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Mafia III - visto alla Gamescom

Durante la recente Gamescom Take-Two Interactive ci ha gentilmente invitati ad assistere ad una lunga dimostrazione di Mafia III in compagnia di alcuni membri del team di sviluppo. Eccovi le nostre impressioni direttamente dalle affollate strade di New Bordeaux!
Devo ammetterlo. Entrare nella sala allestita da Take-Two Interactive a Colonia è stato come fare una balzo nel passato dal presente al lontano 1968, anno in cui sarà ambientato il terzo capitolo della serie Mafia sviluppato da Hangar 13. Ogni elemento presente nello stand, dai tappeti ai telefoni d’epoca, riportava alla memoria le ambientazioni tipiche di quel periodo con l’obiettivo di far “respirare” ai presenti, troppo giovani per aver vissuto quegli anni, le leggendarie atmosfere americane viste ed apprezzate in numerose occasioni. A fare gli onori di casa durante la presentazione è Henry Wilson, Executive Producer di Mafia III, che prima di lasciarci nelle sapienti mani dei suoi collaboratori ci mostra nuovamente uno degli ultimi trailer pubblicati, per poi soffermarsi sul lavoro svolto dagli sviluppatori per ricreare un’ambientazione in tutto e per tutto fedele alla realtà.

Che New Bordeaux sia fortemente ispirata a New Orleans da un punto di vista architettonico e culturale non è un mistero, ed i filmati rilasciati nel corso del tempo hanno già dimostrato ampiamente le potenzialità del titolo da questo punto di vista. Rendere viva e credibile una città all’interno di un videogioco è però un’impresa differente, che Hangar 13 ha deciso di affrontare suddividendo la metropoli in 10 distretti di dimensioni variabili, tutti dotati di caratteristiche ben precise. Si parte dalle zone periferiche, abitate per lo più da famiglie di immigrati ispanici ed italiani, per arrivare alle ricche zone centrali, dove risiedono le persone più influenti della città. Nel mezzo troviamo il quartiere portuale, una zona industriale e una manciata di altri distretti, tutti magistralmente riprodotti in-game. A conti fatti non si tratta di un approccio particolarmente innovativo ma fidatevi: vedere Lincoln Clay, il protagonista del gioco, attraversare al tramonto la zona paludosa di Bayou a bordo di un motoscafo e raggiungere la città proprio mentre Henry Wilson illustrava le caratteristiche di ogni area, mi ha subito dimostrato che per stupire non sempre serve stravolgere la carte in tavola.

MX Video - Mafia III

Superata questa fase introduttiva abbiamo potuto assistere ad una dimostrazione in tempo reale giocata per noi proprio dai ragazzi di Hangar 13, che vedeva Lincoln sulle tracce di Tony Derazio, un politico locale corrotto e avvezzo all’uso della violenza. Derazio è uno dei boss della famiglia criminale dei Marcano, gli stessi che hanno trucidato la famiglia adottiva del protagonista, e per loro gestisce una serie di traffici illeciti. Quando uno di questi “rapporti commerciali” degenera, Derazio uccide a sangue freddo il proprietario di un negozio davanti ad uno dei suoi dipendenti, a cui rivela in modo un po’ incauto di alloggiare al Royal Hotel, un lussuoso albergo situato nel ricco distretto di Downtown. Qui entra in scena Lincoln che, dopo essere entrato in possesso di questa informazione, decide di sfruttarla per colpire duramente la famiglia Marcano.

Dato che Mafia III, almeno nelle intenzioni, dovrebbe garantire una grande libertà di interpretazione ai giocatori, Henry Wilson propone ai presenti di votare per decidere se adottare un approccio stealth, entrando nell’hotel dal parcheggio sotterraneo per raggiungere in modo discreto la stanza dove alloggia Derazio, o un approccio più aggressivo, che prevede un assalto frontale ad armi spianate. Quasi tutti i presenti, incluso il sottoscritto, danno la loro preferenza alla prima opzione e la missione può finalmente prendere il via. Lincoln è in strada e sta comunicando telefonicamente le sue intenzioni ad un interlocutore non ben identificato. Dopo pochi istanti sul lato opposto della carreggiata si parcheggia un anonimo furgoncino da cui il protagonista recupera tutto il necessario per sopravvivere a ciò che lo aspetta, prima di recarsi nel luogo dove pare sia custodita l’auto di Derazio. Alcuni brutti ceffi sorvegliano l’area e gli sviluppatori sono costretti ad avanzare lentamente tra i ripari per eliminarli uno ad uno, sfruttando in modo alternato la forza bruta di Lincoln e una letale pistola silenziata recuperata proprio pochi minuti prima. Una volta ripulita l’area il protagonista può finalmente prendere il controllo dell’auto e dirigersi verso il Royal Hotel mentre una stupenda canzone jazz riempie la sala.

Per sua sfortuna (e nostra gioia), anche il garage dell'hotel brulica di membri del clan Marcano, che i ragazzi di Hangar 13 neutralizzano con precisione chirurgica prima di entrare nell’ascensore, che permette a Lincoln di raggiungere finalmente la parte alta del grattacielo. Dopo aver gentilmente suggerito ad un’avvenente segretaria di prendersi il pomeriggio libero, il protagonista prosegue la sua marcia vendicativa attraversando gli uffici. Anche in questo caso gli sviluppatori tentano di agire con discrezione ma uno dei proiettili manca il bersaglio, mettendo in allerta tutto il piano. Ne scaturisce un lungo conflitto a fuoco che Lincoln affronta imbracciando un potente fucile a pompa, perfetto per gli scontri a breve distanza. La disposizione dell’edificio permette sia al protagonista che agli avversari di muoversi rapidamente da un nascondiglio all’altro, con continui capovolgimenti di fronte che mettono più volte in difficoltà chi sta impugnando il pad, tanto da costringerlo a sparare ripetutamente alla cieca ed a consumare un paio di fiale di adrenalina per poter sopravvivere.

Dopo aver messo praticamente a soqquadro l’intero piano e aver tinteggiato buona parte delle pareti con il sangue dei nemici, Lincoln raggiunge una grande porta chiusa dietro la quale non può che nascondersi il suo obiettivo. Lincoln respira. Cerca di ritrovare la concentrazione. E’ pronto. Si posiziona davanti alla porta e con un violento calcio la spalanca, evitando per un soffio un gigantesco razzo sparato nella sua direzione proprio da Derazio. Il curioso “regalo di benvenuto” sfreccia vicino alla faccia del protagonista prima di attraversare tutto l’ufficio e concludere la sua corsa contro una delle pareti con una potente esplosione. Pur ritrovandosi stordito da quanto accaduto, Lincoln riesce a puntare la pistola contro Derazio ed a fare fuoco, riducendolo in fin di vita. L’avvicinarsi della morte non smorza l’innata caparbietà del boss che, pur ritrovandosi sul pavimento con un paio di buchi nella pancia, tenta dapprima di imbracciare un mitra e poi minaccia Lincoln, rifiutandosi di fornirgli una qualunque informazione utile sul clan. Al protagonista non resta dunque che trasformare Derazio in un “messaggio” per la famiglia Marcano e per farlo decide di scagliarlo fuori dalla finestra dell’ufficio, facendolo sfracellare a terra davanti all’ingresso del Royal Hotel in un tripudio di sangue e grida di terrore. La missione terminava quindi con i giornali ed i telegiornali impegnati a trovare una spiegazione credibile per quanto accaduto a Downtown.

La dimostrazione di Mafia III purtroppo finiva qui. La demo mostrata da Hangar 13, per quanto non lunghissima, ha messo in luce alcune delle caratteristiche principali di questo nuovo capitolo, ovvero la profondità della trama e la brutalità dell’azione. L’intreccio narrativo attorno a cui si sviluppano gli eventi dimostra ottime potenzialità e tutti i protagonisti visti fin’ora sembrano dotati di un grande carisma. Ognuno di loro, buono o cattivo, ha delle motivazioni personali in base a cui agisce e l’unione di tutte queste componenti dovrebbe garantire al titolo una discreta maturità. La città di New Bordeaux, pur non essendo al centro della demo, ha tutte le carte in regola per essere il palcoscenico ideale per Lincoln e soci con le sue mille sfaccettature e le sue innumerevoli storie da raccontare. Storie di vita, di morte, d’amore, di efferata violenza. Mafia III racconta tutto questo e lo fa sempre con schiettezza.

Durante tutta la dimostrazione una cosa mi ha colpito profondamente ed è la cruda riproduzione della violenza vista sia nelle parti giocate che nei numerosi filmati che scandiscono le varie sezioni. Lo sguardo di Derazio prima di premere il grilletto, il suono sordo del proiettile che colpisce il negoziante e il tonfo del cadavere sono solo una minima parte di quello che il gioco ha in serbo per noi. Durante la demo ho visto più volte il protagonista spezzare uno o più arti ai nemici prima di ucciderli, sbattergli la testa contro il muro con una cattiveria inaudita o finirli in modo cruento anche quando non era strettamente necessario. Per quanto io non sia una amante della violenza a tutti i costi, devo ammettere che in Mafia tutto sembra avere un senso. Lincoln, per esempio, non è un killer silenzioso ma un ex-soldato spinto da un sentimento di vendetta inarrestabile, e da questo derivano i suoi metodi non convenzionali. Tony Derazio invece è un freddo killer omicida pronto a tutto per garantire gli interessi della Famiglia Marcano, ed i suoi atteggiamenti, per quanto discutibili, sono sempre coerenti con questa descrizione. L’impressione è dunque che Hangar 13 non voglia indorare la pillola a nessuno, mettendo i giocatori al centro di una sanguinosa faida criminale dove la morale talvolta non trova spazio. Un aspetto da tenere sicuramente in considerazione nel caso la violenza “virtuale” non sia di vostro gradimento.

Graficamente il titolo si presenta davvero bene. Purtroppo non abbiamo potuto passare molto tempo per le strade di New Bordeaux, ma la qualità visiva nel complesso mi è sembrata più che buona. Il video introduttivo metteva in mostra una distanza visiva davvero notevole ed un sistema di illuminazione di ottima fattura, mentre la seconda parte della missione, quella all’interno del Royal Hotel, mi ha piacevolmente sorpreso per l’interattività dell’ambiente oltre che per il livello di dettaglio generale. Non ho invece notato una particolare distruttibilità delle aree di gioco che, pur avendo ospitato una furibonda sparatoria, sono rimaste quasi intatte seppur ricoperte in più punti da numerosi schizzi di sangue. Si tratta sicuramente di un aspetto che potrebbe far storecere il naso ai giocatori più esigenti e che andrà approfondito in sede di recensione. La giocabilità ricalca gli standard del genere e mi è sembrata davvero ben fatta. Il sistema di controllo reagiva bene agli input degli sviluppatori ed il ritmo dell’azione mi è sembrato più che adeguato, sia durante le fasi stealth che durante le sparatorie, anche grazie alla presenza di alcuni QTE, utili per schivare o mandare a segno colpi spettacolari.

Di più onestamente non posso dire visto che non è stato possibile mettere fisicamente le mani sulla demo presente in fiera. Concludo con una menzione d’onore per il comparto audio, capace di regalare un ottimo doppiaggio in lingua inglese, una buona riproduzione di tutti i suoni ambientali ma soprattutto di sottolineare ogni passaggio con una colonna sonora F-A-V-O-L-O-S-A. Nella demo ho potuto apprezzare solo una piccola parte degli oltre cento brani presenti nella soundtrack completa ma se questo è quello che gli sviluppatori hanno in mente per noi questo terzo capitolo potrebbe davvero stabilire un nuovo standard sotto questo punto di vista.

In definitiva Mafia III sembra davvero in grado di sfidare ad armi pari la concorrenza puntando su una trama matura, su un’ambientazione accattivante e su un cast di prim’ordine, il tutto condito con tanta, tantissima buona musica. Speriamo dunque che la giocabilità si riveli all’altezza delle aspettative perché, se così fosse, l’ultima fatica di Hangar 13 potrebbe diventare un vero must-have per tutti gli amanti dei titoli action. Continuate dunque a seguirci per non perdere nessun aggiornamento fino all’uscita del gioco, prevista per il 7 ottobre 2016.

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L'autore

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Classe 1985 e cresciuto a pane, Commodore e Amiga, nel 1991 riceve il suo primo NES e da allora niente è più lo stesso. Attraversa tutte le generazioni di console tra platform, GDR, giochi di guida e FPS fino al 2004, quando approda su Xbox. Ancora oggi, a distanza di anni, vive consumato da questo sentimento dividendosi tra famiglia, lavoro, videogiochi, corsa, cinema e serie TV, nell’attesa che qualcuno scopra come rallentare il tempo per permettergli di dormire almeno un paio d’ore per notte.

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