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NBA 2K14 - visto e provato alla GC 2013

Il re dei giochi sportivi cestistici (o forse addirittura il re dei giochi sportivi in generale) sta per tornare, aggiungendo a un gameplay consolidato alcune succose novità soprattutto per noi europei. Alla GamesCom abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima NBA 2K14 e di fare una chiacchierata in privato con uno degli sviluppatori. Ecco com’è andata.
Di cosa si tratta
NBA 2K14 è il nuovo episodio del popolare simulatore di basket di 2K Sports, che da anni ormai delizia gli appassionati con ottimi livelli qualitativi. In arrivo sia sulle console attuali che quelle di prossima generazione (la versione next-gen non è ancora stata rivelata), il gioco introduce alcune novità. In primis, per la prima volta nella serie, si vola oltreoceano con l’introduzione della Turkish Airlines Euroleague. Ben 14 top team europei tra cui i nostrani Olimpia Milano (EA7) e Mens Sana Siena (Montepaschi) vanno ad aggiungersi al già ampio roster di squadre NBA. Naturalmente, l’aggiunta di una intera modalità quale l’Eurolega, porta con se anche tutte le modifiche e differenze regolamentali che esistono tra il basket europeo e quello americano. Spariscono i 3 secondi difensivi, viene avvicinata la linea dei tre punti e così via. Purtroppo però, i team europei non disporranno della replica fedele delle loro arene, ma utilizzeranno delle arene “standard” che si avvicineranno vagamente alla loro controparte reale. Ciò per motivi di tempo (è molto difficile e laborioso ricreare anche queste arene per dei team in tutto secondari rispetto al target principale del gioco), e soprattutto di spazio sul disco. Chissà che magari non emergano nella versione per le console next-gen.

La seconda novità del gioco è la modalità LeBron: Path to Greatness. Quest’anno 2K Sports ha siglato un importantissimo accordo con la stella dei bi-campioni uscenti Miami Heat, LeBron James. Oltre alla modalità specificatamente a lui dedicata, appunto Path to Greatness, e alla copertina del gioco, LBJ ha personalmente curato la scelta delle tracce audio che compongono la colonna sonora del gioco. C’è un po’ di tutto: dai Daft Punk passando per Eminem fino ad arrivare a Phil Collins. Il piatto forte della partnership è però la modalità Path to Greatness. Questa modalità è stata pensata in seguito ai forti rumors che, nel corso del finale dello scorso campionato NBA, volevano LeBron James lontano dagli Heat al termine della stagione, conclusasi poi con la vittoria finale degli Heat e il loro secondo anello consecutivo. La prima partita che giocheremo sarà appunto la finale dell’ultimo campionato NBA, tra Miami Heat e San Antonio Spurs, poi la modalità esplorerà le prossime sette stagioni di LBJ e il risultato finale lo deciderà il giocatore con le sue performances sul campo: non per forza un super campione da Hall of Fame, ma anche meteora finita nel dimenticatoio.

La terza e ultima "novità" in termini di modalità di gioco è costituita dal ritorno delle Crew. Per chi non masticasse NBA 2K prima dell’edizione 2011, le Crew sono squadre di giocatori “My Player” che possono sfidare altre Crew online in partite 5 vs 5 o 3 vs 3 a metà campo. Ogni giocatore che abbia creato un “My Player” può creare o far parte di una Crew e sfidarne altre in giro per il mondo.

Cosa abbiamo visto
Quando un gioco rasenta la perfezione, è difficile trovare l’aspetto che può ancora essere sviluppato e migliorato. Quest’anno è questa la sfida che si trovano ad affrontare gli sviluppatori di 2K Sports. Alla GamesCom ho avuto modo di mettere le mani su una versione demo di NBA 2K14 che mi ha mostrato un assaggio del lavoro svolto per questa nuova edizione.

La prima cosa che mi è stata detta dagli sviluppatori è il fatto che in NBA 2K14 sono state inserite 3000 nuove animazioni, che spingeranno il gioco verso un realismo ancora più spiccato e lo avvicineranno sempre di più al basket vero e proprio. E’ stata inserita una funzione chiamata “Smart Button” o “Smart Play”. Essa permetterà anche ai giocatori alle prime armi di cimentarsi con schemi e chiamate tipiche dello sport del basket, utto ciò con la semplice pressione di un pulsante. Niente più croce direzionale e decine di sottomenu, che comunque non scompariranno ma rimarranno invariati, per la felicità di perfezionisti e “pro”.

È stato inoltre perfezionato l’utilizzo della levetta analogica destra, tramite la quale potremo eseguire finte e trick. Ultimo ma non ultimo: sono stati ri-calibrati i contatti, con il risultato che sarà più semplice rubare il pallone agli avversari, e sono stati risolti e corretti numerosi bug e glitch che infestavano la scorsa versione.

Pad alla mano il gioco non mi è sembrato molto diverso dall’ultima versione. Ho giocato contro un collega spagnolo con l’Olympiacos, così da rendermi conto delle differenze rispetto al classico NBA. Le animazioni e le movenze dei giocatori sono decisamente più europee, con una tendenza alla schiacciata nettamente diminuita (questa differenza l’ho notata giocando contro la CPU). In più anche la tendenza a rubar palla è effettivamente migliorata, puntando sempre di più al realismo.

Ho posto due domande ai ragazzi di 2K, soprattutto riguardanti il futuro della serie. La prima è stata se avessero l’intenzione di trasformare la serie NBA 2K in una sorta di “FIFA” del basket, andando cioè a inserire campionati extra-NBA in giro per il mondo. La risposta è stata che finora si sono concentrati sul gameplay e sul perfezionamento di questo lato del gioco. In futuro potrebbero espandere l’esperienza e inserire anche qualche campionato extra NBA, come hanno già voluto sperimentare quest’anno con le 14 squadre di Eurolega. La seconda domanda invece è una mia curiosità personale, da maniaci del basket giocato: ho chiesto se in NBA 2K14 è stato curato di più l’aspetto dei falli tecnici e antisportivi (flagrant). Purtroppo, mi è stato confermato che pero ora i falli tecnici resteranno feature “esclusiva” di Kinect e del linguaggio volgare. Questo è quanto, in attesa di poter ammirare la versione next-gen che, a detta degli sviluppatori, sarà un gioco completamente diverso, con nuove modalità e feature esclusive.

Tiriamo le somme
Sebbene le novità introdotte siano state presentate con grande enfasi, sono rimasto un po’ deluso nel complesso. Il gameplay è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al precedente capitolo e le nuove animazioni non bastano a colmare quella sensazione di già visto. Certo, c’è l’Eurolega e la nuova modalità Lebron: Path to Greatness, senza contare al ritorno delle Crew. Probabilmente il team di sviluppo si è concentrato di più sulla versione next-gen, che verrà presentata a metà settembre e che ci viene assicurato sarà un gioco totalmente diverso rispetto alla versione per console attuali. In conclusione, l’esperienza è quantitativamente migliorata, ma qualitativamente è rimasta la stessa dello scorso anno. Intanto sale a mille l’hype per la versione dedicata alle nuove console. Restate sintonizzati per ulteriori notizie e per la nostra recensione.

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L'autore

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Quando gli hanno chiesto di comporre una Bio, ha pensato subito alla natura e all’ambiente. Una volta rinsavito, ci ha raccontato di essere un appassionato di Basket e Calcio, videogiocatore accanito, predilige RPG, FPS e TPS. In generale però non si tira indietro di fronte a nulla. A tempo perso è anche speaker in una Web Radio.

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