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ReCore - visto alla Gamescom

Nonostante manchino ormai poco meno di tre settimane all'uscita del gioco ancora si sa poco dei meccanismi alla base di ReCore, al di là di quanto visto nei vari video finora. Alla Gamescom ci siamo quindi seduti con Keiji Inafune e Joseph Staten per capirne un po' di più: ecco cosa abbiamo scoperto.
Dopo averci accolti nella piccola saletta della Gamescom adibita alle dimostrazioni a porte chiuse di ReCore, il direttore dello sviluppo Keiji Inafune (Mega Man, Dead Rising, Lost Planet) e lo scrittore Joseph Staten (noto ai più per le cinematiche dei primi tre Halo) hanno iniziato a raccontarci le premesse del gioco: ci troviamo in un remoto futuro, sul pianeta Far Eden colonizzato dall'uomo. All'inizio della colonizzazione gli umani erano arrivati sul pianeta con uno stuolo di robot, denominati "CoreBot", il cui ruolo era occuparsi di tutti i compiti pesanti per l'insediamento delle colonie: costruzione degli edifici, coltivazione, manutenzione e così via, lasciando agli uomini un ruolo semplicemente direttivo. Tutto andava alla grande, ma qualcosa è andato storto ed il mondo è ora praticamente deserto, abitato solo dai CoreBot che, per motivi inizialmente ignoti, sono diventati malvagi attaccando ogni essere umano.

Nel gioco impersoniamo Joule Adams, apparentemente l'unica superstite umana su Far Eden, impegnata sia a debellare la minaccia dei robot malvagi che a indagare sull'accaduto. Staten ci spiega che all'inizio del gioco Joule si sveglierà dopo molti anni di crio-sonno solo per scoprire che tutti gli esseri umani sono spariti e che i robot non sono più collaborativi come un tempo. Joule non è però sola: subito dopo essersi svegliata trova un CoreBot ancora "buono", il canide Mack, con il quale inizia ad esplorare il pianeta imbattendosi anche in altri robot buoni che si uniranno a loro. Per ora oltre a Mack ne sono stati rivelati solo altri due: Duncan, dall'aspetto di un gorilla, e Seth, simile ad un ragno meccanico troppo cresciuto. Come potete immaginare dai loro aspetti, ognuno di questi robot ha utilizzi, abilità e comportamenti diversi, ed Inafune ha spiegato che nel corso dell'avventura ne scopriremo anche di altri.

Con i suoi compagni meccanici Joule inizierà un viaggio per scoprire cos'è accaduto prima che si svegliasse e che fine ha fatto l'umanità, ma anche per trovare il padre scomparso. Dopo questa premessa, i due sviluppatori iniziano una sessione dimostrativa che, ci spiega Staten, è ambientata a circa un'ora dall'inizio della storia, quando Joule ha già trovato i primi tre amici meccanici. La demo inizia con una cut-scene: la protagonista ha appena scoperto il Crawler, una enorme base semovente che utilizzerà nel corso del gioco per spostarsi tra le varie macro-aree del pianeta. Sul mezzo Joule trova una video-registrazione del padre, che era a capo del progetto di colonizzazione di Far Eden, il quale dice che è tutto perduto e che quanto accaduto è tutta colpa sua, chiedendo scusa per l'accaduto. La ragazza è ovviamente scossa, ma questo non fa che aumentare la sua determinazione nella ricerca del padre e della verità sull'accaduto.

MX Video - ReCore

Con questa cut-scene si concludeva la parte della dimostrazione dedicata alla storia del gioco, ed arriva quindi il momento di apprendere di più delle meccaniche di gameplay e gestione dei CoreBot. Mentre Staten inizia a muovere Joule negli ambienti del Crawler, Inafune ci spiega che l'enorme mezzo ha un ruolo molto importante nell'economia del gioco: la modifica ed il potenziamento dei robot. Ci mostra quindi il laboratorio della base mobile, che ospita un tavolo da lavoro col quale possiamo intervenire sui nostri compagni meccanici. Una volta acceduto al tavolo si apre un menu dal quale possiamo prima scegliere su quale CoreBot operare; sono visibili i tre già menzionati, ma sono presenti altri slot liberi nei quali si collocheranno quelli trovati successivamente. Una volta selezionato il bot, il menu ci permette di scegliere quale parte del corpo modificare/potenziare: è possibile cambiare tutti i pezzi di ogni CoreBot, testa compresa, andandone quindi a modificare drasticamente l'aspetto ma anche migliorandone le abilità. Per fare questo sono però necessarie due cose: i materiali di costruzione, guadagnabili sul campo esplorando e distruggendo i nemici, ed i progetti delle varie parti del corpo, ottenibili anch'essi tramite l'esplorazione o in fasi specifiche della storia. Staten ha mostrato alcune delle combinazioni possibili sul cane Mack, arrivando addirittura a cambiargli la testa con quella di un minaccioso corvo metallico (ci spiega che il progetto di quella parte specifica ci verrà consegnato da un personaggio durante la storia, rivelando quindi che Joule incontrerà altri umani sopravvissuti) cambiandone poi le gambe e le parti del corpo. La forma di base di un CoreBot deve rimanere sempre la stessa, quindi ad esempio Mack non può trasformarsi in un bipede o in un uccello, ma ci sono moltissime possibilità di modifica come ad esempio la possibilità di cambiare le zampe aracnidi di Seth con dei più veloci cingolati. Le modifiche non sono solo estetiche: ogni parte va ad influire sulle statistiche di attacco, difesa e "raffreddamento" dei bot, e mettendone di sempre più potenti si influisce quindi sulla loro efficacia in battaglia.

C'è infine un'ultima parte del corpo dei robot che è possibile potenziare: il Core, ossia il loro nucleo energetico rappresentato da una sfera piena di energia pulsante. Questo non è personalizzabile, ma si possono usare i Core dei robot nemici nemici per potenziarlo sempre di più, aumentando di conseguenza le statistiche del robot.

Prima di passare ai combattimenti, Inafune spiega che quando abbandoniamo il Crawler per esplorare il mondo di gioco, possiamo scegliere solo due CoreBot da portare tra noi tra quelli disponibili, e se poi vorremo cambiarli dovremo tornare sul mezzo. Questa scelta influirà sui combattimenti, non solo per via delle abilità dei bot ma anche per via del colore dei loro Core: nel gioco è infatti possibile incontrare nemici con Core di tre diversi colori (rosso, blu, giallo), ed i bot che hanno il loro stesso colore saranno più efficaci nell'aiutarci a fronteggiarli. Inoltre, come già noto, la struttura di ReCore è quella tipica dei metroidvania, con una mappa vasta fatta di tante location interconnesse tra loro, e come da manuale del genere le abilità dei vari CoreBot potranno aiutarci a raggiungere aree prima inaccessibili. Ad esempio lo scimmione Duncan è molto forte e può distruggere delle barriere o casse che ci sbarrano la strada, mentre Seth può arrampicarsi in verticale aiutandoci a raggiungere zone in alto. Quindi la scelta dei bot influenzerà anche il tipo di esplorazione ed opportunità che avremo nei livelli, e una volta trovato un qualche passaggio bloccato potremmo voler tornare sul Crawler per prendere il bot in grado di sbloccarlo.

E' ora il momento di passare alle meccaniche di combattimento: invece dei soliti livelli al chiuso visti in molti gameplay del gioco, i due sviluppatori ci mostrano stavolta una splendida area all'aperto: è il livello di Granite Steps, caratterizzato da una distesa di sabbia dalla conformazione irregolare e disseminato da massi, alti picchi e pareti rocciose. Sarò sincero: vedendo questo livello è la prima volta che, osservando ReCore, ho mentalmente esclamato un sincero "wow!". Il livello appariva davvero bello, con un'ottima illuminazione a gestire il sole che bagnava l'intera area, ed anche Joule ed i suoi compagni visti così all'aperto risultavano molto più belli, vividi e con un'ottima resa visiva delle loro armature. Il tutto girava su PC a 4K, ma ovviamente la speranza è che anche su Xbox One potremo godere di un simile impatto visivo. Spero anche che quello non fosse un caso isolato, e che il gioco saprà regalarci altri scenari di questo tipo.

Ma bando alle ciance, è l'ora dei combattimenti: questa parte della dimostrazione non era mirata a mostrare la difficoltà o la varietà dei nemici, quanto piuttosto le diverse opzioni a nostra disposizione nei combattimenti. Joule dispone di base di un'arma automatica capace di infliggere una buona dose di danni ai nemici, ma può anche cambiare il colore dei proiettili per infliggere più danni ai nemici che hanno i Core dello stesso colore. Arrivano subito tre nemici, due di tipo aracnide ed uno bipede, e Staten inizia quindi a fargli girare intorno Joule eseguendo veloci scatti e salti con jetpack, lockandoli e iniziando a colpirli, facendoci notare un indicatore di combo che aumentava man mano. Questo è fondamentale per la raccolta dei punti esperienza, che servirà poi per sbloccare diverse possibilità che non sono state però approfondite.

Staten ha distrutto due nemici mostrandoci come questi rilasciavano delle parti meccaniche raccolte automaticamente da Joule, utili poi per modificare e potenziare i nostri CoreBot, ma c'è un'altra alternativa questo. Con l'ultimo nemico rimasto in piedi, ha iniziato a bersagliarlo finché non ha iniziato a barcollare entrando in uno stato di stordimento: a questo punto, invece di finirlo come fatto con gli altri, lo sviluppatore ha utilizzato una sorta di cavo rampino per agganciare il core del nemico e strattonarlo con forza, rimuovendolo e attirandolo a sé. Risultato: il nemico è distrutto, ma invece di aver recuperato delle parti meccaniche abbiamo guadagnato energia da utilizzare per il potenziamento dei Core dei nostri bot. Durante i combattimenti starà quindi a noi decidere come uccidere i nemci, in base a quale risorsa ci serve di più.

Per quanto riguarda il ruolo in combattimento dei nostri CoreBot, invece, come avevo detto possiamo portarne con noi due, ma è possibile impiegarli in battaglia solo uno alla volta, anche se è possibile switchare velocemente tra l'uno e l'altro con la sola pressione di un tasto. Questi ci aiutano automaticamente in combattimento senza infliggere però troppi danni, ma possiamo ordinargli di sferrare un attacco speciale estremamente letale, che una volta usato però ha un periodo di raffreddamento più o meno lungo durante il quale non può più essere usato.

La dimostrazione volge al termine e rimangono due cose da mostrarci: sul campo irrompe un gigantesco vermone volante che appare composto da enormi sfere Core concatenate una all'altra, e dopo che Joule l'ha velocemente distrutto questo ha rilasciato a terra una nuova risorsa chiamata "Prismatic Core". Questa, ci spiega Inafune, viene utilizzata per aprire determinate porte nei livelli di gioco, quindi per passare ad alcune aree dovremo aver raccolto una quantità sufficiente di questa risorsa. Una volta sconfitto il nemico volante, Staten si avvicina infine ad un alto picco di roccia e ordina al ragnone Seth di arrampicarvisi puntando ad una sorta di passerella metallica verticale che sale lungo la roccia. Il robottino esegue, e Joule vi si aggrappa prontamente fino a farsi portare in cima al picco, dimostrandoci come il gioco avrà anche una buona dose di esplorazione verticale. Da qui possiamo godere di una splendida panoramica sul paesaggio deserto, e la dimostrazione si conclude così.

Lascio la dimostrazione estremamente soddisfatto e colpito: quello che fino a mezz'ora prima ritenevo essere un gioco tutto sommato nella media, senza grandi pregi, si è rivelato invece un titolo ricco di meccaniche interessanti, visivamente ottimo e apparentemente molto divertente da giocare. Insomma, da gioco che "forse lo recupero quando ho tempo", è diventato un titolo che non vorrei farmi sfuggire al lancio, ed il prezzo di 40 Euro sicuramente aiuta in questo. Ovviamente spero che queste buone impressioni vengano confermate nel gioco finale, ma per scoprire ciò dovrete attendere la nostra recensione in arrivo fra tre settimane!

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L'autore

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Classe '72, dall'animo geek e appassionato da sempre di videogiochi e informatica, nel 2002 è cofondatore di MX. Il sito parte per gioco ma diventa una parte sempre più importante della sua vita insieme a lavoro, famiglia e troppi altri interessi: questo lo costringe a rimandare continuamente i suoi piani di dominio sul mondo.

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