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Need for Speed: The Run
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Need for Speed: The Run - provato alla GC

Alla GamesCom di Colonia abbiamo avuto modo di provare l'ultimo capitolo della serie Need for Speed sviluppato da EA Black Box, autori di alcuni dei migliori capitoli della serie, ed in uscita il prossimo 18 novembre: eccovi le nostre impressioni dopo aver giocato le due diverse demo presenti all'evento.
Di cosa si tratta
Need For Speed: The Run rappresenta il nuovo episodio di una lunga serie di giochi di corse prodotti da Electornic Arts, che con il passare degli anni si sono susseguiti cambiando spesso atmosfere, gameplay e tipologie, sfociando anche nel racing più simulativo con la serie spin-off NfS: Shift. The Run appartiene invece al ramo più arcade della serie, il cui ultimo rappresentate è stato Hot Pursuit di Criterion Studios: con questo nuovo titolo il team canadese Black Box torna sulla serie dopo aver realizzato Nfs: Undercover nel 2008, introducendo delle novità rispetto al classico racing game arcade. L'idea è quella di rendere il gioco più vario introducendo delle sequenze fuori dall'auto che aiutano anche ad immedesimarsi con la storia e con il suo protagonista, Jack. Per non distogliere troppo l' attenzione dal cuore del gioco, ovvero correre in auto, le sequenze non saranno di tipo free roaming, quindi sullo stile di GTA per esempio, ma delle cut-scene di impostazione molto cinematografica durante le quali dovremo interagire con un sistema di tipo Quick Time Event: questo significa che in alcuni precisi momenti dovremo premere i tasti indicati a schermo per superare le varie situazioni.

Per quanto riguarda la trama, gli sviluppatori non hanno rivelato ancora nulla di preciso e nel video presentato in fiera venivano svelati solo 3 punti cardine: tremila miglia da percorrere, 200 avversari da battere e 25 milioni di dollari in palio. Anche l'incontro con il producer Jason DeLong non è servito a chiarire la situazione, purtroppo l'unica risposta era la ripetizione dei tre concetti presenti già nel video. Il gioco è incentrato su una lunga corsa che ci vede partire da San Francisco per arrivare fino a New York attraversando svariati stati americani, il dato dichiarato però rappresenta solo la reale distanza tra le due metropoli e non la strada a nostra disposizione, nel gioco infatti avremo a disposizione circa 300 km con ambientazioni molto varie che spaziano dalle città (come la Chigago vista in alcuni trailer e nella demo portata all' E3) fino alle strade di montagna passando per il deserto ed altri ambienti. Un aspetto tecnico molto interessante riguarda il motore grafico: il team canadese ha pensato di affidarsi al lavoro svolto dai colleghi scandinavi di Digital Illusions CE, meglio noti come DICE e famosi per la serie Battlefield. Avremo quindi modo di vedere l'ottimo Frostbite 2 in azione in situazioni completamente differenti da quelle per cui è stato sviluppato.

Cosa abbiamo visto
Prima di tutto c' è bisogno di fare una piccola, ma doverosa, premessa: la versione del gioco portata in fiera era quella per PS3; non sappiamo se la versione per Xbox 360 possa essere leggermente migliore come, solitamente, capita con i titoli multipiattaforma ma grosse differenze non dovrebbero essercene. Durante la fiera ho avuto l' opportunità di assistere ad una presentazione privata tenuta dal producer Jason DeLong, durante la quale ho avuto modo di testare due livelli distinti: Desert Hills, già mostrata in altre occasioni, e Independence Pass, del tutto nuova. La prima demo, come dice il nome stesso, era ambientata in un deserto e metteva a mia disposizione la missione "Run for the Hills" (corsa verso le colline): a bordo di una Porsche Cayman modificata dovevo superare 10 avversari lungo un tracciato ricco non solo di curve ma anche di dislivelli e di qualche scorciatoia, finita la gara poi mi è stato indicato il successivo traguardo che era quello di arrivare a Las Vegas entro le prime 100 posizioni.

La seconda demo era invece del tutto nuova e DeLong ci puntava molto per impressionare i giornalisti presenti in sala. L'ambientazione della missione intitolata Buried Alive (ossia "Sepolto Vivo") era una montagna; la particolarità di questo scontro uno contro uno era rappresentata dallo scenario in continua evoluzione per cause esterne. La missione è iniziata con un breve filmato in cui potevamo vedere Jack infreddolito fuori dalla sua M3 GTS ed in attesa di qualcosa, quando improvvisamente è sopraggiunta ad alta velocità un'Audi R8 ed è iniziato così un inseguimento: durante la cut-scene ci è stato mostrato che il nostro avversario imboccava una strada chiusa perchè a rischio valanghe. E' arrivato così, finalmente, il momento di mettermi al comando della BMW cercando di schivale le roccie e la neve che cadevano per le esplosioni programmate, ed anticipate dal suono di alcune sirene, per poter rendere più sicuro il passaggio delle auto sulla strada. Avendo scelto il momento peggiore per percorrere quella striscia d' asfalto, ero costretto ad inseguire il mio avversario cercando allo stesso tempo di evitare gli ostacoli. Le valanghe aumentavano sicuramente la tensione ed erano ricreate molto bene, l'unico difetto era che in alcune situazioni la visibilità si riduceva a tal punto da dover andare avanti sperando di aver azzeccato la traiettoria buona, questo in parte era dovuto anche ad un non perfetto calcolo delle collisioni con i detriti, ma potrebbero sistemare tutto in tempo per l'uscita.

Queste due demo mi hanno permesso di farmi una prima idea del titolo. Graficamente il gioco non verrà ricordato come il miglior prodotto sviluppato con il Frostbite 2, ma comunque se la cava abbastanza bene. La grafica, nonostante l'ampio orizzonte visivo ed i numerosi poligoni su schermo, risulta sempre fluida e la sensazione di velocità è buona. Per quanto riguarda questo aspetto c'è però da segnalare che dipende in parte dalla telecamera usata, con quelle esterne è leggermente inferiore rispetto a quella con il solo cofano a video o a quella rasoterra. La visuale del cofano presenta pure un accenno di riflessione dell'ambiente, al momento però è un abbozzo troppo preliminare e spero venga sviluppato meglio, l'effetto presente sulla demo era bruttino da vedere visto che apparivano dei quadrettoni di un colore simile all' ambiente che stavamo superando. Le condizioni ambientali e la loro influenza sulla resa a video sono riprodotte bene, per esempio nel deserto tutto appare più luminoso rispetto all' ambientazione montana dove prevalgono altri aspetti come l'idea di confusione dovuta alle valanghe ed i detriti.

Passando invece agli aspetti meno tecnici e più legati al gameplay, il titolo sembra un buon compromesso tra un arcade ed una blanda simulazione: Black Box pare aver trovato il giusto mix rendendo il gioco accessibile a tutti, anche se per un appassionato potrebbe risultare un po' troppo facile ma bisognerebbe vedere quale fosse il livello di difficoltà settato in fiera. I controlli sono quelli classici dei racing game, con l'aggiunta della possibilità di riavvolgere il tempo per tornare all''ultimo checkpoint un massimo di 5 volte per gara. Da segnalare l'ottimo feeling dello sterzo che spero venga mantenuto anche nella versione 360: non mi sono mai trovato a mio agio nel guidare le auto negli ultimi capitoli della serie (soprattutto con Shift), ma qui la prova si è svolta in maniera ottimale come se avessi già una buona esperienza con il titolo pur provandolo per la prima volta.

Tiriamo le somme
Per quanto mostrato in fiera, direi che Need For Speed: The Run ha sicuramente le carte in regola per poter spiccare tra i tanti titoli in uscita in questa ultima parte di 2011. Il titolo si presenta tecnicamente valido, bisognerà però vedere bene come verrà gestita l'alternanza tra fasi filmate/interattive e quelle di gara vere e proprie lungo il dipanarsi della narrazione. Bisognerà valutare inoltre la qualità delle fasi fuori dall'auto che comunque si preannunciano tecnicamente di alto livello: per quanto riguarda le performance di motion capture, gli sviluppatori dichiarano di aver realizzato una tecnologia per certi versi superiore a quanto visto nell'ottimo L.A. Noire di Rockstar, peccato però di non averlo potuto sperimentare di persona visto che a Colonia si sono concentrati sulle fasi di corsa. Per quanto riguarda invece la varietà di tipologie di corse non dovrebbe esserci il rischio di annoiarsi: oltre agli scontri 1 contro 1 ed il sorpasso di un predeterminato numero di avversari, avremo a disposizione gare a tempo o fughe dagli inseguitori. La componente multiplayer invece non è stata ancora annunciata ma, da tempo, si sa della presenza della funzione Autolog introdotta negli ultimi episodi. Da segnalare anche la presenza, in esclusiva, delle auto Porsche, compresa la prossima Porsche 911 Carrera S che verrà svelata ufficialmente all'imminente salone di Francoforte.

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