 - prova sul campo

Quando comincia l’estate e tutti i campionati europei terminano, ecco che il calcio videoludico incomincia a scaldarsi per la nuova stagione. E come sempre uno dei due protagonisti del prossimo derby calcistico sarà PES 2018, che recentemente Konami ci ha permesso di provare con mano. Eccovi allora le nostre impressioni!
Come ormai d'abitudine da molti anni, anche quest'estate Digital Bros ci ha invitati presso i suoi studi milanesi per vedere e mettere alla prova PES 2018; all'appuntamento abbiamo trovato ad accoglierci Key Masuda e Adam Bhatti, rispettivamente Assistant Producer e Global Product & Brand Manager di PES 2018, ed Akane Oyagi che, oltre a far parte del Development Team Konami, si è gentilmente prestata come traduttrice dal giapponese per la presentazione del gioco. La build che ci è stata mostrata e fatta provare era la stessa presente all'E3.

PES 2018 vuole essere il punto di svolta per Konami per riuscire a risalire la china e recuperare lo svantaggio accumulato negli ultimi anni rispetto all'agguerrita concorrenza di EA; Masuda ci spiega che, per far ciò, il Team di sviluppo è al lavoro da tre anni con l’obiettivo di ottenere il miglior prodotto Konami, dal punto di vista qualitativo, degli ultimi 10 anni. Ed allora ha un senso il fatto che, per lanciare la versione che mira a rendere di nuovo grande Pro Evolution Soccer, sia stata coinvolta un’immagine sportiva vincente e potente come quella di Usain Bolt che, tra l’altro, avrà nel suo futuro un ruolo da calciatore professionista; il razzo giamaicano sarà infatti incluso nei preordini del gioco e farà parte della modalità MyClub. Ma, nonostante la grande fama di Bolt, per gli esigenti fan questo non può certo bastare ed ecco allora trovato l’accordo per la presenza in PES 2018 di Diego Armando Maradona ed altre leggende che verranno svelate via via, a partire dalla prossima Gamescom.

Dopo questa introduzione, Masuda è passato poi a parlare del gameplay soffermandosi sull’idea che sta alla base del progetto PES 2018: ridurre il ritmo di gioco. Attorno al ritmo si sono infatti concentrati gli sviluppatori per ridefinire il gameplay di PES 2018, abbassando la velocità per riuscire a migliorare il controllo della palla e di tutti i movimenti per gestirne il possesso. Sono inoltre stati ridisegnati i movimenti base dei giocatori ed introdotte delle migliorie fisiche per permettere ai calciatori meno prestanti di controllare intelligentemente la palla durante i contrasti con avversari più forti. Sono stati aggiunti nuovi movimenti di parti del corpo come petto, stomaco e cosce per consentire nuove modalità di gestione della palla, e questo varrà anche per il portiere che con i nuovi movimenti potrà gestire più naturalmente la sfera sia in fase di presa che di rimessa. Ovviamente per far ciò si è dovuto intervenire anche ottimizzando la fisica della palla per migliorarne la risposta sul corpo e sul terreno, il tutto in funzione della gestione della velocità in partita. Un altro importante cambiamento del gameplay presentatoci riguarda poi i calci da fermo: sono scomparse le indicazioni a freccia tipiche di PES a favore di una libertà nella gestione della videocamera che ci consentirà di trovare la miglior posizione per il tiro.

MX Video - PES 2018

Ovviamente non possono mancare anche i miglioramenti sul realismo visivo di gioco e giocatori. Grazie a nuove e più elaborate scansioni dei giocatori reali, sono state ridisegnate completamente le loro animazioni in movimento e le loro espressioni facciali. Così come, grazie anche ad accordi speciali con il Barcellona ed altre squadre, gli stadi, gli spogliatoi e le reazioni degli spettatori hanno ricevuto un lifting totale. Non ultimo, l’HUD delle informazioni visibili a schermo è stato ridisegnato ed ora è in grado di mostrarci nuovi elementi come le statistiche dei giocatori che adesso sono associate direttamente alle loro immagini.

Prima di lasciarci alla prova del gioco il producer ha infine accennato alle nuove modalità in multiplayer cooperativo che verranno introdotte con PES 2018: 3v3, 2v2 e 3vCPU. Detto questo, non mi faccio pregare e conquisto con un collega giornalista una postazione per cominciare la sfida. La demo che, come detto, è la stessa presentata all’E3, era una build molto ridotta e giustamente d’impronta internazionale: abbiamo potuto scegliere tra soli quattro stadi e altrettante squadre. Siamo partiti con il Borussia Dortmund contro Atletico Madrid; prima del calcio d'inizio abbiamo avuto la possibilità di lasciare la configurazione base o inoltrarci in modifiche della formazione di gioco, dov'era possibile spostare facilmente a video la disposizione sul campo dei giocatori per privilegiare le caratteristiche offensive o difensive della squadra, per poi vederne l’efficienza tramite un grafico. Non ho toccato altre configurazioni lasciando così libero il sistema di mandare suggerimenti a video tra una fase della partita e l’altra. Le immagini introduttive pre-partita non erano particolarmente stupefacenti, ma si trattava pur sempre di una versione ancora lontana dalla fase Gold.

Iniziata quindi la partita sembrava mancare qualcosa, ed in effetti non era presente ad accompagnarci la voce del commentatore, altra feature non ancora inserita nel gioco. Sono bastati pochi passaggi ed è subito emersa la novità principale del gioco, tanto decantata durante la presentazione: il ritmo è risultato assolutamente più basso delle precedenti versioni di PES e del suo eterno concorrente, e frenesia e velocità hanno lasciato il posto al tempo per programmare al meglio le mosse da compiere sia in attacco che in difesa.

E allora giù a provare il rinnovato gameplay testando le combo pulsanti-levetta per lanciarci in un paio di colpi “Full Body Touch” che ci permettono di usare parti del corpo per controllare la palla. Non è facile ma, dopo qualche tentativo fallito, l'effetto risulta assolutamente realistico, così come anche i movimenti dei giocatori senza palla inattiva risultano più fluidi e naturali. Avere più tempo per preparare e gestire il proprio gioco sembra aver giovato molto al titolo. Parte il secondo tempo, e via a provare anche i nuovi controlli per i tiri da fermo, che sono risultati essere molto efficaci: soprattutto, una volta calciato, è facile ottenere precisi cambi direzionali della palla usando con astuzia lo stick analogico sinistro. Più il tempo scorre, più si percepisce in generale un maggiore senso di fisicità dinamica che non fa che giovare alla partita: le azioni sono veramente più reali e soprattutto frutto di calcoli di chi è al controller. Anche per quanto riguarda il pubblico sembra decisamente che le reazioni della folla alle azioni dei giocatori siano state migliorate per dare un effetto più naturale e fedele.

Nonostante questa prova del gioco fosse su una demo povera di contenuti e ancora lontana dalla versione finale, l'impressione che ci ha fatto è stata che Konami ce la stia mettendo tutta per includere tutte le modifiche volute dai fan e, contemporaneamente, costruire le fondamenta del gioco in modo da attrarre i nuovi appassionati. Una dimostrazione del loro impegno nel voler raccogliere il massimo dei feedback e suggerimenti è la prossima Open Beta di PES 2018 che si terrà dal 20 al 31 luglio, quando tutti potranno provare online PES 2018 nella modalità 3v3. Ad oggi è prematuro immaginare quanto gap sarà recuperato alla fine da PES sul suo concorrente, ma possiamo sicuramente affermare che ciò che abbiamo provato marcava dei decisi passi nella giusta direzione. Vi ricordiamo che PES 2018 arriverà nei negozi fisici e digitali il 14 settembre.

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L'autore

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Amante degli animali, tecnologo, videogiocatore da sempre, passa dai Laboratori di Ricerca in Biologia Molecolare alle Multinazionali IT Americane nei gloriosi anni ‘90. La giornata perfetta: un paio di Martini molto secchi, Frank Zappa nelle orecchie, 3-4 ore divise tra Doom e Half-Life e al fianco la sua "ferocissima" bassottina a pelo duro.

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